Il Tribunale civile di Napoli ha rigettato l’istanza avanzata dal M5s per la revoca dell’ordinanza cautelare che il 7 febbraio scorso ha disposto la sospensione del nuovo statuto e della conseguente elezione a presidente di Giuseppe Conte. Il giudice Francesco Paolo Feo ha fissato per il prossimo 5 aprile l’udienza nel merito della causa, intentata da tre iscritti partenopei (Renato Delle Donne, Steven Brian Hutchinson e Liliana Coppola) per far annullare le deliberazioni dell’assemblea del 2 e 3 agosto scorso. Feo è lo stesso magistrato che in prima istanza aveva rigettato la domanda cautelare, negando i presupposti d’urgenza, “non riscontrabili” – scriveva – “all’esito della comparazione fra l’interesse dei ricorrenti alla sospensione della delibera e quello dell’associazione convenuta (e quindi di tutti gli altri associati), alla prosecuzione dell’attività politica“. I tre attivisti però avevano fatto ricorso al Tribunale collegiale, che invece aveva dato loro ragione perché – si legge nell’ordinanza – gli iscritti da meno di sei mesi erano stati esclusi dall’assemblea del 2 e 3 agosto 2021 “in assenza di un regolamento adottato dal Comitato di garanzia su proposta del Comitato direttivo”, come prescriveva il vecchio statuto.
La tesi del Movimento – A nulla è valsa la contestazione sollevata dai legali del Movimento per far revocare l’ordinanza in base all’articolo 669-decies del codice di procedura civile, ovvero che Conte e i vertici grillini non sapessero – al momento della sospensione – della vigenza di un regolamento che disponeva l’esclusione dalle assemblee dei nuovi iscritti: a provarne l’esistenza, secondo il M5S, sarebbe uno scambio di mail dell’8 novembre 2018 tra l’allora capo politico Luigi Di Maio, che ne propone l’approvazione, e l’allora presidente del Comitato di garanzia Vito Crimi, che dà il proprio ok. Del regolamento, peraltro, si citava l’esistenza nella stessa convocazione (datata 17 luglio 2021) dell’assemblea che ha votato le modifiche allo statuto, seguendo la prassi adottata in tutti gli altri casi. “Tale documento (…) non sarebbe stato prodotto prima in giudizio perché, di esso, l’istante Associazione sarebbe venuta a conoscenza solo dopo la pronuncia dell’ordinanza di sospensione”, riassume il provvedimento del giudice. Ricordando però “che l’istanza di revoca e la riproposizione della domanda cautelare non può trovare luogo ove fondata su ragioni di fatto e di diritto preesistenti alla pronuncia cautelare, a meno che di esse non venga allegata e dimostrata l’avvenuta conoscenza e conoscibilità solo in un momento successivo”.
La decisione del giudice – In questo caso, invece, “il dedotto “regolamento” è atto promanante dalla stessa Associazione che lo ha prodotto in giudizio, trattandosi di atto a essa interno, regolante un aspetto fondamentale della sua organizzazione e del suo funzionamento ed emanato dagli stessi organi apicali dell’Associazione e quindi da intendersi per ciò stesso conosciuto, o comunque sicuramente conoscibile, fin dalla sua adozione”. E non rileva nemmeno, secondo il giudice, “il fatto che la funzione di organi rappresentativi dell’ente fosse, al momento della introduzione di questo contenzioso, rivestita da persone diverse da quelle del tempo in cui il regolamento fu adottato”, cioè da Giuseppe Conte e non più da Di Maio e Crimi. I vertici M5s, inoltre, dovevano (o avrebbero dovuto) conoscere l’esistenza del regolamento in quanto “i ricorrenti (contestandone la mancata pubblicazione, la mancanza di data certa ed il fatto che non fosse stato proposto dal Comitato direttivo) avevano già nell’atto di citazione specificamente argomentato su di esso, che pare esser richiamato, anche se solo genericamente e senza indicazione della data di emissione o di altro elemento specificativo, nell’avviso di convocazione dell’assemblea del 17 luglio 2021, in forza del quale erano stati ammessi al voto solo gli iscritti da oltre sei mesi”.
La nuova convocazione – Il Movimento, peraltro, ha convocato per il 10 e 11 marzo prossimi una nuova assemblea per rivotare le modifiche di agosto (e approvare le correzioni in tema di democrazia interna necessarie per accedere al 2xmille) sulla piattaforma SkyVote, escludendo ancora gli iscritti da meno di sei mesi proprio sulla base del regolamento del 2018, considerato valido ed efficace. Una scelta criticata dal legale dei ricorrenti, l’avvocato Lorenzo Borrè: “L’ordinanza dovrebbe far riflettere chi si ostina a tirare dritto nonostante i rilievi del collegio: per poter escludere dal voto gli associati iuniores serve un regolamento adottato su istanza del Comitato direttivo“, dice all’AdnKronos. E non esclude che anche l’esito di quell’assemblea verrà impugnato: “Le modalità di convocazione dell’assemblea e le modifiche proposte prestano indubbiamente il fianco, entrambi i fianchi direi, a eventuali nuove impugnazioni. Ricordo sempre che non sono io ad impugnare: la mia opera si riduce al patrocinio. Ma se tanto mi dà tanto…”.
Il comunicato – “Prendiamo atto della decisione del Tribunale di Napoli di respingere il ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle contro la sospensione dello Statuto. Questa decisione però non può fermare il nuovo corso del Movimento”, si legge in una nota diffusa dal partito. “La decisione del Tribunale non cancella la volontà politica che gli elettori del Movimento hanno espresso lo scorso agosto in maniera plebiscitaria, quando hanno approvato il nuovo Statuto e indicato Giuseppe Conte come Presidente del Movimento 5 Stelle. In particolare il Tribunale, con questa ultima decisione, sceglie una interpretazione restrittiva della possibilità di revocare il provvedimento cautelare già emesso. Non mette tuttavia in discussione l’esistenza e la regolarità del regolamento del 2018 su cui è stata fondata l’esclusione dalla votazione degli iscritti con meno di sei mesi. Questo dunque consente al Movimento 5 Stelle di procedere alle votazioni già prefissate per il 10 e 11 marzo per l’approvazione dello statuto, con le modifiche suggerite dalla Commissione di garanzia degli statuti dei partiti politici, con effetto retroattivo di convalida e/o conferma della delibera già impugnata. Al termine di questa votazione, il Movimento 5 Stelle potrà continuare a mettere in campo pienamente la sua azione, guardando alle numerose sfide che lo attendono nei prossimi mesi”.
Politica
M5s, no all’istanza di revoca della sospensione dello statuto: “I vertici non possono dire di non aver conosciuto il regolamento del 2018”
Il Tribunale collegiale aveva annullato le delibere dell'assemblea del 2 e 3 agosto 2021 perché gli iscritti da meno di sei mesi erano stati esclusi “in assenza di un regolamento adottato dal Comitato di garanzia su proposta del Comitato direttivo”. A nulla è valsa la contestazione che i vertici non sapessero dell'esistenza di quel regolamento: per il giudice l'atto è "da intendersi conosciuto, o comunque sicuramente conoscibile, fin dalla sua adozione"
Il Tribunale civile di Napoli ha rigettato l’istanza avanzata dal M5s per la revoca dell’ordinanza cautelare che il 7 febbraio scorso ha disposto la sospensione del nuovo statuto e della conseguente elezione a presidente di Giuseppe Conte. Il giudice Francesco Paolo Feo ha fissato per il prossimo 5 aprile l’udienza nel merito della causa, intentata da tre iscritti partenopei (Renato Delle Donne, Steven Brian Hutchinson e Liliana Coppola) per far annullare le deliberazioni dell’assemblea del 2 e 3 agosto scorso. Feo è lo stesso magistrato che in prima istanza aveva rigettato la domanda cautelare, negando i presupposti d’urgenza, “non riscontrabili” – scriveva – “all’esito della comparazione fra l’interesse dei ricorrenti alla sospensione della delibera e quello dell’associazione convenuta (e quindi di tutti gli altri associati), alla prosecuzione dell’attività politica“. I tre attivisti però avevano fatto ricorso al Tribunale collegiale, che invece aveva dato loro ragione perché – si legge nell’ordinanza – gli iscritti da meno di sei mesi erano stati esclusi dall’assemblea del 2 e 3 agosto 2021 “in assenza di un regolamento adottato dal Comitato di garanzia su proposta del Comitato direttivo”, come prescriveva il vecchio statuto.
La tesi del Movimento – A nulla è valsa la contestazione sollevata dai legali del Movimento per far revocare l’ordinanza in base all’articolo 669-decies del codice di procedura civile, ovvero che Conte e i vertici grillini non sapessero – al momento della sospensione – della vigenza di un regolamento che disponeva l’esclusione dalle assemblee dei nuovi iscritti: a provarne l’esistenza, secondo il M5S, sarebbe uno scambio di mail dell’8 novembre 2018 tra l’allora capo politico Luigi Di Maio, che ne propone l’approvazione, e l’allora presidente del Comitato di garanzia Vito Crimi, che dà il proprio ok. Del regolamento, peraltro, si citava l’esistenza nella stessa convocazione (datata 17 luglio 2021) dell’assemblea che ha votato le modifiche allo statuto, seguendo la prassi adottata in tutti gli altri casi. “Tale documento (…) non sarebbe stato prodotto prima in giudizio perché, di esso, l’istante Associazione sarebbe venuta a conoscenza solo dopo la pronuncia dell’ordinanza di sospensione”, riassume il provvedimento del giudice. Ricordando però “che l’istanza di revoca e la riproposizione della domanda cautelare non può trovare luogo ove fondata su ragioni di fatto e di diritto preesistenti alla pronuncia cautelare, a meno che di esse non venga allegata e dimostrata l’avvenuta conoscenza e conoscibilità solo in un momento successivo”.
La decisione del giudice – In questo caso, invece, “il dedotto “regolamento” è atto promanante dalla stessa Associazione che lo ha prodotto in giudizio, trattandosi di atto a essa interno, regolante un aspetto fondamentale della sua organizzazione e del suo funzionamento ed emanato dagli stessi organi apicali dell’Associazione e quindi da intendersi per ciò stesso conosciuto, o comunque sicuramente conoscibile, fin dalla sua adozione”. E non rileva nemmeno, secondo il giudice, “il fatto che la funzione di organi rappresentativi dell’ente fosse, al momento della introduzione di questo contenzioso, rivestita da persone diverse da quelle del tempo in cui il regolamento fu adottato”, cioè da Giuseppe Conte e non più da Di Maio e Crimi. I vertici M5s, inoltre, dovevano (o avrebbero dovuto) conoscere l’esistenza del regolamento in quanto “i ricorrenti (contestandone la mancata pubblicazione, la mancanza di data certa ed il fatto che non fosse stato proposto dal Comitato direttivo) avevano già nell’atto di citazione specificamente argomentato su di esso, che pare esser richiamato, anche se solo genericamente e senza indicazione della data di emissione o di altro elemento specificativo, nell’avviso di convocazione dell’assemblea del 17 luglio 2021, in forza del quale erano stati ammessi al voto solo gli iscritti da oltre sei mesi”.
La nuova convocazione – Il Movimento, peraltro, ha convocato per il 10 e 11 marzo prossimi una nuova assemblea per rivotare le modifiche di agosto (e approvare le correzioni in tema di democrazia interna necessarie per accedere al 2xmille) sulla piattaforma SkyVote, escludendo ancora gli iscritti da meno di sei mesi proprio sulla base del regolamento del 2018, considerato valido ed efficace. Una scelta criticata dal legale dei ricorrenti, l’avvocato Lorenzo Borrè: “L’ordinanza dovrebbe far riflettere chi si ostina a tirare dritto nonostante i rilievi del collegio: per poter escludere dal voto gli associati iuniores serve un regolamento adottato su istanza del Comitato direttivo“, dice all’AdnKronos. E non esclude che anche l’esito di quell’assemblea verrà impugnato: “Le modalità di convocazione dell’assemblea e le modifiche proposte prestano indubbiamente il fianco, entrambi i fianchi direi, a eventuali nuove impugnazioni. Ricordo sempre che non sono io ad impugnare: la mia opera si riduce al patrocinio. Ma se tanto mi dà tanto…”.
Il comunicato – “Prendiamo atto della decisione del Tribunale di Napoli di respingere il ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle contro la sospensione dello Statuto. Questa decisione però non può fermare il nuovo corso del Movimento”, si legge in una nota diffusa dal partito. “La decisione del Tribunale non cancella la volontà politica che gli elettori del Movimento hanno espresso lo scorso agosto in maniera plebiscitaria, quando hanno approvato il nuovo Statuto e indicato Giuseppe Conte come Presidente del Movimento 5 Stelle. In particolare il Tribunale, con questa ultima decisione, sceglie una interpretazione restrittiva della possibilità di revocare il provvedimento cautelare già emesso. Non mette tuttavia in discussione l’esistenza e la regolarità del regolamento del 2018 su cui è stata fondata l’esclusione dalla votazione degli iscritti con meno di sei mesi. Questo dunque consente al Movimento 5 Stelle di procedere alle votazioni già prefissate per il 10 e 11 marzo per l’approvazione dello statuto, con le modifiche suggerite dalla Commissione di garanzia degli statuti dei partiti politici, con effetto retroattivo di convalida e/o conferma della delibera già impugnata. Al termine di questa votazione, il Movimento 5 Stelle potrà continuare a mettere in campo pienamente la sua azione, guardando alle numerose sfide che lo attendono nei prossimi mesi”.
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(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - L'Italia è "una nazione con un legame profondo e indistruttibile con gli Stati Uniti. E questo legame è forgiato dalla storia e dai principi condivisi. Ed è incarnato dagli innumerevoli americani di discendenza italiana che per generazioni hanno contribuito alla prosperità dell'America". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac a Washington. "Quindi, a loro, permettimi di dire grazie. Grazie per essere stati ambasciatori eccezionali della passione, della creatività e del genio italiani".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Standing ovation dalla platea della convention Cpac a Washington al termine dell'intervento video della premier Giorgia Meloni. Un intervento nel quale la presidente del Consiglio ha richiamato valori e temi che uniscono conservatori europei e americani, a partire dalla difesa dei confini, ribadendo la solidità del legame tra Usa e Ue. "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno".
"So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta. Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente", ha affermato la premier.
La presidente Meloni ha fatto un passaggio sull'Ucraina ribadendo "la brutale aggressione" subito dal popolo ucraino e confidando nella collaborazione con gli Usa per raggiungere una "pace giusta e duratura" che, ha sottolineato, "può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Le "elite di sinistra" si sono "recentemente indignate per il discorso di JD Vance a Monaco in cui il vicepresidente ha giustamente affermato che prima di discutere di sicurezza, dobbiamo sapere cosa stiamo difendendo. Non stava parlando di tariffe o bilance commerciali su cui ognuno difenderà i propri interessi preservando la nostra amicizia". Mo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Cpac.
"Il vicepresidente Vance stava discutendo di identità, democrazia, libertà di parola. In breve, il ruolo storico e la missione dell'Europa. Molti hanno finto di essere indignati, invocando l'orgoglio europeo contro un americano che osa farci la predica. Ma lasciate che ve lo dica io, da persona orgogliosa di essere europea - ha detto ancora - Innanzitutto, se coloro che si sono indignati avessero mostrato lo stesso orgoglio quando l'Europa ha perso la sua autonomia strategica, legando la sua economia a regimi autocratici, o quando i confini europei e il nostro stile di vita sono stati minacciati dall'immigrazione illegale di massa, ora vivremmo in un'Europa più forte".
(Adnkronos) - "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno. So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta".
"Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "So che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa. Quindi sicurezza delle frontiere, sicurezza delle frontiere, sicurezza energetica, sicurezza economica, sicurezza alimentare, difesa e sicurezza nazionale per una semplice ragione. Se non sei sicuro, non sei libero". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "C'è una crescente consapevolezza. C'è una crescente consapevolezza in Europa che la sicurezza è ora la massima priorità. Non puoi difendere la tua libertà se non hai i mezzi o il coraggio per farlo. La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori". Così la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
"E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina, dove un popolo orgoglioso combatte per la propria libertà contro un'aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura. Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".