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“Il cecchino canadese Wali ucciso 20 minuti dopo il suo arrivo a Mariupol”. Lui smentisce: “Non sapevo di essere morto”

"Propaganda 'da un lato' nell'annunciare il suo arrivo e propaganda 'dall'altro' nel dichiararne la morte? "Non sono mai stato a Mariupol, ho operato nei pressi di di Kiev, alle porte della capitale", ha detto il cecchino al Toronto Star

Si chiama Wali, o meglio questo è il suo nome di sicurezza: è un cecchino canadese e il suo nome di battesimo non viene rivelato. “Ucciso dalle forze russe appena 20 minuti dopo essere entrato in azione a Mariupol”, la notizia su Wali che ha cominciato a circolare sui social. Notizia smentita proprio da lui: “Sono stato l’ultimo a sapere della mia morte”, ha detto in una video intervista al Toronto Star. “Non sono il migliore del mondo, sono bravo, ma qui in Ucraina c’è gente migliore… Sono stato un programmatore fino a qualche settimana fa e per essere un bravo cecchino hai bisogno di allenarti ogni settimana e io sono un po’ fuori forma”, ha detto sempre nella stessa intervista. La foto del cadavere è stata postata sui social. Propaganda ‘da un lato’ nell’annunciare il suo arrivo e propaganda ‘dall’altro’ nel dichiararne la morte? “Non sono mai stato a Mariupol, ho operato nei pressi di di Kiev, alle porte della capitale. Quando sono rientrato dalla missione ho acceso il telefonino e trovato decine di messaggi di gente preoccupata sulla mia sorte”, le parole di Wali.