Per tutta la vita ha sognato di diventare un’ étoile del Bolshoi. E ce l’ha fatta ma Olga Smirnova non avrebbe mai immaginato, neanche nel peggiore degli incubi, che un giorno gli avrebbe sbattuto la porta in faccia. L’étoile ha deciso di abbandonare Mosca per unirsi al Dutch National Ballet, il Balletto nazionale olandese, in seguito all’invasione dell’Ucraina. “Sono contro la guerra con ogni fibra della mia anima” ha dichiarato sin dall’inizio l’artista, meravigliosa Giselle, prima donna di delle compagnie di danza più famosa al mondo: il Russian Bolshoi Ballet di Mosca. Anche l’arte, messa in pericolo, si ribella e reagisce in modo pacifico, ma fermo e deciso. L’abbandono dell’artista segue quello del primo ballerino Jacopo Tissi e del direttore d’orchestra Tugan Sokhiev. La decisione comunicata con un post su Instagram ha colpito il mondo, non solo quello artistico. Dopo la sua fuga è diventata la ballerina più gettonata. Dopo il San Carlo danzerà anche alla Scala di Milano.
Dopo l’abbraccio il 26 febbraio scorso sempre al San Carlo tra il soprano ucraino Monastyrska e il mezzosoprano russo Gubanova a sipario calato dell’Aida, adesso si danza la Pace e il nome del Ballet for Peace, diventa più incisivo “Stand up per Ukraine” con gli incassi della serata tutta sold out) devoluti alle vittime della guerra.
Stringersi in nome della pace, della libertà e della condivisione dell’arte, ma i profughi ucraini, che si sono lasciati alle spalle le macerie di una guerra, quelle dell’anima se le sono portate dietro in un viaggio/odissea fino a Napoli, non sono d’accordo. E fuori dal teatro sbandierano fotografie di morti straziati, fosse comuni, cadaveri ammassati e striscioni di protesta: Non si balle con i carnefici, Putin macellaio, soldati terroristi.
Non perdonano gli ucraini di Napoli, (25 mila residenti, è una delle comunità più numerose d’Europa) e scendono in piazza per ribadirlo forte e chiaro. E nelle stesse ore in cui il presidente Zelensky chiede all’Onu un processo alla Norimberga contro i crimini di guerra, il Console Generale dell’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko, getta benzina sul fuoco invitando i ballerini ucraini a disertare la serata. Al direttore generale Emmanuela Spedaliere e al sindaco Gaetano Manfredi in veste di padroni di casa, non restava altro che indossare gli abiti pacati della diplomazia: “Questa iniziativa benefica è partita da un gruppo di ballerini di varie nazionalità.Tutti i ballerini russi che vi hanno partecipato si sono duramente dissociati dal conflitto”. La cultura deve gettare ponti e non alzare barriere. Ucraina e Russia unite sulle punte, e sulle note di Chopin il pas à deux, intensamente tragico, abbraccia simbolicamente i due paesi. Cercasi pace disperatamente.
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