Il governo è al lavoro “per ottimizzare” il sostegno alla ricerca e sviluppo e “particolare attenzione sarà dedicata alla filiera del fotovoltaico, in cui è previsto il rilancio della produzione in Italia di pannelli di nuova tecnologia e lo sviluppo dei comparti a monte e a valle di tale produzione, e quella dell’idrogeno”: è quanto si legge in uno degli allegati al Def. “È anche auspicabile, e sarà oggetto di concreti studi e iniziative industriali, una maggiore presenza produttiva dell’Italia nella filiera della generazione eolica“. Nell’introduzione firmata dal ministro Daniele Franco al Documento di economia finanza, in cui vengono tratteggiate le strategie economiche del paese che prenderanno poi forma compiuta nella successiva legge di bilancio, si legge che “i rincari della bolletta energetica per famiglie e imprese, con le misure già adottate dal governo (5,3 miliardi nel 2021 e 14,7 miliardi per il primo semestre 2022), nelle stime del Def verrebbero ridotti nel primo semestre “di almeno un quarto rispetto a uno scenario senza gli interventi del Governo“.

Lo scenario di crescita dell’economia italiana, con una previsione tendenziale per il 2022 al 2,9%, “è caratterizzata da notevoli rischi al ribasso”, scrive Franco nell’introduzione, e l’ipotesi di un blocco completo del gas russo – come dettagliato nel documento – potrebbe portare la crescita 2022 “sotto il 2,3% ereditato dal 2021“. “Sebbene questo rischio sia già parzialmente incorporato negli attuali prezzi del gas e del petrolio – scrive il ministro – è plausibile ipotizzare che un completo blocco del gas russo causerebbe ulteriori aumenti dei prezzi, che influirebbero negativamente sul Pil e spingerebbero ulteriormente al rialzo l’inflazione”. L’azzeramento delle esportazioni italiane verso la Russia nei settori colpiti dalle sanzioni causerebbe un calo della crescita “di circa 0,2 punti percentuali nel 2022 e un ulteriore impatto di 0,1 punti nel 2023″, si legge poi nell’introduzione dove si spiega anche che l’export delle imprese italiane verso la Russia “è superiore al 3% delle esportazioni settoriali solamente per l’abbigliamento e l’industria del mobile e al 2% per macchinari e apparecchi“. In base ad un’interpretazione “molto ampia” delle sanzioni “si stima che i settori soggetti a divieti di esportazione contino per circa la metà dell’export italiano verso la Russia”.

Il governo deve mantenere l’attenzione sulle riforme strutturali, con particolare riguardo “all’assetto del sistema pensionistico per il quale, nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici, della sostenibilità del debito e dell’impianto contributivo del sistema, occorrerà trovare soluzioni che consentano forme di flessibilità in uscita ed un rafforzamento della previdenza complementare Occorrerà, altresì, approfondire le prospettive pensionistiche delle giovani generazioni”. dice il ministro Franco nell’introduzione.

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