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Gerusalemme, manifestazioni sulla Spianata delle moschee: almeno 150 i palestinesi feriti negli scontri con la polizia israeliana

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine tutto è partito quando alcuni manifestanti palestinesi si sono barricati nella moschea di al-Aqsa e hanno cominciato a lanciare pietre contro i poliziotti. Nella città tre volte santa migliaia di agenti sono dislocati per il timore dei recenti attentati per l'inizio delle celebrazioni della Pasqua ebraica

Scontri tra palestinesi e polizia israeliana a Gerusalemme, secondo venerdì di Ramadan, sulla Spianata delle moschee: per la Mezzaluna rossa sono almeno 150 i manifestanti palestinesi feriti negli scontri di questa mattina, dei quali due si trovano in condizioni gravi. La Spianata delle Moschee è il terzo luogo più sacro per la religione islamica e il più sacro per l’ebraismo: lo chiamano “il Monte del Tempio”.

A riportare la notizia è stato il quotidiano online Times of Israel: stando alla ricostruzione della polizia israeliana decine di ragazzi hanno sfilato in corteo sventolando bandiere di Hamas e lanciando sassi e petardi ad altezza d’uomo. Gli agenti sono intervenuti dopo la conclusione della preghiera dell’alba quando, riferiscono, alcuni palestinesi si sono barricati nella moschea di al-Aqsa e hanno cominciato a lanciare pietre contro gli agenti, di cui tre sono rimasti lievemente feriti. 150 i feriti tra i manifestanti palestinesi, di cui 40 sono stati portati in ospedale e almeno due si trovano in gravi condizioni. Secondo fonti palestinesi, a seguito degli scontri ci sono stati decine di fermi.

Per la polizia israeliana l’intervento degli agenti è stato necessario per impedire che i sassi venissero lanciati nella sottostante spianata del Muro del Pianto. Ci sono migliaia di agenti dislocati a Gerusalemme per il timore dei recenti attentati e per “mantenere il controllo della situazione”: questa sera infatti incominciano le celebrazioni di Pesach, la Pasqua ebraica.

La tensione è alta da diverse settimane in Medio Oriente. Dopo i 4 attacchi terroristici palestinesi che in poco più di due settimane hanno fatto 14 vittime, l’esercito di Israele ha avviato in Cisgiordania una serie di operazioni per “colpire basi e sequestrare il grande numero di armi illegali in circolazione”. Per tutta risposta in Cisgiordania si sono verificate violente manifestazioni, con scontri e sparatorie. Gli ultimi ieri mattina, quando sono rimasti uccisi due manifestanti: uno aveva 14 anni.