Economia

Superbonus, Draghi a Strasburgo: “Non siamo d’accordo, costi triplicati”. La replica M5s: “La Commissione Ue ha più volte lodato la misura”

Il premier ha lamentato che "il costo di efficientamento è più che triplicato e i prezzi degli investimenti per attuare le ristrutturazioni sono triplicati". Ma su questo a febbraio il ministro Cingolani ha fissato un decreto che fissa tetti massimi ai costi. E a marzo lo European Construction Sector Observatory ha promosso la misura, auspicando alcune modifiche per rendere più facile l'accesso ma scrivendo che "ha avuto grande successo" e "sta generando un’elevata e crescente domanda". Deputati M5s: "Irricevibile perentorietà di Draghi"

A febbraio si era limitato a sottolineare che coloro che “tuonavano” in difesa del superbonus erano “quelli che hanno scritto la legge che permette di fare lavori senza controlli“. Ora Mario Draghi torna all’attacco dello sconto fiscale del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e antisismico fortemente voluto nel 2020 dal Movimento 5 Stelle e confermato dal suo governo con alcune modifiche sul meccanismo di cessione dei crediti applicabile anche alle altre agevolazioni fiscali. Intervenendo alla plenaria del Parlamento Europeo il premier ha rivendicato che il suo governo è “nato come governo ecologico, fa del clima e della transizione digitale i suoi pilastri più importanti”. Ma, ha detto, “non siamo d’accordo su tutto, sul bonus del 110% non lo siamo, perché il costo di efficientamento è più che triplicato e i prezzi degli investimenti per attuare le ristrutturazioni sono triplicati, perché (il superbonus ndr) toglie la trattativa sul prezzo“. Cioè: visto che paga lo Stato, chi ingaggia una ditta per fare i lavori non ha interesse a cercare di strappare sconti. “Ci lascia abbastanza perplessi l’irricevibile perentorietà con cui il premier Draghi si è scagliato contro il Superbonus”, hanno commentato i senatori M5s in commissione Industria, Commercio e Turismo. “E’ stata gettata una volta per tutte la maschera: forse alla base dei continui paletti normativi e della ossessiva smania dell’esecutivo di voler limitare la circolazione dei crediti fiscali, c’è proprio questa insofferenza del presidente del Consiglio nei confronti del provvedimento. Il quale, però, nel 2021 ha contribuito in maniera decisiva a quel +6,6% del Pil di cui ha giovato in primis proprio il premier”.

Anche il deputato M5s Riccardo Fraccaro, padre della norma, ha risposto a stretto giro: “Mario Draghi nel suo intervento a Strasburgo durante la plenaria del Parlamento europeo ha dichiarato di non essere d’accordo sul Superbonus; sinceramente lo avevamo già dedotto dai continui blocchi e dalle modifiche apportate alla misura nei mesi scorsi che di fatto hanno rischiato di renderla inutilizzabile. Vorrei ricordare al nostro presidente del Consiglio che il superbonus è espressione della volontà parlamentare di tutte le forze politiche, e per questo, anche se il suo giudizio personale è negativo, non può boicottare una misura che peraltro in più occasioni ha ricevuto lodi dalla stessa Unione Europea”. Il riferimento è al plauso arrivato lo scorso dicembre dal vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans e dalla commissaria Ue per l’Energia Kadri Simson e alla “promozione” arrivata a inizio marzo nel report pubblicato dall’European Construction Sector Observatory secondo cui “ha avuto grande successo” e “sta generando un’elevata e crescente domanda”.

Il documento assegna alla misura un punteggio di 4 stelle su 5 e auspica un’estensione dei tempi per l’attuazione degli interventi approvati – cosa che il governo Draghi ha appena previsto nel decreto Aiuti – , un’allargamento del campo di applicazione ad altre tipologie di edifici come gli hotel, una ulteriore semplificazione delle procedure per rendere più facile l’accesso alla detrazione e eventualmente una modifica dei requisiti di efficientamento minimi (oggi è sufficiente un miglioramento di due classi energetiche). La richiesta europea è insomma di rendere la misura più efficace, certo non di limitarne la portata. Quanto all’esplosione dei prezzi lamentata dall’ex presidente Bce, a febbraio il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha firmato un decreto che fissa i tetti massimi di costo per gli interventi. “Vorremmo rammentare a Draghi”, aggiungono su questo i 5 stelle, “che l’escalation dei costi nel settore delle costruzioni c’è stato in tutta Europa, anche in quei paesi che non hanno bonus edilizi. Quindi parlare di efficientamenti energetici dai costi triplicati lascia il tempo che trova”.

Le parole di Draghi non sono piaciute nemmeno alla deputata di FacciamoECO Rossella Muroni, che intervenendo in Aula alla Camera in replica all’informativa del governo sulle misure contro il caro energia ha detto: “Mi preoccupano le dichiarazioni del premier Draghi che a Bruxelles ha affermato di non condividere il superbonus. Una misura strategica che ci sta aiutando a migliorare la prestazione energetica delle nostre case, a tagliare le emissioni e a sostenere l’edilizia di qualità. Una misura che sta contribuendo in modo significativo ai dati positivi sul Pil che il governo cita volentieri”.