Le imprese dei servizi ambientali e i sindacati hanno raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto del settore che riguarda circa 100mila lavoratori di nettezza urbana, impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, trattamento delle acque, produzione di calore ed energia. Per il triennio 2022/2024 è previsto un aumento salariale a regime per il livello 3A operaio di 121 euro. I sindacati si sono impegnati allo scioglimento, entro il prossimo 10 giugno, della riserva sull’ipotesi di accordo e hanno sospeso lo stato di agitazione revocando lo sciopero già proclamato per il prossimo 20 giugno. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, definisce l’intesa “un risultato storico”. Per il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra “si tutelano i salari, evitando dumping contrattuale e valorizzando il capitale umano e le competenze dei lavoratori a vantaggio degli utenti”.

“In una fase così delicata per il paese – sottolinea la Fp-Cgil in una nota – con questo rinnovo teniamo i salari agganciati all’inflazione, evitando quindi perdita di potere d’acquisto per i lavoratori del settore, e otteniamo il contratto unico di settore: un processo di unificazione, antica rivendicazione sindacale, che assume una dimensione politica e contrattuale significativa e determinante per affrontare le trasformazioni in atto nel settore”.

“Una delle novità più importanti – secondo il numero uno della Fit Cisl, Salvatore Pellecchia – è quella riguardante la sicurezza dei dipendenti delle aziende del settore. Il nuovo contratto va nella direzione di costituire la ‘Stop Work Authority’, con la quale si formalizza l’autorità di ciascun lavoratore, indipendentemente da posizione, anzianità e ruolo, di interrompere il lavoro nel caso in cui ritiene che questo non sia svolto in sicurezza perché potrebbe condurre, per sé o per altri, a incidenti, infortuni o malattie professionali. Qualora ciò avvenisse, dovranno essere posti dalle aziende tutti gli interventi finalizzati a ripristinare le condizioni di sicurezza e tutela per il lavoro e in ogni caso dovrà essere garantita la continuità di tutti i diritti contrattuali e di legge”.

Le associazioni datoriali Utilitalia, Confindustria Cisambiente, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Servizi e Assoambiente rivendicano che “hanno prevalso il senso di responsabilità fra le parti e di unitarietà: con il rinnovo si è infatti realizzata l’uniformazione della quasi totalità degli istituti contrattuali dei due Ccnl di settore, Utilitalia e Assoambiente”. Per le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, allargare il perimetro di applicazione del contratto a tutta la filiera consentirà di raccogliere la sfida dell’economia circolare, evitare il dumping contrattuale e innovare in materia di classificazione e valorizzazione del capitale umano premiando competenza e risultati, a tutto vantaggio anche dell’utenza. Nello specifico, l’incremento economico comune ai due ccnl è stato riconosciuto in misura pari complessivamente per il triennio a 121 euro sul parametro 130,07 (livello 3A), di cui 80 di incremento delle retribuzioni base parametrali mensili, al quale si aggiungono 6 euro da corrispondere a seguito dell’accordo del sistema di classificazione del personale.

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