Tre casi di peste suina in Italia segnalati oggi: due a Campo Ligure dove sono in tutto tredici i casi emersi da inizio emergenza e uno, quello considerato più allarmante, fuori dalla zona rossa istituita a Roma. “L’Istituto Zooprofilattico ha comunicato un nuovo caso positivo su una carcassa di cinghiale, questa volta nella zona di Borgo Velino in provincia di Rieti. I servizi veterinari della Asl hanno già attivato i protocolli operativi” ha informato l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato sottolineando che così “salgono complessivamente a 14 i casi finora accertati di peste suina, questo è il primo al di fuori della zona rossa”.

Intanto proprio nel Lazio la cabina di regina istituita la scorsa settimana, con la presentazione della nuova dell’ordinanza, è al lavoro e ci sarà probabilmente una nuova perimetrazione della zona rossa. Proprio rispetto all’individuazione dell’ultimo caso, questo potrebbe portare ad una un’accelerazione per la selezione delle modalità dell’abbattimento selettivo dei cinghiali, che dovrebbero essere indicate dalla prefettura. La malattia che sta colpendo gli ungulati sta diventando un vero è proprio problema anche per la filiera produttiva. Il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, ha inviato una lettera al ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, e per conoscenza al Commissario Straordinario alla Peste Suina Africaba, Angelo Ferrari, e al Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, per chiedere indennizzi per le aziende agricole e gli allevamenti suinicoli.

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