È riuscito a salvare la vita a un bambino, ma il suo cuore non ha retto allo sforzo. Bruno Padovani, 82 anni, ex assessore di Nogara (Verona), è morto dopo aver salvato un bambino che stava annegando nel mare ravennate. Un infarto lo ha stroncato sotto gli occhi della figlia, lunedì 27 giugno, tra Lido Adriano e Punta Marina, dove l’uomo stava passando le ferie nella sua casa-vacanza. “Mio padre è sempre stato così anche in vita, ha lavorato tanti anni in ospedale, faceva il centralinista, l’autista: ma la sua grande passione – racconta la figlia – era la politica: è stato assessore ai servizi sociali, aiutava le persone in difficoltà”.

Lunedì pomeriggio è intervenuto per portare in salvo uno dei quattro bambini – tre femmine e un maschio tra gli 8 e i 10 anni – che, dopo essere entrati in acqua, sono andati subito in affanno. Oltre a lui, anche altri bagnanti si sono prodigati per soccorrerli e alcuni, tornati indietro con i piccoli, si sono accasciati sulla battigia. Padovani è stato l’unico a non riprendersi. Sul posto, oltre al 118, sono intervenuti anche Vigili del fuoco con sommozzatori, capitaneria di porto e Polizia locale. Ma per l’ex assessore non c’è stato nulla da fare.

La Procura di Ravenna, col pubblico ministero Cristina D’Aniello, ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato su quanto avvenuto. “Mi dispiace enormemente è stato una persona che ha dato molto al paese”, ha ricordato il sindaco di Nogara Flavio Pasini. La sua ultima iniziativa è stata una lettera al primo ministro Mario Draghi per protestare contro l’invio di armi all’Ucraina. “Non si salvano vite – aveva scritto – uccidendone altre”.

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