Da giorni gli scienziati – virologi e infettivologi intesta – nonché i medici chiedono di spingere sulla quarta dose di vaccino (o secondo booster) per arginare l’ondata di Omicron. Gli studi hanno dimostrato che la nuova iniezione “triplica la protezione da malattia grave” per gli over 60 ma lo scudo rispetto all’infezione è di breve durata. Una durata che però consentirebbe di arginare il virus in un momento in cui la circolazione è altissima. In tre mesi di disponibilità di quarta dose di vaccino anti-Covid secondo i dati ufficiali è stata somministrata a 1.291.979, il 29,1% della platea quindi meno di 1 su 3. Sono invece 349.803 gli immunocompromessi, il 44, 2% del totale, che hanno ultimato il ciclo vaccinale con il richiamo da almeno 4 mesi. Mentre sono 359.179 (l’8,12% della popolazione potenzialmente oggetto della seconda dose booster) i guariti dopo la prima dose booster da massimo 6 mesi.

Nei giorni scorsi il ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva fatto un appello e da ieri è stata lanciata una campagna di comunicazione. Dopo le indicazioni dell’Agenzia Europea dei medicinali (Ema), dal 14 aprile scorso, il ministero ha raccomandato la somministrazione di una seconda dose booster o quarta dose, per anziani e categorie fragili, in considerazione del fatto che dopo 4 mesi dalla prima dose di richiamo si manifesta una chiara riduzione della copertura contro il Sars-Cov-2.

La somministrazione di una seconda dose di richiamo ripristina la copertura vaccinale ed è fondamentale per la protezione dei soggetti più fragili, più esposti al rischio di malattia grave da Covid-19. Per ora, le categorie destinatarie della seconda dose booster sono anziani over 80, anziani residenti nelle RSA, over 60 con condizioni di elevata fragilità, familiari e caregiver delle persone delle categorie destinatarie. Ma non è probabile che la platea possa venire ampliata a altre fasce della popolazione. La quarta dose ha preso il via dal primo marzo per gli immunodepressi. Nei giorni scorsi l’assessore alla Salute della Regine Lazio aveva chiesto anche di valutare il booster per gli over 70.

Per Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’università Statale di Milano, è il momento di “estendere ora”, senza aspettare l’autunno, la possibilità di sottoporsi alla quarta dose di vaccino anti-Covid “a tutti gli over 60”. Riguardo al flop del secondo booster per anziani over 80 e fragili 60-79enni torna a puntare il dito contro “una narrazione sbagliata” che ha prodotto “un disastro” dice all’Adnkronos Salute. La responsabilità di questo fallimento, dice, ricade anche su “chi consiglia di aspettare i vaccini nuovi, perché quelli attuali non servirebbero più“. Invece servono, precisa l’esperto, e anzi “ben venga una vaccinazione ampia ed estesa il più possibile. Fare la quarta dose è fondamentale, anche abbassando il limite d’età attualmente fissato, perché la situazione lo necessita. Una narrazione errata, anche da parte di alcuni medici di famiglia – ribadisce il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi – ha frenato una vaccinazione che è vero che si basa sul ceppo Sars-CoV-2 di Wuhan”, il nuovo coronavirus originario, “ma comunque conferisce un valido rinforzo alle difese immunitarie” delle persone più a rischio di complicanze dell’infezione.

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