In un momento in cui l’energia è un bene prezioso e costoso arriva la notizia di un blitz contro quella che è stata definita la “banda degli imprenditori”. I provvedimenti, eseguiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torino ed emessi dal giudice per le indagini del Tribunale, riguardano imprenditori e commercialisti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere dedita a frodi plurime, false fatturazioni, riciclaggio e usura.

L’inchiesta era iniziata nel 2019 nei confronti di 115 indagati: secondo gli inquirenti erano state create 25 società, grazie a complici o a documenti falsi e la banda era riuscita a farsi erogare dal Gestore dei servizi energetici (Gse) titoli di efficientamento energetico, che venivano ceduti successivamente a società terze, ricavando un controvalore economico per un importo complessivo di circa 25 milioni di euro. Il meccanismo dei certificati bianchi, entrato in vigore nel 2005, è il principale strumento di promozione dell’efficienza energetica in Italia. Si tratta di titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica.

Di 50 milioni di euro è invece quanto erano riusciti ad ottenere, mediante l’acquisizione di crediti d’Iva e emissioni di fatturazioni inesistenti, da istituti finanziari e bancari. Tutto il denaro, secondo le accuse, veniva poi riciclato all’estero, con l’acquisto di lingotti e monete d’oro, con prestiti a tassi usurai. I carabinieri, oltre a 13 perquisizioni, hanno eseguito 31 sequestri preventivi di altrettanti conti correnti in Italia e all’estero.

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