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Firenze per Gaber: una piazza dedicata, un convegno e uno spettacolo per il Signor G. L’iniziativa di Scanzi accolta dal sindaco Nardella

Dopo l'inaugurazione, doppio appuntamento in città per raccontare uno dei più grandi artisti del '900. Prima l’incontro "Giorgio Gaber e il teatro-canzone" con alcuni protagonisti del panorama fiorentino, poi lo spettacolo "E pensare che c'era Giorgio Gaber" di Scanzi, che dice: "Ho fortemente sognato e voluto questa giornata"

di F. Q.

Firenze per Gaber: il ricordo di un artista tra i più straordinari del ‘900 con un evento “totale” nel capoluogo toscano. Dall’intitolazione di una piazza della città a una serie di iniziative per raccontarlo e approfondirlo. Un’iniziativa promossa da Andrea Scanzi, che da anni porta in tutta Italia uno spettacolo su Gaber, e accolta dal sindaco di Firenze Nardella. Così il giornalista del Fatto e scrittore racconta sui suoi social l’emozione per aver messo in piedi questa giornata: “Ho fortemente sognato e voluto questa giornata. “Firenze per Gaber” è un sogno che si realizza. Nella mia città, Arezzo, sono riuscito a ottenere una Piazza dedicata a Gaber. Mi sono permesso di proporre un’idea analoga al sindaco Dario Nardella. Ho trovato una persona, e una giunta, appassionate e felicissime di realizzare una giornata intera dedicata a Giorgio. Una piazza a lui dedicata, affinché il suo nome resti per sempre nella storia di Firenze; un convegno su di lui; e poi il mio spettacolo “E pensare che c’era Giorgio Gaber”, per chiudere la serata.

Martedì mattina l’inizio dell’evento, con la cerimonia di inaugurazione della piazza. Con la partecipazione, oltre che di Nardella e Scanzi, anche di Paolo Dal Bon, il presidente della fondazione “Gaber”. Una testimonianza senza scadenza sull’opera di uno dei più grandi protagonisti del secolo scorso, da parte di una città con cui il Signor G ha sempre avuto un legame particolare: “La considerava una città dotata di una particolare intelligenza, ma anche di grande ironia e quindi complessa” ha detto Dalia Gaberscik, la figlia di Gaber. D’altro canto proprio dal capoluogo toscano è partita la sua esperienza teatrale insieme a Mina: “Ricordava spesso una replica al teatro Verdi, quando dopo ‘Qualcuno era comunista’ l’immensa folla si alzò in piedi ad applaudire” ha raccontato Dalia. Inoltre è stato il teatro Puccini a ospitare la sua ultima apparizione dal vivo con la presentazione dell’album ‘La mia generazione ha perso’, dove è riuscito a guadagnarsi l’ennesimo tributo di stima e di affetto da parte del pubblico.

Dopo l’inaugurazione, doppio appuntamento nella Limonaia di Villa Strozzi: prima l’incontro “Giorgio Gaber e il teatro-canzone” con alcuni protagonisti del panorama fiorentino come David Riondino (attore, cantautore, regista), Claudio Bertini (organizzatore teatrale) e Edoardo Semmola (giornalista) e poi lo spettacolo di Scanzi, intitolato “E pensare che c’era Giorgio Gaber“. Il giornalista porta in giro per l’Italia il suo spettacolo da oltre 11 anni: “Ho amato ed amo follemente Giorgio Gaber. Gli voglio un bene dell’anima. È stata una fortuna laurearmi su di di lui (Giorgio avrebbe dovuto farmi da correlatore, ma la malattia lo impedì). Ed è una fortuna raccontarlo a teatro, ininterrottamente, da più di undici anni. Coltivarne la memoria è un dovere” ha concluso.

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