La repressione nei confronti della stampa russa colpisce di nuovo Novaya Gazeta. Il famoso quotidiano indipendente che per anni ospitò gli articoli di Anna Politkovskaja ha interrotto le pubblicazioni a marzo “fino al termine dell’operazione speciale” proprio a causa della stretta del Cremlino. Ma anche il nuovo progetto editoriale lanciato dalla testata, e andato online il 15 luglio, Novaya Rasskaz-Gazeta ha dovuto fare i conti con i censori di Vladimir Putin: il sito è stato bloccato dopo appena una settimana dal suo lancio.

La testata cartacea consultabile online conteneva in particolare un’analisi sull’ideologia di Vladimir Putin e sull’autoritarismo. Tema sensibile per i vertici dell’esecutivo russo: “Il nostro sito è stato ucciso subito dopo la sua nascita. L’abbiamo tenuto per sette giorni e nove ore”, ha affermato la pubblicazione in una nota, specificando che l’ufficio del procuratore russo ha accusato la testata – senza fornire dettagli – di “screditare” le forze armate russe, un nuovo reato ampiamente utilizzato da marzo per soffocare le critiche all’intervento militare in Ucraina. “Al momento non ci sono denunce contro la nostra rivista cartacea. Quindi continueremo a preparare il secondo numero“, aggiunge il comunicato, invitando i suoi lettori “a non scoraggiarsi”.

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