Veleni e rese dei conti nel Partito democratico sulla formazione delle liste. La direzione che avrebbe dovuto votare i nomi in mattinata, è stata già rinviata due volte: l’ultima convocazione è per le ore 20 della sera di Ferragosto, ma al momento non si sa quando la quadra verrà raggiunta. Il Nazareno prova a buttare acqua sul fuoco: “Nessuna tensione, ma solo fisiologiche discussioni. Siamo un partito”. Intanto si diffondono voci e malumori sugli esclusi, i paracadutati e i grandi ritorni di candidati che in Parlamento siedono ormai da anni. E mentre ieri il M5s ha ufficializzato che Giuseppe Conte correrà nel collegio del Lazio, secondo Repubblica Enrico Letta vorrebbe presentarsi a Vicenza per dare un messaggio al Nord deluso. Ma nei corridoi del Nazareno le versioni cambiano in fretta e la partita sembra ancora aperta.
Chi rischia il posto – A fare rumore sono soprattutto i candidati che, molto probabilmente, saranno tagliati fuori. In Emilia-Romagna si parla, ad esempio, dell’esclusione di Giuditta Pini, deputata modenese under40 e molto attiva nelle battaglie per i diritti (dai migranti, all’aborto e alla vulvodinia). “Per quello che so”, ha scritto su Twitter, “il Partito Democratico sta decidendo che non sia più utile che io faccia la parlamentare. Aspetto come voi di capire l’ufficialità e le motivazioni nella direzione”. In Toscana si parla molto dell’esclusione del costituzionalista Stefano Ceccanti, candidato da Matteo Renzi nel 2018 e che ora dovrebbe lasciare il posto a Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana). Sempre in Toscana dovrebbe essere candidato il ministro della Salute, e leader di Articolo 1, Roberto Speranza. Non ce la fa, stando alle ultime indiscrezioni neanche l’economista Tommaso Nannincini, toscano ma candidato in Lombardia alle scorse Politiche. Tra i candidati in Lombardia rischierebbe anche Emanuele Fiano, al quale sarebbe stata offerta una posizione in lista a rischio rielezione. Intanto Gaynet protesta per la probabile esclusione della senatrice Monica Cirinnà: “Sarebbe”, ha scritto in una nota il presidente Rosario Coco, “un messaggio di grande ambiguità sui diritti, nonostante il programma, oltre ad un grande favore alle destre: l’opinione pubblica ne trarrebbe una conclusione molto chiara: approvate le unioni civili, il resto non è poi così importante”. La stessa senatrice ha commentato piccata l’ipotesi di una esclusione dalle liste: “Non ho novità e non ho nulla di chiaro sul mio futuro – ha detto uscendo dal Nazareno in serata -Io sono a disposizione del mio partito. Se i diritti sono un punto fondante (del programma elettorale), senza di me mi pare complicato, ma per ora non ho novità”. Se ne è invece andato da solo (probabilmente già escluso), il senatore Dario Stefano e se l’è presa con “la serie di errori di valutazione che il Pd sta continuando ad inanellare”.
I (quasi) confermati – I nomi già annunciati e che invece, salvo sorprese saranno in lista, vedono molte conferme e qualche novità. Ci saranno ad esempio la vicepresidente dell’Emilia Romagna Elly Schlein, le ex segretarie di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Annamaria Furlan, e l’economista Carlo Cottarelli. Tra i big che non si presenteranno: l’ex ministra Barbara Pollastrini e Luigi Zanda. Lo stesso Letta, invece, ha confermato con una lettera a Repubblica che a Bologna i dem ricandideranno Pierferdinando Casini e lo faranno nonostante le proteste della base Pd. Tra le new entry dem in Parlamento poi ci dovrebbe essere l’attuale governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, capolista al proporzionale per la Camera, ma anche la consigliera regionale Michela Di Biase, che nei giorni scorsi ha duramente contestato gli articoli che la bollavano semplicemente come moglie del ministro Dario Franceschini. Franceschini è un altro nome che difficilmente mancherà dalle liste, nonostante le cinque legislature già alle spalle: secondo i rumors dovrebber correre in Campania. Un’altra riconferma che sta provocando mal di pancia è quella di Piero Fassino, che sarebbe addirittura alla settima legislatura in Parlamento. L’aut aut del governatore Stefano Bonaccini contro i paracadutati da Roma, ha spinto il partito a dirottare il nome di Fassino nelle liste piemontesi. Si parla poi, anche di una candidatura dell’ex presidente della giunta regionale sarda, Renato Soru.
Politica
Elezioni, la resa dei conti nelle liste Pd. Chi sono i candidati a rischio: da Pini a Ceccanti, Nannicini e Cirinnà
Ore decisive per le candidature del Partito democratico. Mentre i vertici cercano di trovare una quadra, iniziano a circolare le voci di chi non ce la farà a strappare il posto. E non mancano i malumori, mentre la direzione di Ferragosto viene rinviata per tre volte. La senatrice che ha firmato le Unioni civili: "Diritti fondamentali nel programma elettorale? Senza di me difficile"
Veleni e rese dei conti nel Partito democratico sulla formazione delle liste. La direzione che avrebbe dovuto votare i nomi in mattinata, è stata già rinviata due volte: l’ultima convocazione è per le ore 20 della sera di Ferragosto, ma al momento non si sa quando la quadra verrà raggiunta. Il Nazareno prova a buttare acqua sul fuoco: “Nessuna tensione, ma solo fisiologiche discussioni. Siamo un partito”. Intanto si diffondono voci e malumori sugli esclusi, i paracadutati e i grandi ritorni di candidati che in Parlamento siedono ormai da anni. E mentre ieri il M5s ha ufficializzato che Giuseppe Conte correrà nel collegio del Lazio, secondo Repubblica Enrico Letta vorrebbe presentarsi a Vicenza per dare un messaggio al Nord deluso. Ma nei corridoi del Nazareno le versioni cambiano in fretta e la partita sembra ancora aperta.
Chi rischia il posto – A fare rumore sono soprattutto i candidati che, molto probabilmente, saranno tagliati fuori. In Emilia-Romagna si parla, ad esempio, dell’esclusione di Giuditta Pini, deputata modenese under40 e molto attiva nelle battaglie per i diritti (dai migranti, all’aborto e alla vulvodinia). “Per quello che so”, ha scritto su Twitter, “il Partito Democratico sta decidendo che non sia più utile che io faccia la parlamentare. Aspetto come voi di capire l’ufficialità e le motivazioni nella direzione”. In Toscana si parla molto dell’esclusione del costituzionalista Stefano Ceccanti, candidato da Matteo Renzi nel 2018 e che ora dovrebbe lasciare il posto a Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana). Sempre in Toscana dovrebbe essere candidato il ministro della Salute, e leader di Articolo 1, Roberto Speranza. Non ce la fa, stando alle ultime indiscrezioni neanche l’economista Tommaso Nannincini, toscano ma candidato in Lombardia alle scorse Politiche. Tra i candidati in Lombardia rischierebbe anche Emanuele Fiano, al quale sarebbe stata offerta una posizione in lista a rischio rielezione. Intanto Gaynet protesta per la probabile esclusione della senatrice Monica Cirinnà: “Sarebbe”, ha scritto in una nota il presidente Rosario Coco, “un messaggio di grande ambiguità sui diritti, nonostante il programma, oltre ad un grande favore alle destre: l’opinione pubblica ne trarrebbe una conclusione molto chiara: approvate le unioni civili, il resto non è poi così importante”. La stessa senatrice ha commentato piccata l’ipotesi di una esclusione dalle liste: “Non ho novità e non ho nulla di chiaro sul mio futuro – ha detto uscendo dal Nazareno in serata -Io sono a disposizione del mio partito. Se i diritti sono un punto fondante (del programma elettorale), senza di me mi pare complicato, ma per ora non ho novità”. Se ne è invece andato da solo (probabilmente già escluso), il senatore Dario Stefano e se l’è presa con “la serie di errori di valutazione che il Pd sta continuando ad inanellare”.
I (quasi) confermati – I nomi già annunciati e che invece, salvo sorprese saranno in lista, vedono molte conferme e qualche novità. Ci saranno ad esempio la vicepresidente dell’Emilia Romagna Elly Schlein, le ex segretarie di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Annamaria Furlan, e l’economista Carlo Cottarelli. Tra i big che non si presenteranno: l’ex ministra Barbara Pollastrini e Luigi Zanda. Lo stesso Letta, invece, ha confermato con una lettera a Repubblica che a Bologna i dem ricandideranno Pierferdinando Casini e lo faranno nonostante le proteste della base Pd. Tra le new entry dem in Parlamento poi ci dovrebbe essere l’attuale governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, capolista al proporzionale per la Camera, ma anche la consigliera regionale Michela Di Biase, che nei giorni scorsi ha duramente contestato gli articoli che la bollavano semplicemente come moglie del ministro Dario Franceschini. Franceschini è un altro nome che difficilmente mancherà dalle liste, nonostante le cinque legislature già alle spalle: secondo i rumors dovrebber correre in Campania. Un’altra riconferma che sta provocando mal di pancia è quella di Piero Fassino, che sarebbe addirittura alla settima legislatura in Parlamento. L’aut aut del governatore Stefano Bonaccini contro i paracadutati da Roma, ha spinto il partito a dirottare il nome di Fassino nelle liste piemontesi. Si parla poi, anche di una candidatura dell’ex presidente della giunta regionale sarda, Renato Soru.
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Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "I continui rinvii del governo Meloni sembravano indirizzati a portare a compimento qualcosa di più della semplice propaganda, ma invece si va verso il nulla. Tre miliardi rispetto alla marea di aumenti sulle bollette sono davvero poca cosa, quasi una presa in giro. Milioni di cittadini stanno subendo rincari di quasi il 40%, migliaia di aziende rischiano la chiusura e altrettanti lavoratori il proprio posto. Ma d'altronde sbagliamo noi a stupirci. Per il governo Meloni il modello d'imprenditoria è quello della ministra Santanchè. Sbaglia chi si spacca la schiena come i cittadini che cercano di far quadrare i conti a fine mese o le imprese che fanno di tutto per stare sul mercato. Per Giorgia Meloni la cosa migliore è cercare qualche santo in paradiso o, meglio ancora, qualche amicizia che conti". Così in una nota Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Ci sono modalità diverse con le quali ci si rapporta a Trump. Credo che la presidente Meloni senta la responsabilità di essere un ponte fra l'Europa e l'America dati i suoi buoni rapporti con Trump". Lo ha detto l'eurodeputata di Fi, Letizia Moratti, a Otto e mezzo su La7.
"Sul tema dei dazi, credo che Trump sia uno shock per l'Europa, uno stimolo positivo perché l'Ue può mettere in atto le riforme richieste nel rapporto Draghi e Letta che chiedono un'Europa più competitiva, più favorevole agli investimenti, con una transizione energetica sostenibile e quindi in grado di sostenere il welfare."
"Siamo alleati storici degli Usa - continua Moratti - e in questo momento dobbiamo avere la consapevolezza di dover comunque avere a che fare con un presidente eletto ed anche amato dai cittadini americani. L'Europa non può permettersi di non avere un dialogo con Trump. Sono moderata e liberale e il suo stile non mi appartiene ma nell'ambito del mio ruolo di parlamentare europea credo sia dovere rispondergli con fermezza e immediatezza ma cercando sempre il dialogo che porta vantaggi reciproci, come ha detto oggi la presidente Metsola."
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - Nel momento in cui Donald Trump "fa saltare l'ordine internazionale basato sul multilateralismo" e "mette a rischio l'unità europea", è importante non far mancare "il nostro sostegno all'Ucraina" parallelamente ai negoziati che "non potranno coinvolgere Europa e Ucraina". Così Alessandro Alfieri, coordinatore di Energia Popolare, alla Direzione del Pd.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - “Il giorno in cui Eni annuncia un utile di 14,3 miliardi di euro, la maggioranza presenta un decreto truffa che non affronta la vera questione di come ridurre il peso delle bollette. Il Governo Meloni per aiutare veramente le famiglie italiane avrebbe dovuto tassare gli extraprofitti, rivedere la decisione di trasferire 4,5 milioni di famiglie dal mercato tutelato a quello libero, e puntare sulle rinnovabili invece che sul gas". Così Angelo Bonelli, Co-Portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
"La realtà dei fatti resta una sola: il governo di Giorgia Meloni ha favorito i grandi colossi energetici, che hanno accumulato extraprofitti per oltre 60 miliardi di euro, mentre le famiglie italiane hanno visto raddoppiare le bollette e molte sono costrette a non riscaldarsi per paura di non poterle pagare".
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - “Benissimo il governo sulle bollette: previsti tre miliardi che andranno a sostegno di imprese e almeno 8 milioni di famiglie. Dalle parole ai fatti”. Così Armando Siri, Consigliere per le politiche economiche del Vicepremier Matteo Salvini e coordinatore dipartimenti Lega.
Roma, 27 feb (Adnkronos) - "Alcune veloci considerazioni a partire dalle cose che credo vadano meglio precisate. La prima: non siamo stati e non siamo di fronte a postura bellicista dell’Europa. Non è mai stata l’Ue a voler fare o a voler continuare la guerra e non è nemmeno vero che la mancanza di iniziative di pace siano dipese da una mancanza di volontà politica della ue. È stato Putin a rifiutare sempre ogni dialogo, quel dialogo che oggi riconosce a Trump perché lo legittima come suo alleato", Lo ha detto la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, alla Direzione del Pd.
"Occorre spingere con forza per un’autonomia strategica e politica dell’Europa, iniziando subito il percorso di cooperazione sulla difesa perché non saranno le buone intenzioni a rendere forte l’Unione Europea ma la capacità di imporsi e esercitare deterrenza, non escludendo nessuna opzione che sarà necessario adottare e che sarà stabilita in quadro di solidarietà europea".
"Per noi, democratici e europei, è il tempo di decidere - aggiunge Picierno- se essere solo un pezzetto di un Risiko in cui altri tirano i dadi o se essere un continente libero e forte. E va chiarito tanto ai nemici della democrazia quanto ai nostri alleati, senza perdere altro tempo e senza cincischiare noi: l’unica lotta che definisce il nostro tempo e il campo della politica, oggi, è quella dell’europeismo e in difesa delle democrazie liberali e delle libertà dei popoli".
"Siamo noi tutti in questo campo? Pensiamo ad un'alternativa alla destra che parta da questo campo? A me onestamente non è ancora chiaro. Sarei felice di essere smentita, ovviamente. Ma servono parole chiare che vanno pronunciate senza più giocare a nascondino. Crediamo tutti in un’Europa competitiva, con attori strategici del mercato più grandi e forti, un’Europa pronta ad affrontare le crisi internazionali sul piano politico e militare? Perchè questa è l’Europa che serve al mondo e agli europei. Non domani, oggi".
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - Giorgia Meloni, "nell’incontro di Parigi c’era in ritardo e di malavoglia. Intanto partecipa con trasporto e passione agli incontri della destra mondiale che considera l’Europa un incidente della storia. A Kyiv alle celebrazioni per il terzo anno della resistenza, non c’era proprio. A dir il vero ero sola proprio come italiana, ma con tanti colleghi progressisti e socialisti, c’era il mondo libero, i leader e parlamentari progressisti consapevoli della sfida che abbiamo di fronte e che il tempo di agire è ora". Lo ha detto la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, alla Direzione del Pd.