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Algeria, più soldi per tutti. Annunciati aumenti per pensioni, stipendi e sussidi grazie ai super incassi del gas

La compagnia statale algerina Sonatrach ha annunciato che quest'anno gli incassi supereranno i 50 miliardi di dollari (49 miliardi di euro), ovvero 16 miliardi in più del 2021 e oltre il doppio rispetto al 2020. Per la sicurezza energetica italiana sono buone notizie, un'Algeria destabilizzata è quanto di peggio potrebbe succedere in questa fase
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Il presidente dell’Algeria Abdulmadjid Tebboune ha annunciato aumenti per salari dei dipendenti pubblici, per le pensioni e per i sussidi di disoccupazione. “Finché ci saranno entrate aggiuntive mi impegno ad aumentare i salari e l’indennità di disoccupazione”, ha detto Tebboune. Il governo si gode i dividendi che il paese sta raccogliendo grazie alla crisi energetica europea e alla guerra in Ucraina. Alla disperata ricerca di fornitori alternativi a Mosca, l’Unione europea si è rivolta innanzitutto al paese africano, membro Opec e decimo paese al mondo per entità delle riserve di gas. L’Italia, collegata al paese dal gasdotto Transmed costruito nel 1962 dall’Eni di Enrico Mattei, ha una rapporto con Algeri consolidato e di vecchia data. La scorsa primavera il governo Draghi ha firmato un accordo per aumentare progressivamente le forniture di altri 9 miliardi di metri cubi all’anno facendo dell’Algeria il nostro primo fornitore di gas. Già oggi sia Italia che Spagna ricevono dall’Algeria un quarto di tutto il gas che utilizzano.

La compagnia statale algerina Sonatrach ha annunciato che quest’anno gli incassi supereranno i 50 miliardi di dollari (49 miliardi di euro), ovvero 16 miliardi in più del 2021 e oltre il doppio rispetto al 2020. Le prospettive sono rosee. Lo scorso giugno la società ha annunciato la scoperta di un nuovo giacimento di gas con riserve per altri 100 miliardi di metri cubi (20 miliardi in più rispetto a tutto il gas disponibile Italia, ndr) che permetterà di alzare la produzione di 10 milioni di metri cubi al giorno a partire dal prossimo novembre. Dopo i recenti annunci “le pressioni sociali e politiche sul governo si sono molto attenuate rispetto al 2019 e al 2020″, spiega un consulente del governo algerino all’agenzia Reuters. “Le mobilitazioni di massa di protesta sono finite e l’emergenza Covid è sotto controllo“, aggiunge. Al di là di considerazioni politiche, dal punto di vista della sicurezza energetica italiana sono buone notizie. Un’Algeria destabilizzata è quanto di peggio potrebbe accadere in questo momento per Roma e per l’Europa in generale. Gli analisti segnalano come il paese non debba fare l’errore di sedersi sugli allori. Sono necessarie riforme per diversificare l’economia rendendola meno dipendente dalla sola voce energia.

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