La Quinta sezione civile della Cassazione ha condannato il calciatore della Lazio Ciro Immobile per evasione dell’Irpef. I fatti risalgono al 2012, quando la guardia di finanza ha aperto un’indagine con al centro le parcelle per il trasferimento del giocatore, che all’epoca aveva 22 anni, dalla Juventus al Genoa. Transazione che portò 4 milioni di euro nelle casse della società bianconera, estranea alla vicenda, così come il Genoa. Nella sentenza si legge: “La Corte di Cassazione rigetta il ricorso – presentato da Ciro Immobile contro la sentenza emessa nel 2019 dalla Commissione tributaria della Campania – e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in 8mila euro“. Non è nota, invece, la cifra dell’evasione né l’ammontare delle sanzioni.

A gestire la trattativa fu Alessandro Moggi, procuratore di diversi giocatori di Serie A e figlio di Luciano, ex ds della Juventus. Moggi in quel trasferimento aveva ufficialmente il ruolo di consulente del Genoa: il club gli aveva conferito un mandato ad hoc di dodici giorni e per questo gli aveva corrisposto un pagamento. Secondo l’Agenzia delle Entrate, si trattava di una “operazione simulata che aveva comportato per la società acquirente un indubbio vantaggio fiscale”, come hanno confermato i giudici. Moggi agì, quindi, con un mandato diretto, muovendosi a tutti gli effetti come fosse il manager del calciatore. Doveva essere lo stesso Immobile a pagarne il compenso e le relative tasse. Il capitano della Lazio invece non versò mai quei soldi all’Irpef.

Immobile durante il processo si è difeso sostenendo, tramite i suoi legali, di non aver mai avuto contatti diretti con Moggi che non poteva essere il suo procuratore visto il mandato di esclusiva affidato all’epoca a Marco Sommella. Come si legge nell’ordinanza, però, “le indagini avevano dato prova dell’esistenza di rapporti diretti fra il Moggi e il contribuente – Ciro Immobile – sia tramite l’evidenza di versamenti effettuati dal Sommella al Moggi, con la causale ‘compenso Immobile’, sia tramite il rinvenimento di un manoscritto dello stesso Moggi, che conteneva un elenco di calciatori da lui assistiti e che recava il nome anche del contribuente”.

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