Sarebbe scivolato dalla sua barca, dopo aver esagerato con la bottiglia, Ivan Pechorin, 39 anni, direttore generale della russa Far East and Arctic Development Corporation, morto oggi. La società si occupa di fornire alle imprese che operano nelle regioni dell’Artico e dell’estremo oriente russo le infrastrutture di trasporto, energia e ingegneria di cui necessitano. Pechorin era uno dei manager più importanti del paese e vicino al presidente russo Vladimir Putin. Il manager collaborava con il Cremlino nel progetto di modernizzazione dell’aviazione nella Russia orientale.

Pechorin è stato trovato morto sull’isola di Russkij, nel mar del Giappone, pochi chilometri al largo di Vladivostok, porto dell’estremo oriente russo, al confine con Cina e Corea del Nord. A confermarlo diversi media online, fra cui il sito bielorusso d’opposizione Nexta. Dopo la strana caduta da una finestra di un ospedale del presidente di Lukoil, Ravil Maganov, di inizio settembre, un’altra morte illustre tra i dirigenti d’azienda vicini a Putin. Il decesso si aggiunge agli strani e simili suicidi di Leonid Shulman, Alexander Tyulyakov, Vladislav Avaev e Sergei Protosenya, tutti e quattro manager di grandi compagnie russe del gas.

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