La Germania ha assunto il controllo di tutti gli impianti del gruppo russo Rosneft presenti nel paese, tra cui tre raffinerie. La mossa viene motivata dalla cancelleria spiegando che gli impianti avrebbero potuto rappresentare un altro strumento di ricatto da parte russa. I tre impianti garantiscono il 12% della capacità di raffinazione del paese. Si tratta di un provvedimento si inquadra nel più ampio sforzo di Berlino teso a mettere in sicurezza il sistema energetico nazionale. Il governo si appresta anche a nazionalizzare il colosso Uniper (controllato dal gruppo finlandese Fortum), l’ex divisione tedesca di Gazprom e l’operatore V. In questo momento Uniper perde circa 100 milioni di euro al giorno. Fortemente dipendente dal gas russo che ora è stato tagliato da Mosca, il gruppo è costretto ad approvvigionarsi sul mercato a prezzi altissime per assicurare il rispetto dei contratti di fornitura. “La situazione è complicata ma la stiamo gestendo con grande attenzione” ha detto il ministro dell’Economia Robert Habeck.

Il sequestro degli impianti Rosneft rappresenta un salto di livello nel braccio di ferro tra Berlino e Mosca. In particolare la raffineria di Schwedt, vicino al confine con la Polonia, ha finora ottenuto il greggio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Difficile che il Cremlino non decida di bloccare le forniture in seguito all’azione del governo tedesco. Il provvedimento di sequestro trova base giuridica nel German Energy Safety Act che autorizza il governo a disporre provvedimenti di questo tipo in determinate circostanze. L’ordine di sequestro scade dopo sei mesi ma può essere rinnovato.

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