Mascherine a scuola, ancora grande confusione in classe
di Elena Dragagna, avvocato, Gilda Ripamonti, giurista, Sara Gandini, epidemiologa
Dal 1° ottobre 2022 la mascherina non è più obbligatoria in Italia in alcun contesto al di fuori degli ambienti sanitari. Cosa accade, invece, a scuola? A scuola, in termini generali, non vi è più l’obbligo dell’uso della mascherina, né per studenti né per docenti e/o personale scolastico. Quando però si verifica in classe un caso di positività, docente o studente che sia, in base alle circolari scolastiche si richiede che tutta la classe indossi la mascherina Ffp2 per 10 giorni.
Ci si chiede se tale prassi sia corretta e da dove derivi tale obbligo. Va fatta una doverosa premessa: per effetto di modifiche normative succedutesi nel tempo, di mancato coordinamento e/o aggiornamento di vecchie faq (che non sono in ogni caso fonti normative) con le nuove disposizioni sull’autosorveglianza, la normativa in materia risulta piuttosto farraginosa. Detto questo, la base normativa del regime dell’autosorveglianza per i contatti stretti, con obbligo di mascherina Ffp2 per gli stessi, la si trova nell’art. 10-ter comma 2 del decreto legge n. 52/2021, come modificato dal decreto legge di marzo, il n. 24/2022 – convertito poi in legge dal 24 maggio 2022.
La legge di conversione ha fatto cessare al 31 agosto 2022 l’efficacia di tutte le norme “speciali” che erano prima previste per la scuola nell’articolo 3 novellato del dl 52/2021. Il riferimento a tale regime viene ribadito nel “Vademecum” trasmesso, prima dell’inizio dell’anno scolastico, dal Ministero dell’Istruzione a tutte le scuole – che risulta pubblicato sul sito del Ministero stesso – che, a sua volta, rimanda alla Circolare del Ministero della Salute n. 019680 del marzo 2022 emanata subito dopo il decreto legge di marzo.
Si legge nel citato documento: “Non sono previste misure speciali per il contesto scolastico. Si applicano le regole generali previste per i contatti di casi Covid-19 confermati come indicate da ultimo dalla Circolare del Ministero della Salute n. 019680 del 30/03/2022 ‘Nuove modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di caso Covid-19′”. La circolare prevede, sulla base del decreto legge citato, per “coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Sars-CoV-2” il regime dell’autosorveglianza, consistente “nell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto”.
Dunque il richiamo alla Circolare 019680 contenuto nel “Vademecum”, trasmesso dal Ministero dell’Istruzione, inerente al regime di autosorveglianza previsto dal dl 52/2021, ha determinato nelle scuole la prassi per cui, in caso di positività “confermata” di uno (o più) compagni di classe e/o del personale docente, venga richiesto alla classe intera, ritenuta tutta “contatto stretto”, il regime di autosorveglianza con obbligo di utilizzo in classe di Ffp2 per 10 giorni.
Ci si è chiesti se tale prassi sia corretta e, in particolare, è stato da più parti sollevato il dubbio che non tutta la classe debba essere considerata “contatto stretto”, riservando questa definizione solo ai compagni di classe vicini di banco rispetto al caso positivo.
Se è vero, infatti, che sul sito del ministero della Salute le Faq relative a “Contact tracing, autosorveglianza, isolamento” individuano il “contatto stretto” (inteso come soggetto che ha avuto un’esposizione ad alto rischio con un caso positivo) in diverse tipologie di persone tra cui, in particolare e per quanto qui di interesse, in “una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso Covid-19 in assenza di Dispositivi di protezione individuale idonei”, è altrettanto vero che l’articolo 10 quater comma 5 del decreto legge n. 52/2021, ancora vigente, richiamato dalla norma aggiornata sulla autosorveglianza, e che costituisce fonte normativa primaria, prevalente sulle stesse Faq, prevede che l’obbligo di indossare Ffp2 per i contatti stretti “non sussiste quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi”.
La lettura congiunta del decreto legge citato, del “Vademecum” del Ministero dell’Istruzione, della circolare del Ministero della Salute richiamata dal “Vademecum” stesso dovrebbe dunque comportare in astratto l’utilizzo di mascherine Ffp2, per 10 giorni dall’ultimo contatto con il positivo, per la classe del caso positivo, a meno che, ad esempio, il caso positivo, prima di tale positività, indossasse in classe la mascherina chirurgica o fosse comunque garantito altrimenti il suo isolamento dal gruppo classe (attraverso, si potrebbe dire, un distanziamento ritenuto tale da garantirlo) e non per quei compagni per i quali si possa dire che viene “garantito l’isolamento in modo continuativo” – per esempio assenti.
Dunque. In concreto l’accertamento della estensione della disciplina dell’autosorveglianza al gruppo classe appare a nostro parere inapplicabile per le seguenti considerazioni: ci si affida a “vecchie” faq per la definizione di “contatto stretto”, mancando una definizione aggiornata e in linea con il vigente regime dell’autosorveglianza. Non si è infatti definito quali “circostanze di luogo o di fatto” determinino quell’isolamento che esclude l’obbligo – a noi sembra – di far riferimento al distanziamento – per esempio della cattedra rispetto agli alunni, o degli alunni lontani dal caso positivo.
Non è più previsto il tracciamento, quindi ciò rende impossibile accertare chi sia un contatto stretto, sia fuori da scuola sia all’interno: i registri delle presenze a scuola, che contengono dati personali, non sono indicati dalle norme primarie come utilizzabili oggi a fini di tracciamento, e nessuna norma prevede la segnalazione di contatti da parte della scuola all’Ats. Inoltre, l’uso della mascherina Ffp2 è una misura di autosorveglianza, per la cui inosservanza non è prevista in alcuna norma primaria l’esclusione da scuola dello studente; in altri termini, il dirigente scolastico o chi per esso non ha strumenti non solo per accertare i contatti stretti, ma neppure per imporre tale uso o per escludere da scuola chi non osservi tale obbligo, ove esistente.
Non si tiene inoltre conto di un ulteriore fattore importante: le mascherine Ffp2, dispositivi medici, sono state pensate ed omologate – quindi “tarate” e calcolate in base alle relative caratteristiche – per gli adulti e non per i bambini. Ci si chiede dunque come si possa pensare di imporre a dei bambini/ragazzi l’uso di uno strumento che non è destinato loro, che non è, in definitiva, “a norma” per loro.
Infine, un punto va sottolineato: se è dubbio in base alla legge l’accertamento di chi nella classe di un positivo “confermato” sia soggetto al regime di autosorveglianza e se è certo che la scuola non ha gli strumenti per imporla, non ci appare comunque legittimo richiederla a studenti di classi diverse rispetto a quella in cui si è verificato il caso di positività oppure addirittura all’intero Istituto scolastico. Eppure di episodi di tale genere sono arrivate diverse segnalazioni sul sito di Goccia a goccia.
Insomma: ancora una grande confusione che, purtroppo, dà spesso luogo all’applicazione di disposizioni più rigide e rigorose di quelle che sarebbero permesse. Concludiamo con il ricordare che tutto questo accade mentre anche l’Istituto superiore di sanità parla di prossima discesa dei casi nella popolazione italiana.
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La Redazione
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - “Tante bugie, in linea con la propaganda di Meloni. Il suo è il governo delle insicurezze. Sicurezza energetica? Falso. Ha fatto aumentare le bollette, rendendo le famiglie italiane meno sicure e più povere. Sicurezza alimentare? Falso". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
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Sara Gandini
Epidemiologa e docente
Società - 27 Ottobre 2022
Mascherine a scuola, ancora grande confusione in classe
di Elena Dragagna, avvocato, Gilda Ripamonti, giurista, Sara Gandini, epidemiologa
Dal 1° ottobre 2022 la mascherina non è più obbligatoria in Italia in alcun contesto al di fuori degli ambienti sanitari. Cosa accade, invece, a scuola? A scuola, in termini generali, non vi è più l’obbligo dell’uso della mascherina, né per studenti né per docenti e/o personale scolastico. Quando però si verifica in classe un caso di positività, docente o studente che sia, in base alle circolari scolastiche si richiede che tutta la classe indossi la mascherina Ffp2 per 10 giorni.
Ci si chiede se tale prassi sia corretta e da dove derivi tale obbligo. Va fatta una doverosa premessa: per effetto di modifiche normative succedutesi nel tempo, di mancato coordinamento e/o aggiornamento di vecchie faq (che non sono in ogni caso fonti normative) con le nuove disposizioni sull’autosorveglianza, la normativa in materia risulta piuttosto farraginosa. Detto questo, la base normativa del regime dell’autosorveglianza per i contatti stretti, con obbligo di mascherina Ffp2 per gli stessi, la si trova nell’art. 10-ter comma 2 del decreto legge n. 52/2021, come modificato dal decreto legge di marzo, il n. 24/2022 – convertito poi in legge dal 24 maggio 2022.
La legge di conversione ha fatto cessare al 31 agosto 2022 l’efficacia di tutte le norme “speciali” che erano prima previste per la scuola nell’articolo 3 novellato del dl 52/2021. Il riferimento a tale regime viene ribadito nel “Vademecum” trasmesso, prima dell’inizio dell’anno scolastico, dal Ministero dell’Istruzione a tutte le scuole – che risulta pubblicato sul sito del Ministero stesso – che, a sua volta, rimanda alla Circolare del Ministero della Salute n. 019680 del marzo 2022 emanata subito dopo il decreto legge di marzo.
Si legge nel citato documento: “Non sono previste misure speciali per il contesto scolastico. Si applicano le regole generali previste per i contatti di casi Covid-19 confermati come indicate da ultimo dalla Circolare del Ministero della Salute n. 019680 del 30/03/2022 ‘Nuove modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di caso Covid-19′”. La circolare prevede, sulla base del decreto legge citato, per “coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Sars-CoV-2” il regime dell’autosorveglianza, consistente “nell’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto”.
Dunque il richiamo alla Circolare 019680 contenuto nel “Vademecum”, trasmesso dal Ministero dell’Istruzione, inerente al regime di autosorveglianza previsto dal dl 52/2021, ha determinato nelle scuole la prassi per cui, in caso di positività “confermata” di uno (o più) compagni di classe e/o del personale docente, venga richiesto alla classe intera, ritenuta tutta “contatto stretto”, il regime di autosorveglianza con obbligo di utilizzo in classe di Ffp2 per 10 giorni.
Ci si è chiesti se tale prassi sia corretta e, in particolare, è stato da più parti sollevato il dubbio che non tutta la classe debba essere considerata “contatto stretto”, riservando questa definizione solo ai compagni di classe vicini di banco rispetto al caso positivo.
Se è vero, infatti, che sul sito del ministero della Salute le Faq relative a “Contact tracing, autosorveglianza, isolamento” individuano il “contatto stretto” (inteso come soggetto che ha avuto un’esposizione ad alto rischio con un caso positivo) in diverse tipologie di persone tra cui, in particolare e per quanto qui di interesse, in “una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso Covid-19 in assenza di Dispositivi di protezione individuale idonei”, è altrettanto vero che l’articolo 10 quater comma 5 del decreto legge n. 52/2021, ancora vigente, richiamato dalla norma aggiornata sulla autosorveglianza, e che costituisce fonte normativa primaria, prevalente sulle stesse Faq, prevede che l’obbligo di indossare Ffp2 per i contatti stretti “non sussiste quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi”.
La lettura congiunta del decreto legge citato, del “Vademecum” del Ministero dell’Istruzione, della circolare del Ministero della Salute richiamata dal “Vademecum” stesso dovrebbe dunque comportare in astratto l’utilizzo di mascherine Ffp2, per 10 giorni dall’ultimo contatto con il positivo, per la classe del caso positivo, a meno che, ad esempio, il caso positivo, prima di tale positività, indossasse in classe la mascherina chirurgica o fosse comunque garantito altrimenti il suo isolamento dal gruppo classe (attraverso, si potrebbe dire, un distanziamento ritenuto tale da garantirlo) e non per quei compagni per i quali si possa dire che viene “garantito l’isolamento in modo continuativo” – per esempio assenti.
Dunque. In concreto l’accertamento della estensione della disciplina dell’autosorveglianza al gruppo classe appare a nostro parere inapplicabile per le seguenti considerazioni: ci si affida a “vecchie” faq per la definizione di “contatto stretto”, mancando una definizione aggiornata e in linea con il vigente regime dell’autosorveglianza. Non si è infatti definito quali “circostanze di luogo o di fatto” determinino quell’isolamento che esclude l’obbligo – a noi sembra – di far riferimento al distanziamento – per esempio della cattedra rispetto agli alunni, o degli alunni lontani dal caso positivo.
Non è più previsto il tracciamento, quindi ciò rende impossibile accertare chi sia un contatto stretto, sia fuori da scuola sia all’interno: i registri delle presenze a scuola, che contengono dati personali, non sono indicati dalle norme primarie come utilizzabili oggi a fini di tracciamento, e nessuna norma prevede la segnalazione di contatti da parte della scuola all’Ats. Inoltre, l’uso della mascherina Ffp2 è una misura di autosorveglianza, per la cui inosservanza non è prevista in alcuna norma primaria l’esclusione da scuola dello studente; in altri termini, il dirigente scolastico o chi per esso non ha strumenti non solo per accertare i contatti stretti, ma neppure per imporre tale uso o per escludere da scuola chi non osservi tale obbligo, ove esistente.
Non si tiene inoltre conto di un ulteriore fattore importante: le mascherine Ffp2, dispositivi medici, sono state pensate ed omologate – quindi “tarate” e calcolate in base alle relative caratteristiche – per gli adulti e non per i bambini. Ci si chiede dunque come si possa pensare di imporre a dei bambini/ragazzi l’uso di uno strumento che non è destinato loro, che non è, in definitiva, “a norma” per loro.
Infine, un punto va sottolineato: se è dubbio in base alla legge l’accertamento di chi nella classe di un positivo “confermato” sia soggetto al regime di autosorveglianza e se è certo che la scuola non ha gli strumenti per imporla, non ci appare comunque legittimo richiederla a studenti di classi diverse rispetto a quella in cui si è verificato il caso di positività oppure addirittura all’intero Istituto scolastico. Eppure di episodi di tale genere sono arrivate diverse segnalazioni sul sito di Goccia a goccia.
Insomma: ancora una grande confusione che, purtroppo, dà spesso luogo all’applicazione di disposizioni più rigide e rigorose di quelle che sarebbero permesse. Concludiamo con il ricordare che tutto questo accade mentre anche l’Istituto superiore di sanità parla di prossima discesa dei casi nella popolazione italiana.
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"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.