Un gruppo dei dipendenti della Gkn di Campi Bisenzio hanno occupato oggi il consiglio comunale di Firenze per chiedere chiarezza sulla vertenza. “La disperazione, il tentativo di gettare fango su uno stabilimento e su una lotta di popolo, ribaltare costantemente la verità – è stato spiegato -. Ci abbiamo pensato bene a quali proteste fare. Non toccheremo l’agibilità delle strade o dei mezzi usati da chi va a lavorare. Siamo venuti a rivendicare la nostra dignità qua. Dicono che si chiami Comune perché è la casa di tutte e tutti. Noi siamo in consiglio comunale. Non ce ne andiamo senza novità risolutive sulla vertenza. Ad oltranza qua. Questo presente finisce ora. Il nostro futuro comincia adesso”, hanno spiegato i lavoratori. In serata una parte degli operai della Gkn si è spostata davanti a palazzo Vecchio, mentre altri sono rimasti all’interno.

“Siamo qua perché abbiamo occupato le strade di Firenze tante volte da quando è iniziata questa vicenda. La controparte dal 9 luglio è invisibile, lo strumento di lotta è il presidio della stabilimento che oggi viene calunniato, non ci viene data altra possibilità di fare uno sforzo fisico e psicologico che è quello. Dobbiamo portarci addosso anche le calunnie. Noi stiamo facendo questo per il lavoro”, ha poi ribadito Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica. “Siamo in lotta da 16 mesi e ora iniziamo ad avere problemi di reddito – ha concluso – è chiaro che i tavoli rischiano di diventare una trappola in cui si discute per non arrivare mai a niente. Io avevo un cronometrista che discuteva quanto dovevo produrre in otto ore, forse in mesi le istituzioni dovrebbero pretendere che i tavoli di crisi producano qualcosa di più che riaggiornarsi e riaggiornarsi”.

“Abbiamo parlato, non è la prima volta e non sarà l’ultima con i lavoratori” della ex Gkn, “siamo vicini alla loro battaglia ma le questioni che affrontiamo sono due, il pagamento ai lavoratori di quanto dovuto, questo lo chiede il sindaco, lo ha chiesto immediatamente perché è un diritto, e la disponibilità dello stabilimento per valutare altre proposte di reindustrializzazione di un sito che continua a rappresentare un punto importante per l’area fiorentina e il futuro di 300 famiglie. Il sindaco si è impegnato in prima persona“, ha comunicato l’assessore al lavoro del Comune di Firenze, Benedetta Albanese.

La Fiom “stante il mancato pagamento delle retribuzioni – che sta mettendo in una condizione di forte disagio sociale ed economico le lavoratrici e i lavoratori – e lo stallo del percorso di reindustrializzazione, richiede un incontro da tenersi al ministero delle Imprese e del made in Italy“. Così il breve testo di una lettera che la Fiom Cgil fiorentina ha inviato stamane al ministero delle Imprese e, per conoscenza, alla regione Toscana e al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, sulla vertenza.

“Anche questo mese ho pagato gli stipendi, non ho solo anticipato la cassa integrazione che aspetta una risposta da 10 mesi. Gli stipendi li ho sempre pagati, sempre. E sono 10 mesi che anticipo la cassa integrazione senza che nessuno si sia degnato di darmi una risposta, con uno stabilimento occupato e nessun investitore che si vuole più avvicinare. Sono stato lasciato solo da tutti. Ora ci si accorge del dramma di una riconversione abbandonata che nessuno ha voluto affrontare?”. Così, stasera, l’imprenditore Francesco Borgomeo, titolare di Qf che ha rilevato la fabbrica dal fondo inglese Melrose prospettando un piano di riconversione che sinora non è mai partito.

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