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Ultimo aggiornamento: 13:51 del 17 Novembre 2022

Travaglio a La7: “Il mondo ha capito che non possiamo più fidarci di Zelensky. Calenda e Letta? Non dovrebbero più uscire di casa”

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“La mia opinione sul ministro Piantedosi? Sono più indulgente da quando ho letto i tweet di Letta e di Calenda sui missili in Polonia. Dopo aver annunciato con grande fervore il nostro ingresso nella terza guerra mondiale per andare a liberare la Polonia dal nuovo Hitler che l’aveva reinvasa, non dovrebbero più uscire di casa“. È il commento ironico che a “Otto e mezzo” (La7) fa il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sui tweet pubblicati due sere fa dal segretario del Pd Enrico Letta e dal leader di Azione Carlo Calenda sui missili caduti in territorio polacco il 15 novembre.

Travaglio si sofferma poi sulle dichiarazioni rese dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni (“L’ipotesi che sulla Polonia sia caduto un missile dell’antiaerea ucraina non cambia la sostanza, la responsabilità di quello che è accaduto per quanto ci riguarda è tutta russa”): “Se Meloni voleva dire che il missile ucraino non sarebbe partito se non ci fossero stati i missili russi che colpivano Kiev e dintorni, allora ha ragione. Ma è un’ovvietà. Dire invece che la sostanza non cambia è drammaticamente ridicolo, perché, se fosse stato un missile scagliato scientemente dai russi contro la Polonia, sarebbe scattato l’art. 5 del Trattato Atlantico, l’intera Nato oggi sarebbe in guerra contro la Russia e sarebbe iniziata ufficialmente la terza guerra mondiale, Quindi, altroché se non cambia la sostanza”.

Il direttore del Fatto chiosa: “Quello che ci racconta questa vicenda è che incidenti di tal genere sono nell’ordine delle cose, quando ci sono così tante armi sul campo e così tanti missili in aria. Quindi, è sempre più necessario che ci si metta a un tavolo per trattare. E ci racconta anche che non possiamo assolutamente più fidarci del nostro alleato Zelensky, perché l’unico che sapeva sin dall’inizio che quel missile era ucraino era proprio lui. E mentre gli americani e i vertici della Nato – conclude – dicevano che quel missile era stato lanciato dagli ucraini, lui continuava a dire che era stato lanciato dai russi. Gli americani si sono accorti da un bel pezzo che non si possono fidare di Zelensky. Io credo che oggi se ne sia accorto il mondo, perché, se avessero dato retta a Zelensky, probabilmente saremmo stati trascinati in una ulteriore escalation dentro l’escalation che era basata su una notizia falsa“.

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