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Onlyfans, Nanda Alfi: “Io, trattata come una prostituta digitale dopo aver affidato la mia immagine a un’agenzia”

!Da quando ho firmato il contratto con una società specializzata nella gestione e nella promozione dei contenuti su quella piattaforma - si sfoga la modella con FqMagazine - foto e video riservati agli iscritti sono stati pubblicizzati come porno, con espressioni molto pesanti ed esplicite”. Risultato? “Molti utenti hanno pagato per sbloccare contenuti non corrispondenti alle promesse..."

di Simona Griggio

La mia immagine affidata a un’agenzia è diventata quella di una prostituta digitale. Ne sto ancora pagando le conseguenze”. Nanda Alfì, modella e creator di OnlyFans, è amareggiata. “Da quando ho firmato il contratto con una società specializzata nella gestione e nella promozione dei contenuti su quella piattaforma – si sfoga con FqMagazine – foto e video riservati agli iscritti sono stati pubblicizzati come porno, con espressioni molto pesanti ed esplicite”. Risultato? “Molti utenti hanno pagato per sbloccare contenuti non corrispondenti alle promesse e lo hanno segnalato alla piattaforma”.

Dalla firma del contratto con l’agenzia, fra segnalazioni degli utenti e modalità gestionali anomale, Nanda Alfì si ritrova senza profilo in poche settimane. Chiuso. Bloccato. Come tutti i suoi pagamenti. Allora chiede la disdetta anticipata del contratto all’agenzia. Ma per tutta risposta le arriva la richiesta di 190 mila euro. Fra penali e risarcimento danni. Alla fine, dopo un botta e risposta dei legali (il suo e quello della controparte), Nanda attende lo sblocco dell’account, poi paga all’agenzia le sue percentuali e cambia la password. Ora solo lei può entrare. Ora decide lei cosa pubblicare e come promuoversi.

Ma la domanda è lecita. Chi sono e cosa fanno realmente le agenzie che operano per nome e per conto delle ragazze di OnlyFans? Come si relazionano agli utenti iscritti e abbonati? Qual è la libertà di azione di chi firma questi contratti? “Voglio raccontarvi la mia storia”, scrive Nanda Alfì, 21 anni, lombarda, a FqMagazine. La sua è una storia già tracciata. Nella prima testimonianza che avevamo raccolto qualche giorno fa, la creator Martina Mencucci denunciava già la presenza di agenzie che propongono chiavi in mano la gestione dei contenuti sulla celebre piattaforma digitale. Ecco cosa ci racconta Nanda.

L’apertura del profilo
E’ ottobre 2020 quando Nanda Alfì apre il suo profilo per caricare contenuti pepati, ma non pornografici. Sono immagini un po’ più audaci di quelle che pubblica su Instagram. “A marzo 2020, all’inizio della pandemia, scopro la pubblicità di ragazze americane su OnlyFans che dichiarano di guadagnare molto”, racconta. “Decido così, non potendo più arrotondare come ragazza immagine nei locali a causa del lockdown, di aprire un mio profilo. Nel frattempo continuo a studiare al liceo linguistico”.

I primi guadagni
All’inizio Nanda guadagna circa 4-5 mila euro netti al mese. Lo dichiara lei stessa. A volte le capita persino di raggiungere quota 9 mila. Due anni dopo la ritroviamo iscritta al corso di laurea triennale di interpretariato e traduzione. “Tutto sembrava andare bene”, racconta. Allora perché rivolgersi a un fornitore di servizi? “Alcune influencer mi dicono: vieni nella nostra agenzia e guadagnerai molto di più”. Lei, che non è ancora una influencer su TikTok e Instagram, dove posta balletti e vita quotidiana, accetta per aumentare il business.

L’ingresso dell’agenzia
Il contatto con l’agenzia avviene online. Un operatore le manda il contratto di una società con sede nel Regno Unito. Poi le spiega come funziona. Nanda deve inviare tutti i suoi contenuti agli operatori e rispondere alle loro richieste di crearne di nuovi secondo le modalità indicate. Sarà l’agenzia a gestire il suo profilo con relativa password, dalla chat ai semplici testi promozionali. Cosa le chiedono? Il 30 per cento sul lordo dei suoi guadagni. Sul contratto che ci invia, fra gli obiettivi proposti, si legge: “Creare una strategia di monetizzazione specifica per ottimizzare i guadagni della modella su OnlyFans; determinare il prezzo ottimale per ogni insieme di contenuti che massimizzano i guadagni; utilizzare un’analisi dettagliata per identificare i contenuti più performanti e ottenere il massimo coinvolgimento”. La durata del contratto? Dal 20 gennaio al 20 aprile 2022 con tacito rinnovo se l’accordo non viene disdetto 60 giorni prima della scadenza. All’inizio sembra andare tutto bene. Nanda parte per un lavoro in tv. Un reality che per giorni la priva del cellulare. Manda i contenuti concordati con gli operatori dell’agenzia che, lei stessa rivela, “mi scrivevano su WhatsApp dagli Usa che stavano lavorando h 24 h per me tutti i giorni”. Ma la modella si premura di chiarire che non fa contenuti smaccatamente espliciti. No porno.

La scoperta dei messaggi a luci rosse
Qualche settimana dopo, al rientro dal lavoro in tv, Nanda entra nel profilo. “Noto che i guadagni sono lievitati molto – ci spiega – ma lo stile soft che avevo richiesto non è stato mantenuto”. I messaggi chat, di cui ci invia gli screenshot, sono tutti porno, rimandano ad amplessi e contenuti forti. C’è persino il simbolino di una maiala. “Rimango scioccata”, confessa. Da quel momento in poi la situazione precipita. Nota che i guadagni si sono abbassati da 70 mila euro lordi a 20 mila. Capisce che si tratta della protesta degli utenti arrabbiati che “hanno pagato per contenuti diversi da quelli promossi”. Lo contesta agli operatori ma i messaggi porno proseguono. Infine arriva il blocco dell’account per violazione delle linee guida.

Il blocco del profilo
“L’agenzia prelevava direttamente dal mio account la sua percentuale del 30 per cento. Io davo loro i codici perché mi dicevano che avrei risparmiato le tasse”, ricorda Nanda. A questa modalità atipica, contro le linee guida di OnlyFans, si aggiungono però non solo le segnalazioni degli iscritti, che si sentono presi in giro, ma un ulteriore elemento. “A detta dell’operatore dell’agenzia – rivela la modella – per un utente che non poteva usare la sua carta di credito per un versamento di 1.500 dollari mi è stato chiesto di fornire il numero della mia Paypal”. Nanda mette il numero in chat. I soldi non arriveranno mai. Ma OnlyFans le sospende il profilo”. Grava il sospetto di prestazioni non lecite. Su questo pagamento esterno l’agenzia avrebbe chiesto la percentuale? “Certamente”, risponde Nanda – e avrebbe preso di più non essendoci le trattenute del 20 per cento alla piattaforma”.

La richiesta di disdetta del contratto
Nanda decide per la disdetta e scrive all’operatore. Chiede un indirizzo a cui inviare una mail. Le forniscono quello di una società di media marketing con sede in Medio Oriente. Scrive una missiva il 18 marzo per chiudere la consulenza con l’agenzia. La risposta arriva qualche giorno dopo ed è chiara. La modella avrebbe dovuto comunicare la sua volontà entro 60 giorni dalla fine naturale del contratto. Ora è troppo tardi: il contratto si intende tacitamente rinnovato per altri tre mesi, fino al 20 giugno. Nanda allora si rivolge a un legale e in attesa della scadenza naturale del contratto invia un bonifico all’agenzia su quanto le spetta per il lavoro svolto. Poi autentica la sua password in modo che gli operatori non possano più avere accesso al profilo.

L’agenzia chiede 190 mila euro di danni e penali
Il legale di Nanda spedisce una missiva di chiusura dell’accordo. La società risponde che va bene, ma chiede 190 mila euro di danni e penali. Il contratto del resto è chiaro. Recita: “La società si riserva la facoltà di recesso unilaterale senza applicazione di penale alcuna, anche anticipato, del rapporto instaurato”. Ma Nanda dal canto suo non può interrompere il rapporto senza pagare decine di migliaia di euro di penali e risarcimento danni. E in ogni caso per sei mesi non potrà rivolgersi ad altre agenzie. Insomma, un contratto davvero vincolante.

Nanda ora riceve commenti osceni sul suo Instagram
Nell’ultima missiva del giugno 2022, inviata dal legale della modella all’agenzia, si legge: “Gli operatori promuovevano contenuti video differenti rispetto ai contenuti effettivi, con conseguente inganno della clientela, che imputava tale illegittima condotta alla mia assistita”. Cosa ne pensa Nanda? “Dopo l’accaduto ho ricevuto commenti osceni sul mio profilo Instagram – racconta – ormai ero percepita come una prostituta digitale”. E conclude: “Ho creato un pdf di 35 pagine dove spiego alle altre ragazze, con video e anche in community, come usare la piattaforma da sole”. S’intitola OnlyFans Bible ed è a pagamento. “Subito spendi, è vero, ma poi recuperi la spesa in cinque minuti senza bisogno di agenzie”.

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