Il calcio piange la morte di “un combattente nato“, come lo definisce l’allenatore Claudio Ranieri. La notizia della scomparsa di Sinisa Mihajlovic scuote il mondo del pallone: il serbo aveva 53 anni, da tempo combatteva contro la leucemia. “Ci eravamo sentiti 15 giorni fa per andare a prendere un caffè visto che abitavamo vicino, era una persona a modo. Era una persona a cui era piacevole da stare vicino. E’ stata davvero una perdita notevole per il mondo del calcio ma soprattutto per la famiglia”, dice Dino Zoff a RaiNews 24.

“Mi dispiace tantissimo, sono senza parole. Era un combattente nato, un grande giocatore ma anche come allenatore ha fatto bene. Ha fatto del bene al calcio, tutti facciamo del bene. E’ stato un grande esempio“, dice Ranieri. “Un uomo vero, la gente lo apprezzava per questo. E’ andato a testa alta fino alla fine. Lascia un grande vuoto nel mondo del calcio”, commenta all’Adnkronos la bandiera del Milan Franco Baresi. “L’ho affrontato in campo da avversario poche volte ma ho avuto modo di conoscerlo bene quando ha allenato il Milan – aggiunge Baresi – Ne ho apprezzato le doti umane e quelle professionali. Diretto, sincero“. E sui social network piovono i messaggi di addio da parte delle società. Ovviamente, quelle in cui ha militato, dalla Lazio alla Sampdoria, dal Milan all’Inter, dalla Stella Rossa al Bologna.

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Sinisa Mihajlovic è morto, aveva 53 anni. La famiglia: “Uomo unico, professionista straordinario”

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