Sono tante le ragioni che ispirarono il grande scrittore, così tanti altri artisti, da Mark Twain a Charles Baudelaire, che omaggiò la sua Venere con i versi di “​​À une Dame créole”. Una le riassume: Mauritius è un’isola felice. Un bien vivre senza troppi pensieri, lo insegnano le tante etnie che convivono da secoli in questo giardino dell’Eden. Una delle principali caratteristiche dell’isola è proprio il melting pot di popoli nel rispetto reciproco: dalle atmosfere arabeggianti, ai rituali Indù, dalle celebrazioni cristiane alle feste con dragoni cinesi che svolazzano in cielo mentre il sottofondo musicale è un richiamo a Mama Africa. Il ritmo è quello del ségà che anima il coinvolgente ballo locale a suon di ravenne, tamburi di pelle di capra, bobre, un arco le cui estremità vengono colpite da un bastone, e maravanne, una scatola rudimentale nella quale piccoli sassi tintinnano argentini con il minimo movimento.

Quest’isola dai mille volti spunta nell’arcipelago delle Mascarene, volge le spalle al continente primigenio e rivolge lo sguardo all’infinità oceanica. Un microcosmo grande come Londra che parla di mondo in tante lingue, e si riassume nella cultura creola. Il suo segreto? La leggerezza e tanta allegria, la stessa che ispira le danze in spiaggia quando cala la sera, mentre si accendono i fuochi e rullano i tamburi. A Mauritius si perde la notte ballando sulla sabbia, gli stessi litorali che brillano candidi sotto il sole tropicale e richiamano ad un tuffo nel blu, un colore tanto intenso da confondere lo sguardo, per poi incantarlo nelle profondità, alla scoperta della favolosa barriera corallina.

L’isola è un inno alla biodiversità, marina e terrestre. Nell’entroterra si susseguono panorami dalle sembianze primordiali, tra cascate scintillanti, terre colorate da qualche capriccio geologico e specchi d’acqua vulcanici. Un paradiso lussureggiante dove si distingue il lavoro dell’uomo, nelle piantagioni di tè nero, nelle coltivazioni di vaniglia e di canna da zucchero che abbondano in tutta l’isola. Produzioni a km zero confinate da foreste tropicali che ammantano sino alla costa, tra cui si mimetizzano i resort, rifugi romantici per un’avventura bellissima, proprio come il Victoria Beachcomber Resort & Spa, proposto da Presstour by Turisanda, brand del gruppo Alpitour World. Un angolo nascosto, situato lungo il litorale nord-ovest, tra il centro turistico di Grand Baie e la capitale Port Louis, si affaccia su una lunga spiaggia color madreperla dove ammirare tramonti spettacolari e ballare tutta la notte.

L’arcipelago delle Mauritius dista dall’Italia più di 8000 chilometri ed è raggiungibile con volo diretto della compagnia aerea Neos, che mette a disposizione dei viaggiatori dei voli charter da Roma e Milano.

Port Louis e Pamplemousses, la capitale cosmopolita e la città dei pompelmi

Un’isola felice, così il soggiorno al Victoria Beachcomber Resort e Spa. Un luogo speciale, più di una semplice sistemazione, una nuova proposta dell’abitare turistico. Le strutture Beachcomber si distinguono per il servizio eccellente e virtuoso, con un occhio di riguardo alla sostenibilità per uno spazio in simbiosi con la natura, e al benessere, con “The Art of Wellness”, una Spa con tantissime proposte health&beauty. Un soggiorno che riserva un posto in prima fila lungo la costa nord-ovest, protetta dai venti e dalla forza dell’oceano, dove vivere tutto il relax della vita da spiaggia, e delle attività sfidanti da praticare sopra e sotto le onde, alla scoperta dell’adrenalina da surf e della meraviglia dei bellissimi fondali.

La struttura dista pochi chilometri da Port Louis, una capitale multietnica che merita una visita, magari iniziando da una suggestiva visione dall’alto. Dirigetevi verso Le Signal, un arido promontorio da cui godere una bella vista sugli alti palazzi della Ebène Cyber City, l’hub finanziario della città che disegna uno skyline inaspettato per una piccola isola dell’Oceano Indiano. Vetro e acciaio di una realtà in divenire, tra cui si mimetizzano tetti di templi e pagode, croci e mezzelune, quasi a ricordarne l’anima cosmopolita. Ma per conoscere le mille culture che la abitano, bisogna addentrarsi tra le viuzze del centro, perdersi nel variopinto mercato centrale, e fermarsi qualche istante in Piazza delle Armi ad osservare il continuo via vai di persone di ogni etnia, inconfondibile eredità del passato coloniale. Un’altra cittadina da non perdere è la graziosa Pamplemousses, un nome curioso che significa “pompelmo”. Qui in effetti il verde non manca, così gli agrumi che prosperano assieme agli alberi della gomma e del bambù dorato, flora dei bellissimi giardini botanici Sir Seewoosagur Ramgoolam. Questo angolo incantato venne creato nel lontano 1735, dove tutt’oggi troneggia tra la Tochetia, la rarissima Talipot Palm, una palma che inizia a fiorire soltanto dopo i cinquant’anni d’età, un longevo simbolo nazionale.

Natura selvaggia dell’entroterra e mare da sogno

Lasciamo questo assaggio di natura per i panorami selvaggi dell’isola. Mauritius è caratterizzata da un altopiano centrale circondato da picchi che non superano gli 800 metri di quota. Conta oltre 12 riserve naturali, giardini botanici ed enormi foreste tropicali con un’infinità di specie animali e floreali. Da non perdere e da visitare almeno in piccola parte scegliendo uno dei tanti itinerari, il Black River Gorges National Park, un’area protetta che si apre sulle vallate della costa sud e sull’Oceano Indiano. Un vero e proprio eden a poca distanza da alcune delle mete più belle dell’isola come le Terre colorate di Chamarel, 7.500 metri quadrati di dune di sabbia composte da diversi strati di terra, uno spettacolo della natura formato da terreni di origine vulcanica che virano nelle sfumature di sette colori, dal giallo al rosso, al blu al viola, a seconda dell’incidenza dei raggi solari. Sette sono anche le Cascate di Chamarel, la più alta con un salto di 100 metri. Innumerevoli sono invece le specie di piante che ammantano il parco, e gli alberi dal legno profumato come il sandalo, e neri come l’ebano, bellezza endemica che svetta rigogliosa.

Un verde che quasi disorienta, e quando si comincia a credere senza fine, ecco che all’improvviso spunta il mare, l’orizzonte blu di un sogno tropicale, una dolce visione incorniciata da snelle palme da cocco che spuntano dalla sabbia fine. A poca distanza dal Victoria Beachcomber, merita una tappa Grand Baie, una delle località più note dell’isola situata lungo la costa settentrionale. Qui La Cuvette e la Grand-Baie Public Beach si affacciano su un’insenatura puntellata da barche a vela al riparo dai venti, che ondeggiano sull’acqua turchese e cristallina. A poca distanza da questo litorale glam, lungo il quale trovare tanti locali, boutique e negozietti di artigianato, merita una toccata e fuga il pittoresco villaggio di Cap Malheureux, famoso per l’iconica chiesetta dal tetto rosso. Quintessenza del relax e della pace, questa manciata di case si rivela il luogo ideale per cercare un ristorantino dove mangiare pesce freschissimo e assaggiare lo You Koumg, una zuppa tradizionale a base di frutti di mare e latte di cocco. A poca distanza, anche la spiaggia mondana di Mont Choisy, situata nella punta nord dell’isola, ombreggiata da una fittissima macchia di casuarina, uno degli alberi più diffusi nell’isola.

La zona nord-ovest di Mauritius, dove spunta il Victoria Beachcomber, è nota per i suoi litorali da sogno, riparati dai venti, ma i 160 km di spiagge e le altrettante isolette che circondano l’isola, regalano tantissimi altri spunti per passare una giornata in total relax in riva al mare. Iconico il lunghissimo nastro di sabbia di Flic en Flac, che rende giustizia al nome, derivante da un vecchio detto olandese: “Fried Landt Flaak”, “terra libera e pianeggiante”, da aggiungere bellissima e rilassata, situata nel distretto occidentale di Black River. Agli antipodi l’adrenalinica Penisola di Le Morne a sud-ovest dell’isola, 4 chilometri di litorale baciati dai venti, perfetti per chi pratica surf, kitesurf e windsurf. Per le famiglie con bambini, da appuntare Belle Mare, lungo la costa nord orientale, mentre Blue Bay si rivela un’esperienza selvaggia, immersa in una riserva naturale del sud-est.

Anche le piccole isole che la costellano si raccontano, ognuna con qualche curiosa caratteristica. La più amata è la paradisiaca Île aux Cerfs, ovvero l’ “Isola dei Cervi”, raggiungibile in pochi minuti di barca veloce e catamarano che fanno la spola ogni giorno da Pointe Maurice, lungo la costa orientale di Mauritius. Merita la baia di Deux Frères, una laguna incantata creata dalla confluenza di un piccolo fiume dalle acque dolci e cristalline che si tuffa in mare creando sfumature di turchese che incantano lo sguardo e richiamano ad un’immersione: questo tratto di costa è inoltre uno dei più belli per praticare snorkeling. Un’isola bellissima, dove alcuni tendono ancora l’orecchio per ascoltare il richiamo del cervi di Giava, importati nel lontano XVII secolo dagli Olandesi e diventati uno dei simboli di Mauritius. C’è chi dice di sentirli, nonostante della loro presenza non ci sia più traccia, forse la magia di una dolce suggestione.

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