Economia & Lobby

Chevron, piovono miliardi per azionisti e manager grazie alla guerra in Ucraina. E la Casa Bianca si arrabbia

Il colosso petrolifero statunitense Chevron ha annunciato un piano di buyback (riacquisto di azioni proprie) da 75 miliardi di dollari. Le azioni sono balzate del 4% in pochi minuti. Queste operazioni servono per spingere al rialzo il valore dei titoli e gli utili per azione (su cui spesso sono parametrati i bonus per il management). È insomma un modo per distribuire denaro ai soci. I principali azionisti della compagnia sono il finanziere statunitense Warren Buffet (8,5%) e le società di investimenti Vanguard (7,8%), State Street (6,7%) e Blackrock (4,7%).

La mossa ha scatenato l’ira della Casa Bianca che rimarca come Chevron avesse promesso di investire in progetti per l’aumento della produzione i super profitti garantiti dall’impennata delle quotazioni di petrolio e gas favorita dalla guerra in Ucraina. “Per una società che non molto tempo fa ha detto che stava lavorando duramente per aumentare la produzione di petrolio, distribuire 75 miliardi a manager e azionisti è un modo curioso per dimostrarlo. Continuiamo a chiedere alle aziende di usare i loro profitti record per aumentare la produzione e ridurre i costi per gli americani”, ha affermato il portavoce della Casa Bianca Abdullah Hasan.

Il nuovo stanziamento di Chevron è cinque volte superiore alle somme che la compagnia ha sinora destinato annualmente per questo tipo di operazioni. Il 2022 sarà ricordato come l’anno d’oro dei big di gas e petrolio che hanno più o meno tutti messo a segno guadagni record. Il nuovo anno si annuncia meno generoso ma comunque non avaro. I risultati annuali di colossi come Exxon e Shell, British Petroleum e la stessa Chevron verranno diffusi a partire da domani. Nell’ultimo anno i valori di borsa di queste società sono saliti in media di quasi il 20% in controtendenza rispetto al calo generalizzato dei listini. Exxon ha visto le sue azioni salire addirittura dell’55%. La società ha recentemente avviato una causa legale contro l’Unione europea contestando la legittimità della tassa sugli extra profitti che potrebbero costarle circa 2 miliardi di euro.

a