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Zelensky a Sanremo 2023, il cda Rai chiede incontro a Stefano Coletta

I consiglieri confermano la linea dell'azienda per il sì all'intervento del presidente ucraino, fa sapere l'agenzia di stampa LaPresse, ma chiedono di capire cosa conterrà il messaggio registrato e l'eventuale presenza di prese di posizioni

Il cda Rai chiede un incontro con Stefano Coletta, direttore dell’Intrattenimento Rai, per approfondire la presenza a “Sanremo 2023” di Volodymyr Zelensky. I consiglieri confermano la linea dell’azienda per il sì all’intervento del presidente ucraino, fa sapere l’agenzia di stampa LaPresse, ma chiedono di capire cosa conterrà il messaggio registrato e l’eventuale presenza di prese di posizioni che potrebbero nuocere all’azienda.

L’intervento, previsto per la serata finale del Festival, sabato 11 febbraio, dovrebbe durare solo un paio di minuti e andare in onda dopo le esibizioni dei ventotto cantanti in gara, certamente dopo la mezzanotte. Zelensky è già intervenuto in eventi di grande risonanza sul piano internazionale, sempre con un filmato aveva partecipato ai Grammy, ai Festival di Cannes e Venezia, solo due settimane fa era approdato ai Golden Globe.

Ad annunciare la sua partecipazione al Festival era stato Bruno Vespa a “Domenica In, da Kiev dove si trovava per realizzare un’intervista con Zelensky, aveva svelato il suo ruolo di intermediario e la volontà del presidente ucraino di partecipare alla kermesse più amata dagli italiani. “Caro Presidente, la aspettiamo per la serata finale del Festival“, erano state le parole di Amadeus riportate da Bruno Vespa. Partecipazione che sta creando dibattito, tra favorevoli e contrari, anche all’interno del cda Rai.

Intanto il consiglio d’amministrazione ha dato l’ok al budget 2023, evitando le dimissioni di Carlo Fuortes. L’amministratore delegato resterà, per ora, al suo posto ma i due consiglieri di espressione della maggioranza, Simona Agnes per Forza Italia e Igor De Biasio per la Lega, non hanno partecipato al voto. Si è astenuto Riccardo Laganà, rappresentante dei dipendenti del servizio pubblico, ha espresso voto contrario il pentastellato Alessandro Di Majo. Favorevoli l’ad Fuortes, la presidente Marinella Soldi e la consigliera in quota Pd, Francesca Bria.

Dopo il Festival potrebbero arrivare nuove nomine, volte a un bilanciamento a destra, ma l’assenza del sostegno dei partiti della maggioranza potrebbe complicare il tutto. A fine febbraio Fuortes presenterà il piano industriale, un momento decisivo per il futuro dei vertici dell’azienda.