Cinema

Morto il regista spagnolo Carlos Saura, premiato a Cannes e Berlino e citato da Martin Scorsese, Woody Allen e Steven Spielberg,

Saura avrebbe dovuto ritirare domani sera il premio Goya d’Onore 2023 alla cerimonia dei Goya Awards che si terrà a Siviglia. Un premio per il quale aveva espresso la sua gratitudine, dicendo: "Sono stato fortunato nella vita facendo ciò che mi attraeva di più: ho diretto cinema, teatro, opera e ho disegnato e dipinto per tutta la vita"

di F. Q.

Carlos Saura, uno dei più grandi registi della storia del cinema spagnolo, è morto questo venerdì, a causa di un’insufficienza respiratoria, a Madrid. Aveva 91 anni. Nel corso della sua carriera si è aggiudicato diversi riconoscimenti internazionali, tra i quali nel 1977 il Premio speciale della giuria al Festival di Cannes con Cría cuervos e nel 1981 l’Orso d’oro al Festival di Berlino con Deprisa, deprisa. Durante il regime franchista lottò contro la censura mentre raccontava i mali della Spagna. Saura avrebbe dovuto ritirare domani sera il premio Goya d’Onore 2023 alla cerimonia dei Goya Awards che si terrà a Siviglia. Un premio per il quale aveva espresso la sua gratitudine, dicendo: “Sono stato fortunato nella vita facendo ciò che mi attraeva di più: ho diretto cinema, teatro, opera e ho disegnato e dipinto per tutta la vita“.

Nato a Huesca nel 1932, figlio di un avvocato e di una pianista, la sua famiglia si rifugiò durante la guerra civile, a Madrid, Barcellona e Valencia. Figlio maggiore di quattro fratelli, il più giovane dei quali era il pittore Antonio Saura, nel 1941 si trasferisce a Madrid dove inizia a studiare cinema. Prolifico e intuitivo, Saura non è stato solo uno dei registi chiave degli anni ’60, ’70 e ’80. Il suo lavoro è stato apprezzato da intere generazioni e oltreconfine. È stato citato da Martin Scorsese, Woody Allen e Steven Spielberg, ed è venerato da registi spagnoli contemporanei come Paco Plaza, Raúl Arévalo e Carlos Vermut. “Qui mi sento sempre più amato”, disse in un’intervista rilasciata nel 2016 alla radiotelevisione pubblica spagnola Rtve. “Il suo talento è e sarà sempre parte del patrimonio culturale della nostra storia grazie a film indimenticabili come Ay, Carmela e La prima Angélica” ha scritto su Twitter il premier spagnolo Pedro Sanchez, dando il suo addio al “regista dell’immaginazione”,Ci resterà il suo cinema”, ha aggiunto il premier.

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