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Letta sul New York Times: “Meloni? Meglio di quanto ci aspettassimo”. Bonaccini è d’accordo. Schlein e Orlando prendono le distanze

Il segretario dimissionario Pd è stato interpellato dal quotidiano americano per parlare dei primi mesi di governo della leader di Fratelli d'Italia. L'ex ministro dem contesta i toni concilianti: "Mettiamoci d'accordo". Il Nazareno: "Ha travisato le parole"
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Giorgia Meloni? “Meglio di quanto ci aspettassimo”, “segue le regole”, “la realtà è che è forte”. Parola di Enrico Letta, segretario dimissionario del Partito democratico e avversario diretto della presidente del Consiglio alle ultime elezioni del 25 settembre scorso. L’ex premier, intervistato dal New York Times, ha rilasciato dichiarazioni a dir poco concilianti nei confronti della leader di Fratelli d’Italia. Una posizione che ha provocato la replica dell’ex ministro dem Andrea Orlando, ma alla quale si è associato il candidato alla segreteria Stefano Bonaccini. “Giorgia Meloni non è una fascista, è una persona certamente capace”, ha detto su La7. “Ha idee molto lontane e diverse dalle mie. Dovrà dimostrare di essere all’altezza di guidare un governo come quello italiano. Sono troppi pochi mesi che è partita. Anche quando critichiamo, io dico a tutti: usiamo misura nelle critiche”. Chi ha preso le distanze è stata la sfidante Elly Schlein: “Non sono d’accordo”, ha detto.

Tutto è nato dall’articolo dal titolo “Italy’s Hard-Right Leader Vexes Europe by Playing Nice, Mostly” a firma Jason Horowitz, Enrico Letta ha detto che Meloni è stata “meglio di quanto ci aspettassimo” sulle questioni economiche e finanziarie. E ha abbandonato la sua dichiarata aggressività nei confronti dell’Unione Europea, decidendo di “seguire le regole” ed evitando di “commettere errori”. “La realtà è che è forte”, ha detto. “È in quella luna di miele piena, senza alternativa all’interno della maggioranza e dell’opposizione divisa”, ha aggiunto, lanciando un invito alla prudenza per le manovre della premier volte a spostare a destra gli equilibri in Europa. Ma questa volta, ha precisato, “non è un allarme democratico quello che lancio, è un allarme politico“.

Le considerazioni di Letta sono inserite all’interno di un’analisi che punta a sostenere come Meloni si sta comportando bene e come abbia, secondo Horowitz, privilegiato finora l’aspetto pratico a quello ideologico. Ma le frasi del leader dem fanno comunque discutere all’interno del suo partito, proprio nel momento in cui si dibatte per la nuova segreteria. “C’è qualcosa che non va”, ha scritto su Facebook l’ex ministro dem Andrea Orlando. “Mettiamoci d’accordo compagni e amici. Se sosteniamo, io credo in modo sacrosanto, che la manovra di bilancio incentiva l’evasione, non aiuta l’economia reale e premia le rendite, colpisce i poveri e non affronta la crisi salariale. Se diciamo che il decreto Ong è contro la Costituzione, i trattati internazionali e il senso stesso di umanità. Se diciamo che esponenti del governo, coperti dalla premier, si sono resi responsabili di comportamenti gravi e di un utilizzo inaccettabile delle istituzioni contro l’opposizione. Come si fa a dire contemporaneamente che sono capaci (di cosa?) o che sono meglio di quanto ci aspettassimo?“.

A Orlando hanno replicato fonti del Nazareno in serata. “Dispiace che Andrea Orlando travisi completamente le dichiarazioni di Enrico Letta al New York Times ai fini di una polemica interna che non ha alcun fondamento”, hanno fatto sapere i dirigenti dem. “Il segretario si è limitato ad esprimere al quotidiano statunitense un giudizio positivo, che peraltro conferma, sul fatto che la premier Giorgia Meloni non ha infranto le regole di bilancio e le regole dell’euro, a differenza di quanto negli anni aveva detto di fare. Basta del resto leggere per intero l’articolo, con i virgolettati testuali, perché non sorgano fraintendimenti”.

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