Televisione

Belve, Naike Rivelli rivela: “Gli uomini si avvicinavano a me per arrivare a mia madre”. Poi parla di cocaina e autolesionismo: “Ho rischiato di morire”

La figlia di Ornella Muti, ospite di Francesca Fagnani su Rai Due: "Mi tagliavo per sentire qualcosa. Un giorno ho rischiato di morire, mi hanno trovata che stavo molto male, ma non ho mai tentato il suicidio" 

di Paolo Aruffo

Si è tenuta ieri, 21 febbraio, la puntata d’esordio di Belve in prime-time (su Rai Due). Tra gli ospiti della serata anche Naike Rivelli, l’attrice e cantante, figlia di Ornella Muti. Per lei un look eccentrico, non tanto per i vestiti scelti (una tutina vedo-non vedo ma ben coperta da una lunga giacca bianca), bensì per gli accessori.

Una collana con un seno appeso e orecchini a forma di scroto: “La collana me l’ha data un’artista armena e per me rappresenta le donne dell’Est che in questo momento hanno bisogno di sostegno – ha spiegato lei -. Poi ho pensato che anche gli uomini dovessero essere sostenuti“. Quindi, parlando della mamma-diva, ha detto: “Da piccola, ovunque andassi, mi dicevano: ‘Uh che peccato, è bella come la mamma ma non ha gli occhi chiari’ e questo mi ha urtato molto. Poi mi sono innamorata di mio figlio, che ha gli occhi scuri. Mamma è come una regina, ma per me non è stato difficile farci i conti, io ci sono cresciuta. Non sono mai stata in crisi, mi sono confrontata con quello. Mai provata invidia, forse da bambina ero un po’ più morbosa. Oggi abbiamo una simbiosi di sorelle, io la amo”.

Poi ha rivelato che spesso le è capitato che qualcuno si avvicinasse a lei per conoscere, in realtà, la mamma: “Se graviti in questo ambiente, poi magari ti metti con un compagno che fa l’agente e infine scopri che l’interesse era arrivare a mia madre e non stare con me”, ha detto amareggiata. Parlando del passato, invece, si è lasciata andare ad alcune rivelazioni sulla famiglia ma anche sul drammatico periodo in cui era caduta nel tunnel della tossicodipendenza: “Quando ho scoperto che quello che credevo fosse mio papà, in realtà non lo era, mi sono detta: ‘Non so più chi sono’. Intendevo dire che a volte noi ci facciamo delle idee che poi, in realtà, sono solo nella nostra testa. Certo, non sapere chi sia mio papà è strano. Da una parte è come non sapere da dove arrivi, dall’altra invece ho capito che mia madre non vuole parlarne. Io la rispetto”, ha raccontato Naike. In seguito ha parlato della droga: “Giravo per locali e, per rimanere svegli fino alla chiusura della cassa per prendere il cachet, ho fatto uso di cocaina. Però, essendo in realtà una che fa molto uso di cannabis, la cocaina mi ha fatto molto male. Mi veniva offerta da tutte le parti, all’inizio ti dici: ‘Vabbè, che sarà mai‘ e poi invece diventa un problema. Ho dovuto fare un lavoro su me stessa impegnativo e fastidioso, infatti adesso ‘vade retro Satana!'”.

“Ora io provo a chiederle di due esperienze molto drammatiche che lei avrebbe vissuto, cioè una violenza sessuale e un tentativo di suicidio, ma lei ovviamente si senta libera di non rispondere – ha detto la conduttrice Francesca Fagnani -. Posso chiederle quanti anni aveva quando accadde ciò?”. “Violenze sessuali proprio non le ho subite, si è trattato più che altro di un agente importante che mi ha schiacciato proprio – ha replicato Rivelli -. Quello è stato anche uno dei motivi per i quali mi sono allontanata dal mondo dello spettacolo. Mi sono fidata di una persona che mi ha raccontato un sacco di bugie e mi ha violentato psicologicamente. Il suicidio? Ho avuto dei pensieri, però non c’è stato un tentativo. Forse quando l’ho detto mi riferivo a quando, da molto giovane, io mi tagliavo e lo nascondevo. Mi sono tagliata tutta un braccio perché si era suicidato il mio migliore amico e io non sentivo più niente. Facendo questo gioco del taglio, un giorno mi sono tagliata una vena, ma non volevo suicidarmi. Ero proprio stupida. Mi sono fatta male e ho rischiato di morire, mi hanno trovato che stavo molto male, ma non ho tentato il suicidio”. Infine la figlia di Ornella Muti ha raccontato di essere felice in questo momento della vita, di avere accanto a sé una persona con cui si sente appagata e di piacersi molto fisicamente: “Se dovessi darmi un voto, mi darei 10. Perché mi piaccio, non perché credo di essere perfetta“.

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