Una preghiera interreligiosa spontanea. È quella a cui hanno dato vita, all’uscita dal Palamilone di Crotone dove sono state sistemate le bare dei migranti morti nel naufragio davanti alle coste di Steccato di Cutro, il vicepresidente della Cei Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio e delegato Migrantes dei vescovi calabresi e un gruppo di cittadini di fede musulmani che vivono a Crotone e che si erano raccolti davanti all’edificio. In mezzo a fiori, palloncini, peluche appesi alla cancellata del Palamilone e davanti alla struttura in queste ore ha sostato e sta sostando tanta gente per rendere omaggio a quelle vittime innocenti scappate dai loro paesi per cercare una speranza di vita in Europa. Una processione continua di persone. Di crotonesi, calabresi, cittadini stranieri che vengono a portare fiori e pregare davanti ai cancelli del palazzetto dello sport. Tra i mazzi di fiori anche quello dell’Amministrazione comunale di Catanzaro
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