Non sono stati “sabotatori ucraini”, come sostenuto da Mosca, ma il Corpo dei volontari russi, una milizia di estrema destra di russi residenti in Ucraina, alcuni inquadrati anche nel Battaglione Azov, ad attaccare oggi il villaggio di Sushany, nella regione russa di Bryansk, prendendo in ostaggio quattro persone, di cui due bambini. È stato il gruppo stesso, secondo quanto riferisce Novaya Gazeta, a rivendicare in un video online l’operazione nella quale è stato anche ucciso due uomini e ferito un bambino. “Non siamo in guerra con i civili e non uccidiamo nessuno che sia disarmato – dice nel video un uomo che afferma di far parte del gruppo – È ora che i comuni cittadini della Russia si rendano conto che non sono schiavi. Cominciate una ribellione, combattete!”. L’Fsb russo ha intanto dichiarato che la situazione è “sotto il controllo delle forze dell’ordine”. I servizi di sicurezza di Mosca sostengono che sarebbe “stato trovato un gran numero di ordigni esplosivi di vario tipo” e sarebbe in corso “lo sminamento“.

Il Corpo dei volontari russi, riferisce ancora Novaya Gazeta, è stato fondato nell’agosto dello scorso anno dall’oligarca Denis Kapustin, conosciuto negli ambienti di estrema destra russi. Secondo i fondatori, i membri del Corpo combattono nel conflitto ucraino come parte delle forze armate di Kiev. I suoi membri, fanno notare alcuni osservatori, usano tra l’altro il simboli del cosiddetto Esercito russo di liberazione, un’organizzazione che collaborò con la Germania di Hitler durante la Seconda guerra mondiale.

Una versione ben diversa da quella fornita inizialmente dal Cremlino, secondo cui l’agguato, definito un “attentato terroristico”, era stato compiuto da “sabotatori ucraini”, mentre da Kiev avevano risposto sostenendo che le dichiarazioni di Mosca erano una “provocazione”. Ciò che è certo è che in mattinata, nella regione russa di Bryansk, un gruppo di persone ha aperto il fuoco contro un’auto uccidendo due uomini e ferendo un bambino di 10 anni, per poi prendere in ostaggio 4 persone, due adulti e due bambini, nel villaggio di Sushany.

A dare la notizia, poi circolata ampiamente sui media russi, è stato il governatore locale, Alexander Bogomaz, citato dall’agenzia Ria Novosti. Sempre nella mattinata di giovedì, riferisce il governatore, una bomba sganciata da un drone ucraino ha colpito una casa sempre a Sushany, che è andata a fuoco. Mentre la località di Starodubsky è stata colpita da un bombardamento con mortai che ha danneggiato due case.

La notizia ha impattato anche sugli impegni del presidente Vladimir Putin che, appresa la notizia, ha deciso di non recarsi come previsto nel territorio di Stavropol, come annunciato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Che ha poi aggiunto: “Putin è al Cremlino e riceve rapporti regolari dalle forze dell’ordine” sulla situazione nella regione di Bryansk. Il presidente ha poi parlato affermando che “quello che è accaduto oggi nella regione di Bryansk è un attacco terroristico, gli aggressori hanno sparato su un’auto vedendo che a bordo c’erano bambini”.

Dall’altra parte del confine, a Kiev, le notizie vengono definite delle mere “provocazioni” e ipotizza la false flag. Il consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, su Twitter ha scritto: “La storia del gruppo di sabotaggio ucraino nella Federazione Russa è una classica provocazione deliberata. La Federazione russa vuole spaventare la sua gente per giustificare l’attacco a un altro Paese e la crescente povertà dopo un anno di guerra. Il movimento partigiano nella Federazione russa sta diventando più forte e più aggressivo. Temete i vostri partigiani“.

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