“Dopo aver esaminato i dati che sono stati messi a disposizione e ricordando molto bene cosa è stato vissuto nella prima fase della pandemia, è difficile rilevare comportamenti che possano aver condizionato l’esito dei fatti. Parliamo di un periodo in cui non c’erano terapie se non quelle supportive, non c’era recettività negli ospedali, né diagnostica disponibile per una struttura come il Trivulzio, per cui non si poteva dire chi aveva il Covid e chi no e in cui ci si doveva arrangiare con quello che si aveva”, così il professore Massimo Galli, consulente insieme al virologo Fabrizio Pregliasco della difesa del Pio Albergo Trivulzio, al termine dell’udienza per l’incidente probatorio sui morti di Covid-19 nella Rsa milanese nella quale la giudice Marta Pollicino ha deciso di estendere di altri sei mesi il periodo da prendere in esame da periti e consulenti per rispondere ai quesiti.
Esprimendo il “massimo rispetto per il dolore delle persone per tutti coloro che sono morti in quel periodo, spesso lontano e senza la possibilità di essere assistiti dai propri cari”, Galli ha sottolineato di trovare “ingiusto” e “non corretto” cercare di “attribuire la causa del proprio dolore nei comportamenti di qualcuno quando in questi comportamenti non possiamo rilevare particolari elementi di negligenza o colpa”.
Anche Pregliasco si è espresso al termine dell’udienza davanti al gip: “Ritengo che sia stato fatto il possibile, alla luce di una situazione emergenziale in un contesto dove non c’era la possibilità di ricoveri ospedalieri, non c’erano test né terapia”. Per Pregliasco, di fatto, “si è cercato di tamponare la situazione anche senza la possibilità di individuare i casi e soprattutto non sapendo ciò di cui oggi abbiamo contezza: il ruolo degli asintomatici”. Ritenendo utile “un percorso giudiziario” anche per “onorare la memoria delle persone che sono mancate”, il virologo conclude: “Una caccia alle streghe non penso sia il caso di attuarla, ritengo che al Pio Albergo Trivulzio tutto il personale abbia fatto il possibile nei limiti della capacità umana”.
Giustizia & Impunità - 6 Marzo 2023
Covid, Galli: “Al Pio Albergo Trivulzio nessuna negligenza”. Pregliasco: “Non serve una caccia alle streghe, il personale fece tutto il possibile”
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“Dopo aver esaminato i dati che sono stati messi a disposizione e ricordando molto bene cosa è stato vissuto nella prima fase della pandemia, è difficile rilevare comportamenti che possano aver condizionato l’esito dei fatti. Parliamo di un periodo in cui non c’erano terapie se non quelle supportive, non c’era recettività negli ospedali, né diagnostica disponibile per una struttura come il Trivulzio, per cui non si poteva dire chi aveva il Covid e chi no e in cui ci si doveva arrangiare con quello che si aveva”, così il professore Massimo Galli, consulente insieme al virologo Fabrizio Pregliasco della difesa del Pio Albergo Trivulzio, al termine dell’udienza per l’incidente probatorio sui morti di Covid-19 nella Rsa milanese nella quale la giudice Marta Pollicino ha deciso di estendere di altri sei mesi il periodo da prendere in esame da periti e consulenti per rispondere ai quesiti.
Esprimendo il “massimo rispetto per il dolore delle persone per tutti coloro che sono morti in quel periodo, spesso lontano e senza la possibilità di essere assistiti dai propri cari”, Galli ha sottolineato di trovare “ingiusto” e “non corretto” cercare di “attribuire la causa del proprio dolore nei comportamenti di qualcuno quando in questi comportamenti non possiamo rilevare particolari elementi di negligenza o colpa”.
Anche Pregliasco si è espresso al termine dell’udienza davanti al gip: “Ritengo che sia stato fatto il possibile, alla luce di una situazione emergenziale in un contesto dove non c’era la possibilità di ricoveri ospedalieri, non c’erano test né terapia”. Per Pregliasco, di fatto, “si è cercato di tamponare la situazione anche senza la possibilità di individuare i casi e soprattutto non sapendo ciò di cui oggi abbiamo contezza: il ruolo degli asintomatici”. Ritenendo utile “un percorso giudiziario” anche per “onorare la memoria delle persone che sono mancate”, il virologo conclude: “Una caccia alle streghe non penso sia il caso di attuarla, ritengo che al Pio Albergo Trivulzio tutto il personale abbia fatto il possibile nei limiti della capacità umana”.
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Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Standing ovation dalla platea della convention Cpac a Washington al termine dell'intervento video della premier Giorgia Meloni. Un intervento nel quale la presidente del Consiglio ha richiamato valori e temi che uniscono conservatori europei e americani, a partire dalla difesa dei confini, ribadendo la solidità del legame tra Usa e Ue. "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno".
"So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta. Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente", ha affermato la premier.
La presidente Meloni ha fatto un passaggio sull'Ucraina ribadendo "la brutale aggressione" subito dal popolo ucraino e confidando nella collaborazione con gli Usa per raggiungere una "pace giusta e duratura" che, ha sottolineato, "può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Le "elite di sinistra" si sono "recentemente indignate per il discorso di JD Vance a Monaco in cui il vicepresidente ha giustamente affermato che prima di discutere di sicurezza, dobbiamo sapere cosa stiamo difendendo. Non stava parlando di tariffe o bilance commerciali su cui ognuno difenderà i propri interessi preservando la nostra amicizia". Mo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Cpac.
"Il vicepresidente Vance stava discutendo di identità, democrazia, libertà di parola. In breve, il ruolo storico e la missione dell'Europa. Molti hanno finto di essere indignati, invocando l'orgoglio europeo contro un americano che osa farci la predica. Ma lasciate che ve lo dica io, da persona orgogliosa di essere europea - ha detto ancora - Innanzitutto, se coloro che si sono indignati avessero mostrato lo stesso orgoglio quando l'Europa ha perso la sua autonomia strategica, legando la sua economia a regimi autocratici, o quando i confini europei e il nostro stile di vita sono stati minacciati dall'immigrazione illegale di massa, ora vivremmo in un'Europa più forte".
(Adnkronos) - "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno. So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta".
"Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "So che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa. Quindi sicurezza delle frontiere, sicurezza delle frontiere, sicurezza energetica, sicurezza economica, sicurezza alimentare, difesa e sicurezza nazionale per una semplice ragione. Se non sei sicuro, non sei libero". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "C'è una crescente consapevolezza. C'è una crescente consapevolezza in Europa che la sicurezza è ora la massima priorità. Non puoi difendere la tua libertà se non hai i mezzi o il coraggio per farlo. La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori". Così la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
"E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina, dove un popolo orgoglioso combatte per la propria libertà contro un'aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura. Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - In Ucraina "un popolo coraggioso combatte contro una brutale aggressione". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "I nostri avversari sperano che Trump si allontani da noi. Io lo conosco, e scommetto che dimostreremo che si sbagliano. Qualcuno può vedere l'Europa come distante, lontana. Io vi dico: non è così". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio alla convention Cpac a Washington.