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Verissimo, Syria torna in tv e rivela: “Mi ero incattivita, poi la morte di papà ha cambiato molte cose. E ora so che un giorno ci ritroveremo, io ci credo”

Syria ha quindi annunciato che sta lavorando a nuova musica e non vede l'ora di tornare ad esibirsi sul palcoscenico

di F. Q.

Per la prima volta dopo molto tempo, la cantante Syria è tornata in tv. Lo ha fatto ospite di Silvia Toffanin nel salotto di Verissimo: “Non vado spesso in televisione, anzi in verità manco da parecchio. È stato un periodo molto difficile, eravamo fermi e i momenti bui sono stati molti“, ha esordito accolta dalla conduttrice. Per poi ammettere: “Durante la pandemia mi ero incattivita, ora sono più tranquilla e meno arrabbiata, mi sto rasserenando. Ci siamo chiusi tutti, avevamo momenti di panico, attacchi di panico e non si vedeva mai aria. Quando mi capitava di andare a cantare in piazza, io prendevo aria. Cercavo di far uscire fuori energie positive”. Quindi, ha iniziato a ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera, dalla scoperta della musica da bambina fino al successo nazionale, spiegando come la sua vita sia cambiata dopo la morte di suo padre Elio Cipri, storico talent scout e discografico.

“Quando va via una persona è tangibile il significato del tempo in silenzio, nel tempo nel vuoto. Ti accorgi che le cose vanno prese di corsa, accolte di corsa perché non c’è più tempo da perdere e hai voglia di essere meno cinica. Mio papà mi ha fatto innamorare della musica. Quando ero piccola ricordo che era tutto magico, a casa venivano artisti come Mia Martini e io ero circondata di arte e questo grande amore l’ho sempre portato con me. Ora che lui non c’è più sento che è con me comunque, in ogni cosa che faccio. So che un giorno ci ritroveremo, io ci credo, so che è così”. L’uomo è stato stroncato da una rara malattia di cuore che gli era stata diagnosticata un mese e mezzo prima di morire, l’amiloidosi cardiaca: “Papà cercava sempre di dispensare leggerezza e positività e mi ha trasferito questa cosa. Ora che non c’è più, mi manca – ha detto Syria, visibilmente emozionata -. Mi chiamava tutte le mattine e ci raccontavamo cosa ci era capitato nelle 24 ore prima. Bastava magari quella telefonata al giorno per avere voglia di dirsi tante piccole cose del quotidiano, della vita personale, dei momenti di abbattimento, degli acciacchi. Lui fino all’ultimo giorno mi diceva di non preoccuparmi, perché la ruota gira sempre. Ora però stiamo cercando di andare avanti”.

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