“La decisione se fare intervenire la Guardia di Finanza o istituire un’operazione Sar spettava a loro”. Frontex torna a ribadire qual era il proprio ruolo nella notte del naufragio di Cutro e quali decisioni spettavano all’Italia. L’Agenzia europea per la sicurezza dei confini ha sostenuto di nuovo di aver “assolto al compito di segnalazione alle autorità italiane”, ha spiegato il direttore esecutivo della stessa agenzia Ue, Hans Leijtens, in audizione al Parlamento europeo, rispondendo a una domanda sulla morte degli 88 migranti all’alba del 26 febbraio a pochi metri dalle coste calabresi.

Il direttore ha evidenziato che “le immagini” condivise “in tempo reale con il Centro di coordinamento” mostravano “un’imbarcazione che in quel momento non era in pericolo ma che sollevava interrogativi” e “tutto il resto era una decisione che spettava all’Italia”. L’aereo Eagle 1 di Frontex scattò la fotografia del barcone alle 22.36 di sabato 25 e mezz’ora dopo inviò la segnalazione a 26 autorità italiane spiegando che il barcone era in buono stato di galleggiabilità, ma segnalando allo stesso tempo come non ci fossero strumenti di salvataggio e che le foto scattate con gli infrarossi avevano restituito una “significativa risposta termica”, cioè la concreta possibilità che sottocoperta fossero presenti numerosi migranti.

“Ogni vita persa è una vita persa di troppo e penso che” trovare modi per “salvare vite debba essere in cima alla lista dei pensieri”, ha sottolineato Leijtens rivolgendosi agli eurodeputati della commissione per le Libertà civili (Libe). Nel caso vi sia “un qualche segnale” di “pericolo” per “un’imbarcazione”, Frontex “lancia il may-day e fa in modo che ognuno sia informato di quello che avviene in mare”, ha riferito il direttore esecutivo, deplorando il ripetersi “su base regolare di incidenti tragici”. Il compito dell’agenzia Ue, ha aggiunto ancora Leijtens, riguarda “le operazioni congiunte” per “cooperare con i Paesi sul campo, in mare aperto, e dare un contributo tangibile a ciò che è necessario fare per salvare vite”, e “la sorveglianza aerea multifunzionale che dispieghiamo attorno a Grecia, Italia e nel sud del Mediterraneo” allo scopo di “fornire in tempo reale informazioni ai Paesi membri”.

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