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Paratici verso l’addio al Tottenham: la Fifa ha esteso all’estero le sanzioni degli ex vertici Juve

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L’inibizione inflitta dalla Corte federale d’appello agli ex vertici della Juventus ha effetto globale. Il più esposto è il direttore sportivo del Tottenham, Fabio Paratici, sostanzialmente nei guai dopo la decisione della Fifa di dare “effetto globale” alla squalifica dell’ex ds bianconero nell’ambito dell’inchiesta sportiva per le plusvalenze. Qualora la Corte di garanzia del Coni ad aprile non ribalti la sentenza, quindi, il dirigente sarà sostanzialmente ‘bannato’ fino a buona parte del 2025. Ma siccome l’effetto è immediato, è possibile che il direttore sportivo opti per un passo indietro immediato.

Con una inviata a Sky Sport News la Fifa “conferma che, a seguito di una richiesta della Federcalcio italiana (Figc), il presidente della commissione disciplinare della Fifa ha deciso di estendere le sanzioni imposte dalla Figc ai diversi funzionari calcistici affinché abbiano effetto a livello mondiale”. Al momento, l’ex calciatore poi diventato dirigente è l’unico condannato dalla Corte federale a ricoprire ancora un ruolo dirigenziale nel calcio, quindi sarebbe a subirne un effetto immediato. Per tutti gli altri inibiti – Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene – sarebbe toccati dalla vicenda solo se dovessero tornare ‘in campo’ prima del termine della sanzione decisa dai giudici.

Paratici ha subito l’inibizione per 2 anni e mezzo e in sostanza non può svolgere, stando a quanto previsto dalle norme, “attività in ambito Figc, con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società in ambito federale, indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro”. Esattamente ciò che è accaduto. Nella pratica vorrebbe dire che a Paratici sarebbe impedito di rappresentare la società in qualsiasi tipo di attività “rilevante” per “l’ordinamento sportivo” e “qualsiasi attività degli organi federali”.

Sarebbe inoltre vietato partecipare a riunioni con tesserati e agenti sportivi e, soprattutto, sarebbe vietato l’accesso a spogliatoi e “locali annessi” quando si svolge qualsiasi tipo di manifestazione o partita, anche amichevole. Chi subisce un’inibizione, purché temporanea come in questo caso, potrebbe solo svolgere “attività amministrativa” all’interno della società e rappresentare la propria società “nelle assemblee della lega di competenza relativamente a questioni di natura patrimoniale poste all’ordine del giorno della assemblea”.

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