Una proposta di legge per vietare i voli dei jet privati alimentati da combustibili fossili in Italia. A depositarla è stato il gruppo Alleanza Verdi Sinistra (AVS) che chiede di limitare, sulle tratte brevi parte dei voli privati, prevedendo una una revisione della tassazione che attualmente grava sui voli privati non di linea. Obiettivo: introdurre una sorta di carbon tax per una modalità di trasporto assai inquinante e per la quale esistono, invece, alternative meno impattanti, investendo le maggiori entrate nel trasporto pubblico sostenibile. Nel testo, depositato da undici deputati, tra cui Eleonora Evi, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, si ricordano il lavoro degli esperti del collettivo ‘Jet dei Ricchi’ e alcuni dati. Come quelli di un report dell’ong Transport & Environment (T&E), che ha stimato l’impatto sul cambiamento climatico attribuibile ai jet privati in Europa, mostrando che questi hanno in media un’impronta di carbonio 10 volte maggiore rispetto agli aerei di linea e sono 50 volte più inquinanti dei treni. Secondo il report, un volo privato di quattro ore emette quanto una persona media in un anno.

I jet privati in Europa e in Italia Eppure, secondo un recente studio commissionato da Greenpeace Europa centro-orientale (CEE) e realizzato dalla società olandese di consulenza ambientale CE Delft, i voli dei jet privati raggiungono livelli record in Europa: nel solo 2022 si sono registrati più di 572mila voli, con un aumento del 64% rispetto all’anno precedente. La conseguenza: le emissioni dei jet privati in Europa sono più che raddoppiate nel giro di un anno, arrivando a superare quelle prodotte annualmente da 550mila cittadini europei. L’Italia è il quarto Paese europeo per numero di voli di jet privati, con 55.624 voli effettuati nel 2022, in crescita del 61% rispetto al 2021.

La proposta di legge e i divieti a step L’articolo 1 del testo introduce, dal 2025, il divieto sulle tratte brevi all’interno del territorio italiano di voli privati non di linea per il trasporto passeggeri, di aero-taxi ed elitaxi, se il tragitto è assicurato anche dalla rete ferroviaria nazionale con una tratta percorribile in meno di 4 ore di viaggio e garantita da almeno sei collegamenti diretti nelle 24 ore. Si prevedono specifiche deroghe per quegli aerei che utilizzano tecnologie innovative e sostenibili per il trasporto aereo. “I capricci di un piccolo gruppo di privilegiati non hanno mai inquinato così tanto e in un momento storico in cui dobbiamo affrontare una delle sfide globali più difficili di sempre, la crisi climatica, tutto questo è inaccettabile” dice Eleonora Evi, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce nazionale di Europa Verde. Anche a questi jet si applicherebbero gli incrementi di aliquota e l’imposta, ma in una misura ridotta del 50 per cento. Dal 2030 le regole sarebbero più dure: divieti e limitazioni di sorvolo riguarderebbero tutte le tratte nazionali (e non solo quelle brevi) per quegli aerei privati che non riusciranno a garantire zero livelli di emissione di carbonio.

Come cambierebbe la tassazione L’articolo 3 del testo amplia e chiarisce quali siano i voli che sono tenuti al pagamento dell’accisa sul cherosene. Contestualmente si introduce un aumento del 30% dell’attuale accisa sul cherosene usato come carburante per la navigazione aerea privata. Si modifica anche l’attuale imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi: se ad oggi aumenta all’aumentare della lunghezza del tragitto, il testo introduce un’imposta unica più alta di quella vigente, che penalizza e disincentiva maggiormente i voli sulle tratte brevi. Si propone anche di istituire un Fondo nel quale far confluire le maggiori entrate così ottenute da utilizzare nel trasporto pubblico locale e su ferro. Esclusi da divieti e aumenti della tassazione, in aerei delle forze dell’ordine e delle forze armate, i voli umanitari e quelli che effettuano attività di soccorso e di protezione civile.

Cosa accade in Europa “In Europa c’è fermento, diverse le iniziative politiche, come proposte di legge in Francia e Irlanda, dichiarazioni di ministri in Austria e Belgio, azioni di singoli soggetti come l’Aeroporto di Amsterdam che ha deciso di vietare i jet privati dal 2025” aggiunge Eleonora Evi, spiegando che la proposta si pone l’obiettivo di applicare il principio ‘chi inquina paga’, aumentando le accise e le imposte su questi voli “ad oggi fissate a livelli ridicoli e irrilevanti”.

Greenpeace: “Primo passo importante” “Finalmente anche in Italia il dibattito sui jet privati arriva in Parlamento sotto forma di proposta di legge” commenta Federico Spadini della campagna Trasporti di Greenpeace Italia, secondo cui la misura non riguarderebbe solo la salvaguardia del clima, ma sarebbe anche “un contributo significativo in tema di giustizia sociale”. Come documentato da Greenpeace, il 55% dei voli di jet privati effettuati in Europa nel 2022 ha percorso una distanza inferiore a 750 chilometri, in molti casi percorribile con alternative più sostenibili come il treno. Le tre destinazioni più comuni sono state Nizza, Parigi e Ginevra, mentre i Paesi europei con il maggior numero di voli effettuati con jet privati sono stati rispettivamente Regno Unito, Francia e Germania. Gli oltre 55mila voli effettuati in Italia nel 2022 hanno causato l’emissione di 266.100 tonnellate di CO2, il doppio rispetto a quelle dell’anno precedente e pari alle emissioni medie prodotte da più di 50mila italiani in un anno. Si stima, inoltre, che nel 2022 circa un volo privato su dieci in Europa sia partito dall’Italia.

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