Lo scorso 4 dicembre aveva vaticinato che il mai nato partito unico con Azione sarebbe stato il più votato alle Europee di febbraio 2024. Siccome quella data – ricordate il referendum costituzionale? – non gli porta proprio bene, ora che il “Terzo polo” è sepolto da litigi e insulti, Italia Viva ha un problema molto più spiccio: riuscire a superare lo sbarramento al 4% previsto per andare a Bruxelles. In altre parole: deve trovare un alleato. E Carlo Calenda ha già chiuso la porta in faccia nello scorso week end, annunciando che è meglio ognuno vada per conto suo.

Insomma, c’è il rischio di un clamoroso flop per entrambi. Qualche intesa bisognerà trovarla. Una prima sponda è arrivata dal partito di Cateno De Luca, Sud chiama Nord, che, se esclude accordi in Parlamento, apre esplicitamente a una possibile intesa in vista del voto. Una manovra che rappresenterebbe uno slittamento verso il centrodestra, area di provenienza di De Luca. “Non siamo disponibili a strategie di palazzo, se poi si fanno discorsi diversi legati alle Europee, allora vorrà dire che i due leader si parleranno”, ha detto la senatrice di Sud chiama Nord Dafne Musolino a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora.

Quindi non esclude questa possibilità? “Non si può escludere mai niente, serve una visione dinamica”. In ottica Europee quale potrebbe esser l’accordo per fare insieme un gruppo autonomo al Senato? “Noi siamo forti in Sicilia e al sud, loro sono forti al nord. In questo senso l’obiettivo potrebbe esser unire le forze e superare la soglia di sbarramento al Parlamento europeo”. E oggi a che punto sono queste ipotesi? “Siamo in una fase di flirt, ci ‘smicciamo’ – ha spiegato la senatrice – Come quando ci si guarda ammiccanti con l’altro, ci si studia. Ognuno pensa che l’altro lo stia ‘smicciando’…”

Poco prima il suo leader era stato più soft e aveva lasciato una porta aperta più indistinta, senza escludere Calenda: “Non sono interessato a mere manovre di palazzo per la composizione di gruppi parlamentari. A me – ha detto l’ex sindaco di Messina in una nota – interessano solo ragionamenti seri in vista delle Europee. Sud chiama Nord si presenterà alle Europee del 2024, non abbiamo preclusioni e dialoghiamo con chi ha intenzioni serie e vuole fare qualcosa di importante per unire il paese da Sud a Nord”. Ma, anche su questo fronte, Azione reagisce gelida comunicando che non ci sono “mai stati contatti”. Nessuna smentita, invece, da parte di Italia Viva.

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