Un risarcimento record, pattuito per evitare un ancor più imbarazzante processo che rischiava di portare lo stesso Rupert Murdoch sul banco degli imputati. L’emittente conservatrice Fox pagherà 787,5 milioni di dollari a Dominion Voting Systems per averla diffamata. La società, che gestisce le macchine elettorali negli Stati Uniti, aveva chiesto alla tv risarcimenti per 1,6 miliardi di dollari per aver diffuso le accuse senza fondamento di Donald Trump e i suoi alleati su presunti brogli nelle elezioni del 2020. “Fox ha ammesso di aver detto bugie su Dominion che hanno causato enormi danni alla mia società”, ha spiegato l’amministratore delegato della società John Poulos, definendo il patteggiamento storico. Al centro del contenzioso le teorie della cospirazione sulle elezioni del 2020 truccate cavalcate da Fox che, in onda, ha definito più volte truccati a favore di Joe Biden i dispositivi di voto di Dominion e ha accusato i dipendenti della società di aver pagato mazzette ai funzionari elettorali. Alcuni in casa Fox hanno anche detto in diretta che Dominion aveva lavorato in passato per il leader del Venezuela Hugo Chavez. La Cnn lo definisce il più grande accordo per diffamazione della storia degli Stati Uniti che riguarda una società di media.

L’intesa è arrivata dopo che l’apertura del processo era slittata di un giorno e i 12 giurati che avrebbero dovuto decidere le sorti dell’azione legale per diffamazione erano stati scelti. In mattinata il giudice aveva dato istruzioni ai giurati e concesso loro una pausa pranzo: i lavori sarebbero dovuti iniziare ufficialmente alle 13.30 ora locale con le arringhe iniziali. Ma in aula i giurati sono tornati solo alle 16.00, quando il giudice ha annunciato che le “parti avevano risolto il caso”. Un annuncio in contemporanea con la chiusura di Wall Street, dove Fox è quotata e dove, nelle contrattazioni after hours perde l’1%. Il patteggiamento riflette l’”impegno ad alti standard di giornalismo. Siamo lieti della decisione di risolvere la disputa con Dominion in modo amichevole, così da consentire al paese di guardare avanti”, ha commentato Fox. Per il network il patteggiamento evita un processo potenzialmente imbarazzante che avrebbe potuto creare difficoltà a Rupert Murdoch e al figlio Lachlan, esponendoli a critiche per la loro supervisione della copertura giornalistica.

La credibilità di Fox è stata già danneggiata in modo consistente dal materiale istruttorio emerso nelle scorse settimane, messaggi privati ed email che mostravano come i suoi stessi dirigenti non credessero alle teorie complottiste, ma continuassero a diffonderle per ragioni di audience. Non solo il presidente di Fox Corporation Rupert Murdoch, ma anche conduttori ultraconservatori come Tucker Carlson e Sean Hannity, grandi sostenitori di Trump, sapevano che le bugie dell’ex presidente sull’elezioni erano completamente scollegate dalla realtà, ma continuavano a incentrare i loro show su questo perché, affermavano, questo era quello che volevano gli ascoltatori. Anzi, altri messaggi rivelano che i pochi giornalisti di Fox che hanno cercato di contestare gli argomenti trumpiani poi subirono provvedimenti disciplinari.

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