Accesso abusivo a sistema informatico della Procura di Perugia. La pm Manuela Comodi, che è stata anche pubblica accusa nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher, secondo quanto riporta La Verità si è difesa per questo reato nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup di Firenze. L’ipotesi dei colleghi toscani è che abbia avuto accesso ai registri della Procura alla ricerca di informazioni sull’ex marito, su alcuni amici e su Luca Palamara.

A Comodi sarebbero contestate nove ricerche effettuate tra il 12 marzo 2019 e il 14 marzo 2022 senza che vi fossero “ragioni d’ufficio”. Nel registro generale, secondo la procura di Firenze, avrebbe preso visione di informazioni anche sull’attuale compagno Umberto Rana, ex presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Perugia che oggi è giudice a Macerata che lo scorso ottobre è stato rinviato a giudizio per corruzione e falso per irregolarità nell’affidamento di incarichi in particolari procedure fallimentari in cambio di presunti benefit ricevuti dai professionisti. Alla Comodi vengono contestati accessi per prendere informazioni sui fascicoli che riguardavano un imprenditore coinvolto nella vicenda di Rana. Gli inquirenti segnalano “la ricerca elenco procedimenti” e la visualizzazione del fascicolo a carico nel maggio del 2019 e poco meno di due settimane dopo era emerso il caso dell’inchiesta per corruzione.

L’indagine sulla sarebbe stata innescata dai controlli realizzati dalla Procura di Perugia sugli accessi non autorizzati al sistema dell’ex cancelliere della Procura Raffaele Guadagno, accusato anche di rivelazione di segreto per la presunta diffusione della richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla cosiddetta Loggia Ungheria. Per gli inquirenti, guidati dal procuratore Raffaele Cantone, Guadagno avrebbe scaricato gli atti anche di altri procedimenti, per esempio quelli relativi alla vicenda Palamara e all’inchiesta Sanitopoli.

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