Un tempo la scelta del sindaco era molto sentita e partecipata. Invece oggi anche le elezioni comunali fanno i conti con una forte disaffezione da parte dell’elettorato. Nella giornata di domenica ha votato il 46,5% degli aventi diritto: 14 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti omologhe in cui dalle 7 alle 23 aveva votato il 60,2% degli elettori.

In quasi 30 anni il calo dei votanti è stato del 25%, un elettore su 4 non è più andato a votare. Basti pensare che alle elezioni comunali del giugno 1993 aveva votato il 79% degli aventi diritto mentre alle amministrative del giugno dello scorso anno ha votato il 54,72%, in pratica solo un elettore su due ha scelto il sindaco. I seggi sono aperti fino alle 15 di lunedì e subito dopo inizierà lo spoglio delle schede.

Le urne sono aperte per le elezioni amministrative in 790 comuni nel complesso, anche se in questi due primi giorni di voto i seggi sono aperti in 595 comuni delle regioni a statuto ordinario e c’è solo un capoluogo di regione, Ancona, mentre sono 12 i capoluoghi di provincia (Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso e Vicenza). Non ci sono grandi centri coinvolti ma è comunque un test politico importante per la maggioranza di governo, a 8 mesi dalle elezioni politiche, e per l’opposizione, con il Pd che si presenta alla prima grande tornata dopo l’elezione della segretaria Elly Schlein.

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