Il tempo non solo stringe ma sta per scadere: senza un aumento del tetto del debito gli Stati Uniti potrebbero fare default l’1 giugno, scatenando una “tempesta economica e finanziaria senza precedenti”. Janet Yellen ha suonato ancora una volta l’allarme su un’emergenza per la quale una soluzione appare ancora lontana, tanto che Joe Biden è stato costretto a ‘tagliare’ il viaggio in Asia e rientrare negli Usa subito dopo il G7 per cercare un accordo con i repubblicani ed evitare il default. “L’America non può andare in default. Se dovessimo farlo, sarebbe catastrofico. Sarebbe devastante per l’America e francamente per il mondo intero”, ha detto il presidente in un video su Twitter. Ci sarebbe una “recessione” e “la nostra economia crollerebbe davvero”, “ci troveremmo in una posizione in cui non saremmo più visti come leader mondiali a livello economico. E non possiamo permettere che accada”.

Ma a che punto sono le trattative? “Le posizioni sono ancora lontane ma un accordo è possibile entro il fine settimana”, ha detto lo Speaker della Camera repubblicano Kevin McCarthy al termine dell’incontro alla Casa Bianca con Biden e i leader democratici per cercare di sbloccare l’impasse. “Abbiamo molto lavoro da fare in poco tempo”. Il presidente ha nominato due persone per trattare direttamente con la squadra di McCarthy e quindi cercare di ridurre i tempi. Biden ha chiesto al suo staff di continuare gli incontri sui nodi da sciogliere: il presidente – riferisce la Casa Bianca – è ottimista sulla possibilità di un accordo “bipartisan e responsabile se le parti continueranno a negoziare in buona fede”.

Per cercare di facilitare un’intesa, un piccolo gruppo di democratici moderati ha anche assicurato a McCarthy che lo sosterrà nel caso in cui un accordo sul tetto del debito causasse una ribellione fra le fila dei conservatori e una richiesta per una sua rimozione da Speaker. Un’apertura, è la convinzione, che potrebbe spingere il leader dei repubblicani alla camera a maggiori concessioni nella consapevolezza di un suo futuro politico sicuro. Finora fredda sul tema, Wall Street inizia ora a vacillare, temendo il ripetersi del 2011 quando S&P tagliò il rating degli Stati Uniti proprio a causa delle tensioni sul tetto del debito. Mentre gli investitori cercano riparo nei titoli di Big Tech, ritenuti fra i pochi a poter navigare in un default, gli amministratori delegati delle grandi aziende si uniscono all’allarme lanciato da Yellen. In una lettera aperta mettono in guardia Biden e il Congresso sulle “potenziali disastrose conseguenze” di un default. “Non risolvere l’attuale impasse potrebbe facilmente tradursi in conseguenze ancora più negative. Anche se l’economia americana è forte, l’inflazione elevata ha creato stress sul sistema finanziario. Un default – avvertono – indebolirebbe la nostra posizione nel sistema finanziario mondiale.

Per dimostrare il suo impegno alle trattative Biden ha limitato la sua missione in Asia al solo G7 di Hiroshima, saltando così le tappe di Papua Nuova Guinea e Australia, dove avrebbe dovuto partecipare all’incontro del Dialogo quadrilaterale di sicurezza (Quad), l’alleanza strategica informale tra Australia, Giappone, India e Stati Uniti. Il premier australiano Anthony Albanese ha confermato la cancellazione dell’incontro.

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