Io non voglio commemorare la Strage di Capaci una sola volta l’anno: ogni giorno io voglio dare un senso al sacrificio di chi ha perso la vita combattendo veramente la mafia. Siamo sempre tutti d’accordo, con grandi applausi, a definire la mafia come “un cancro per la comunità civile”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato così in occasione del 31esimo anniversario della strage di Capaci, nella quale vennero uccisi in un attentato dinamitardo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Il Capo dello Stato, nel suo intervento, ha sottolineato come i due magistrati antimafia abbiano “demolito la presunzione mafiosa di un ordine parallelo svelando ciò che la mafia è nella realtà: un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità”. Ma, purtroppo, con un fiume infinito di denaro a disposizione ogni giorno, senza adeguato contrasto.

Affermare che la mafia è un cancro che si può sconfiggere in un tempo ed epoca storica in cui non esiste magistrato inquirente che non sottolinei come oggi la mafia non uccide più come prima solo perché ormai si è talmente diffusa con metastasi organiche ed efficienti all’interno dell’organizzazione dello Stato da non avere più bisogno di uccidere è esattamente analogo a quanto avviene per il cancro vero dove la comunicazione oggi purtroppo è diventata: “ci stiamo ammalando sempre di più di cancro, però ci curiamo sempre meglio (a costi sempre più insostenibili)”!

E’ la dichiarazione esplicita di una sconfitta, gravissima! Non di una vittoria!

Il cancro vero, così come la mafia, non lo si sconfigge solo con le cure, volutamente sempre più costose e volutamente con sempre meno controlli di farmacoeconomia. La guerra al cancro vero, cosi come al cancro-mafia, è sempre più costosa e lo Stato ogni giorno è sempre meno pronto e tecnologicamente arretrato non dico per vincere, ma almeno per combattere ad armi pari (vedi le dichiarazioni di Gratteri su come e quanto lo Stato è arretrato nella guerra tecnologica alle mafie).

Il cancro vero, così come il cancro-mafia, lo si può sconfiggere veramente solamente in Prevenzione Primaria, togliendogli le risorse economiche (droghe ed ecomafia) e sociali (legami con apparati dello Stato tramite le logge segrete massoniche) che lo rendono invincibile. Il bellissimo mito della battaglia di Ercole contro i Titani, invincibili fino a quando hanno i piedi ben piantati nella loro Terra, aiuta a comprendere molto di più e sembra molto più attuale di qualunque inchiesta giornalistica ben fatta su come è stata possibile una latitanza alla luce del sole di Matteo Messina Denaro per oltre 30 anni nel suo stesso paese.

“Follow the money”, hanno lasciato come insegnamento Falcone e Borsellino. Le mafie oggi ufficialmente incassano con le sole droghe più di quanto lo Stato spende per tutto il suo Esercito ogni anno: ancora 28 miliardi di euro l’anno verso non meno di 31 tra droga (16) ed ecomafia (15). E tutto cash, al contrario della spesa statale ministeriale, con libera ed immediata scelta da parte dell’affiliato su come reinvestire questo fiume infinito di denaro contante in tecnologia, armi e “welfare” locale (sostegno alle famiglie e legale agli arrestati) .

Commemorare ogni anno la strage di Capaci senza avere sottratto alle mafie ancora neanche un minimo del fiume di denaro infinito assicurato dal proibizionismo così come, nel cancro vero, senza avere sottratto neanche un minimo del fiume di denaro assicurato dai brevetti “innovativi” alle case farmaceutiche private, significa solo non volere capire, anzi, scegliere deliberatamente di aiutare tutte le mafie, sia quelle vere che quelle di Big Pharma, a restare con i propri piedi ben piantati nella fecondissima Terra del loro profitto infinito, in grado di assicurare loro – al contrario di chi gli si è opposto (magistrati e medici della Prevenzione e Farmacoeconomisti SSN) – non solo vita ma anche prosperità sostanzialmente infinita.

Ercole-Stato, così combattendo, non potrà mai vincere questi titani. E la strage di Capaci, così come tutte le stragi di mafia, resteranno sostanzialmente impunite. Per sempre. Oggi, così come per i 31 anni precedenti, secondo me si festeggia solo il cancro-mafia nella società civile così come le case farmaceutiche nel cancro vero. Sarà così per sempre? Se non cambiamo modo di combattere, temo proprio di sì, così come ha affermato Gratteri in questi giorni in Parlamento.

Così come per il cancro vero, arriveremo a definire un grande successo riuscire a convivere con la mafia senza farci troppo male, considerando guarigione la vita con tanti “pezzi” mancanti non vitali nel cancro vero, e condividendo le proprietà confiscate in sinergia o “permesso” dei malviventi. Magari accettando di perdere solo qualche “pezzo non vitale” come qualche magistrato e qualche poliziotto incorruttibile? In ogni caso sempre di meno, perché in un modo o nell’altro, con tanto infinito fiume di denaro e quindi di potere a disposizione, ci sarà sempre guerra alla mafia “senza quartiere” tra “feroci” nemici? E i Servizi Segreti resteranno disoccupati?

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