La guerra in Ucraina ha una vittima collaterale e trascurata: il nostro pianeta
La guerra in Europa orientale ha ucciso migliaia di persone, sfollandone milioni. E ha raso al suolo città, causando sofferenze incommensurabili, compresi migliaia di mutilati. Il conflitto, che non sembra destinato a concludersi a breve, ha anche un’altra vittima, spesso trascurata: il nostro pianeta. La guerra moderna ha un enorme impatto sull’ambiente, un impatto che si estende attraverso una sfaccettata e complessa varietà di effetti a breve, medio e lungo termine.
Il conflitto ha accumulato enormi costi ambientali. Il consumo stellare di carburanti fossili ha un’enorme impronta di carbonio. In qualche caso, il degrado degli ecosistemi causato dai combattimenti può rivelarsi irreversibile. E questi costi peseranno a lungo anche dopo i combattimenti, sia localmente sia globalmente. Secondo il Programma ambientale delle Nazioni Unite, il conflitto ha provocato incidenti negli impianti nucleari e in altre infrastrutture energetiche — dalle cisterne di stoccaggio di petrolio alle raffinerie, alle piattaforme di perforazione e agli impianti di gas e agli oleodotti — nelle miniere, nei siti industriali e negli impianti di trasformazione agricola [v. Figura 1].
Come conseguenza, gli episodi di inquinamento atmosferico sono stati molteplici e si è diffusa una grave contaminazione delle acque sotterranee e superficiali. A poco più di un anno dall’inizio del conflitto, le perdite dovute all’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria ammontano complessivamente a circa 52 miliardi di dollari. E sono destinate a salire vertiginosamente.
I costi ambientali, tuttavia, vanno oltre la diretta distruzione della natura a scala regionale, come più di due milioni di ettari di foresta che sono stati finora distrutti, l’esaurimento di molti ecosistemi, il pericolo di scomparsa di rare specie endemiche. Ci sono anche costi globali, come le emissioni extra dovute al conflitto, circa 33 milioni di tonnellate di CO2, assieme a 23 milioni di tonnellate di CO2 prodotti finora dagli incendi bellici. Inoltre, l’Ucraina prevede che la ricostruzione delle infrastrutture e degli edifici distrutti o danneggiati potrebbe costare altri 49 milioni di tonnellate di emissioni. Anche senza i potenziali costi di ricostruzione, queste emissioni equivalgono all’impronta di carbonio di un intero paese come la Grecia o la Bielorussia.
La guerra è sporca anche perché molte macchine e attrezzature utilizzate in battaglia sono molto “sporche”. Per esempio, il serbatoio di un carro armato moderno come il Leopard 2 ha una capacità di 1.200 litri, che bastano a coprire circa 200 chilometri sul terreno, poco più di 300 su strade asfaltate. Un consumo mostruoso, tra poco più di 3 a 5 litri di carburante per ogni chilometro percorso, equivalente a quello di 100 automobili.
Se alcuni economisti affermano che l’impatto sui prezzi energetici accelererà la transizione energetica dai fossili alle rinnovabili, finora la guerra ucraina è uno dei maggiori inquinatori del pianeta. Compressa dalle esigenze e dalle conseguenze più immediate della guerra, la salvaguardia della natura e le più elementari norme di sicurezza ambientale sono passate in secondo piano. Per esempio, le truppe russe hanno scavato profonde trincee nel santuario protetto di Chernobyl, un’area silente dal disastro nucleare del 1986. E, così facendo, potrebbero aver dissotterrato materiale radioattivo pericoloso, con rischi di contaminazione nucleare personale e non solo.
La guerra ha allentato se non annichilito le norme di salvaguardia e sicurezza ambientale anche con l’impellente aumento della produzione bellica da parte di entrambe le parti in conflitto. E può anche ridurre l’impegno economico dei paesi occidentali co-belligeranti, europei e americani, nell’aiutare i paesi poveri a svilupparsi in un contesto sostenibile. Per esempio, l’amministrazione Biden aveva promesso oltre 11 miliardi di dollari all’anno ai paesi in via di sviluppo entro il 2024, ancorati a questa finalità. Nonostante i limiti tuttora laschi del debito pubblico statunitense, la necessità di indebitarsi per sostenere la guerra può allentare l’impegno nel contrastare i cambiamenti climatici.
Ora che la pura e semplice catastrofe ambientale diventa più evidente, diventa più chiara e importante la necessità di affrontarla. Quando il conflitto finirà, gli sforzi immediati per la ricostruzione non si concentreranno sull’ambiente ma sull’edilizia abitativa, sulla costruzione di infrastrutture e sul ripristino dei servizi. È comprensibile. Ma la bonifica e la ricostruzione ambientale saranno essenziali per migliorare la salute delle persone toccate dalla guerra, per tornare alla vita normale, per evitare ulteriori danni al pianeta.
Senza tenere conto della guerra ucraina, le morti indirette causate dalle guerre post 11 settembre sono state stimate tra 3,6 e 3,7 milioni [Savell, S. (2023) How death outlives war, Providence: Watson Institute at Brown University]. A questo impressionante tributo vanno aggiunti i problemi di salute provocati a milioni di persone dalla distruzione delle economie, dei servizi pubblici e dell’ambiente. Le morti indirette crescono nel tempo con una persistenza molto elevata. Sebbene nel 2021 gli Stati Uniti si siano ritirati dall’Afghanistan, ponendo ufficialmente fine a una guerra iniziata con l’invasione di 20 anni prima, oggi gli afgani soffrono e muoiono per cause legate alla guerra a tassi più alti che mai. E possiamo attenderci che la guerra ucraina, anche dopo l’auspicabile conclusione, possa seguire una traiettoria non molto diversa.
Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico
La Redazione
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Oggi il governo ha stanziato 3 miliardi di euro per fronteggiare il caro bollette". Così la premier Giorgia Meloni, illustrando in un videomessaggio i contenuti del decreto approvato oggi dal Cdm.
"Parliamo di circa 1 miliardo 600 milioni di euro per le famiglie e di 1 miliardo 400 milioni per le imprese. Con questo intervento, le famiglie con un reddito Isee fino a 25mila euro, quindi la stragrande maggioranza, potranno contare nel prossimo trimestre su un sostegno di circa 200 euro se ne faranno richiesta", ha aggiunto la presidente del Consiglio.
"È un contributo - ha sottolineato Meloni - che salirà a ad oltre 500 euro per chi ha già i requisiti per il bonus sociale, quindi i nuclei con un Isee fino a 9.530 euro. Inoltre abbiamo prorogato di due anni l'obbligo per i vulnerabili di passare al mercato libero".
Le misure contenute nel decreto legge bollette sono "ripartite tra 1,6 miliardi per le famiglie e 1,4 miliardi sul sistema imprese'', ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, il quale - confermando il bonus da 200 euro a famiglia, ha spiegato che il provvedimento ''si compone di due parti, una contingente, sulla situazione di eccezionale tensione dei prezzi dell'energia e quindi sulle bollette, e una di interventi strutturali, più di sistema''.
Con il decreto bollette "andiamo incontro anche alle imprese, in particolare tagliamo gli oneri di sistema per le piccole e medie imprese, assicuriamo così una riduzione delle prossime bollette che si aggira intorno al 20%", ha sottolineato Meloni.
Con il dl varato dal governo, "avremo finalmente delle bollette chiare grazie all'obbligo di trasparenza che imponiamo ai gestori. Oltre a un certo prezzo dell'energia, lo Stato ha deciso che rinuncerà all'Iva e destinerà l'eccesso di Iva alla riduzione delle bollette. Abbiamo inoltre costruito un meccanismo che ci consentirà di utilizzare in base all'andamento futuro dei prezzi dell'energia anche ulteriori 3 miliardi 500 milioni di euro del Fondo Sociale per il Clima", ha spiegato ancora la premier.
Il decreto legge bollette prevede ''la definizione delle condizioni tipo, ovvero contratti tipo del mercato libero, che oggi vede un fiorire di offerte, le più diverse e incomprensibili onestamente per quanto riguarda il consumatore'', afferma ancora Giorgetti. Una misura che viene messa in campo ''nella consapevolezza che la perfetta concorrenza c'è quando il consumatore è a conoscenza di tutti gli elementi per decidere''. Il ministro pensa che la ''definizione di un contratto tipo su cui far maturare il miglior prezzo possibile, potrebbe favorire il maturare di un prezzo che effettivamente risponde ai criteri della libera concorrenza''.
Nel decreto legge bollette ''ci sono misure importanti come il rinvio di 2 anni del passaggio al mercato libero dei clienti vulnerabili e micro imprese vulnerabili'', ha detto ancora il ministro dell'Economia. Nel provvedimento c'è inoltre ''un meccanismo, che riprende quello esistente per i carburanti''. In caso di aumento del gettito iva, relativamente al prezzo della componente gas elettricità superiore al 20% rispetto a quello previsto nel documento di programmazione economica, questo "affluirà in un fondo destinato ai vulnerabili''.
Roma, 28 feb (Adnkronos) - "Oggi Giorgia Meloni, per sfuggire alle domande sulle sue bugie, invece di partecipare a una conferenza stampa – come avviene in qualsiasi paese democratico, dove il capo di governo risponde ai giornalisti – ha inviato un video, proprio come si fa in Corea del Nord. Mentre Pichetto Fratin e Giorgetti illustravano i decreti in conferenza stampa, arrivava il video di Meloni che si trovava a Palazzo Chigi. Allucinante". Lo dice Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Nel suo intervento ha affermato, mentendo, che il nucleare garantirà energia a basso costo. Falso! Oggi il nucleare costa 170 €/MWh, molto più di quanto paghiamo attualmente per l’energia elettrica e molto più delle rinnovabili. Ha poi sostenuto che, con il decreto bollette, il prezzo dell’energia per le famiglie diminuirà. Falso! A pagare saranno i cittadini, non le società energetiche che hanno realizzato profitti per decine di miliardi. Inoltre, il governo si affida alla speranza che nei prossimi mesi l’energia cali. Meloni si affida alla speranza. Ecco da chi è governata l’Italia: da una mentitrice seriale”, conclude.
Roma, 28 feb (Adnkronos) - "Tre miliardi di euro messi con tre mesi di ritardo. Speriamo che siano sufficienti. Nel frattempo la Meloni scappa anche dalle conferenze stampa, non solo dal Parlamento. Ormai parla solo attraverso video registrati, è diventata allergica alle domande. Doveva essere una lady di ferro, è sempre più “l’omino di burro” di Pinocchio". Lo scrive Matteo Renzi sui social.
Roma, 28 feb. -(Adnkronos) - "Oggi sono state presentate attività e obiettivi, il governo non può che essere accanto. Per esempio, nella parte dei fondi Pnrr per quanto riguarda i porti verdi” la comunità portuale ha “presentato 6 progetti e hanno già ottenuto oltre 8 milioni di euro”. È quanto affermato dal vice ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, all’evento ‘Sblocchiamo il futuro’ organizzato da L’AdSP veneta e la Venezia Port Community.
L’obiettivo primario dell’incontro è stato approfondire e condividere i progetti e gli investimenti che mirano a rafforzare le prospettive di sviluppo sostenibile per gli scali lagunari, ragionando anche sulle modalità più efficaci, sostenibili e tempestive per superare gli ostacoli all’orizzonte per la portualità, una grande risorsa per il Veneto, per il Nord Est e per l’Italia.
“Anche per tutta la parte di autorizzazioni ambientali - riprende il vice ministro - stiamo facendo un grosso lavoro al ministero per quanto riguarda lo snellimento per ottenere le autorizzazioni e anche una serie di decreti che possono essere utili per quanto riguarda la parte dei dragaggi”, le sue parole.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Il provvedimento sulle bollette è debole e non strutturale. Il problema rimane quello delle rinnovabili iperincentivate che vendono anche quando il loro apporto è inutile, al prezzo del gas". Così Carlo Calenda sui social.
"Una follia in particolare su idroelettrico che arricchisce le imprese del settore a spese dei cittadini. Avevamo fatto una proposta chiara ma il governo non ha avuto il coraggio di attuarla. Molto positivo invece il primo passo fatto per il ritorno al nucleare, una battaglia che Azione ha condotto con forza dalla sua nascita".
Palermo, 28 feb. (Adnkronos) - "La politica di Trump di dazi mi preoccupa. Non mi sono mai pronunciato sino adesso, ma è chiaro che parlo anche da ex presidente del Senato. Sulla politica internazionale non mi compete esprimermi, potrei dire tanto ma mi taccio. Per quanto riguarda, invece, quella economica siamo preoccupati come credo lo siano tutti coloro che hanno a cuore l'andamento dell'economia italiana". Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti.
"Le politiche protezionistiche non hanno mai risolto le tematiche economiche di un Paese, anche perché determinano controreazioni, dazi contro dazi - ha aggiunto -. Ho letto oggi sulla stampa che le quotazioni delle azioni di Trump e anche di Musk crollano e questa è una prima conseguenza. Mi auguro e sono certo che la reazione dell'Europa sarà univoca, ferma e dimostri una volta tanto di essere un'Europa anche dei popoli, non soltanto della moneta".
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - La segretaria del Pd, Elly Schlein, risponderà domani a Repubblica sulla proposta, lanciata sul quotidiano da Michele Serra, per 'Una piazza per l'Europa'. Si apprende da fonti del Nazareno, interpellate sull'iniziativa.
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Renzo Rosso
Idraulico insigne
Ambiente & Veleni - 13 Giugno 2023
La guerra in Ucraina ha una vittima collaterale e trascurata: il nostro pianeta
La guerra in Europa orientale ha ucciso migliaia di persone, sfollandone milioni. E ha raso al suolo città, causando sofferenze incommensurabili, compresi migliaia di mutilati. Il conflitto, che non sembra destinato a concludersi a breve, ha anche un’altra vittima, spesso trascurata: il nostro pianeta. La guerra moderna ha un enorme impatto sull’ambiente, un impatto che si estende attraverso una sfaccettata e complessa varietà di effetti a breve, medio e lungo termine.
Il conflitto ha accumulato enormi costi ambientali. Il consumo stellare di carburanti fossili ha un’enorme impronta di carbonio. In qualche caso, il degrado degli ecosistemi causato dai combattimenti può rivelarsi irreversibile. E questi costi peseranno a lungo anche dopo i combattimenti, sia localmente sia globalmente. Secondo il Programma ambientale delle Nazioni Unite, il conflitto ha provocato incidenti negli impianti nucleari e in altre infrastrutture energetiche — dalle cisterne di stoccaggio di petrolio alle raffinerie, alle piattaforme di perforazione e agli impianti di gas e agli oleodotti — nelle miniere, nei siti industriali e negli impianti di trasformazione agricola [v. Figura 1].
Come conseguenza, gli episodi di inquinamento atmosferico sono stati molteplici e si è diffusa una grave contaminazione delle acque sotterranee e superficiali. A poco più di un anno dall’inizio del conflitto, le perdite dovute all’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria ammontano complessivamente a circa 52 miliardi di dollari. E sono destinate a salire vertiginosamente.
I costi ambientali, tuttavia, vanno oltre la diretta distruzione della natura a scala regionale, come più di due milioni di ettari di foresta che sono stati finora distrutti, l’esaurimento di molti ecosistemi, il pericolo di scomparsa di rare specie endemiche. Ci sono anche costi globali, come le emissioni extra dovute al conflitto, circa 33 milioni di tonnellate di CO2, assieme a 23 milioni di tonnellate di CO2 prodotti finora dagli incendi bellici. Inoltre, l’Ucraina prevede che la ricostruzione delle infrastrutture e degli edifici distrutti o danneggiati potrebbe costare altri 49 milioni di tonnellate di emissioni. Anche senza i potenziali costi di ricostruzione, queste emissioni equivalgono all’impronta di carbonio di un intero paese come la Grecia o la Bielorussia.
La guerra è sporca anche perché molte macchine e attrezzature utilizzate in battaglia sono molto “sporche”. Per esempio, il serbatoio di un carro armato moderno come il Leopard 2 ha una capacità di 1.200 litri, che bastano a coprire circa 200 chilometri sul terreno, poco più di 300 su strade asfaltate. Un consumo mostruoso, tra poco più di 3 a 5 litri di carburante per ogni chilometro percorso, equivalente a quello di 100 automobili.
Se alcuni economisti affermano che l’impatto sui prezzi energetici accelererà la transizione energetica dai fossili alle rinnovabili, finora la guerra ucraina è uno dei maggiori inquinatori del pianeta. Compressa dalle esigenze e dalle conseguenze più immediate della guerra, la salvaguardia della natura e le più elementari norme di sicurezza ambientale sono passate in secondo piano. Per esempio, le truppe russe hanno scavato profonde trincee nel santuario protetto di Chernobyl, un’area silente dal disastro nucleare del 1986. E, così facendo, potrebbero aver dissotterrato materiale radioattivo pericoloso, con rischi di contaminazione nucleare personale e non solo.
La guerra ha allentato se non annichilito le norme di salvaguardia e sicurezza ambientale anche con l’impellente aumento della produzione bellica da parte di entrambe le parti in conflitto. E può anche ridurre l’impegno economico dei paesi occidentali co-belligeranti, europei e americani, nell’aiutare i paesi poveri a svilupparsi in un contesto sostenibile. Per esempio, l’amministrazione Biden aveva promesso oltre 11 miliardi di dollari all’anno ai paesi in via di sviluppo entro il 2024, ancorati a questa finalità. Nonostante i limiti tuttora laschi del debito pubblico statunitense, la necessità di indebitarsi per sostenere la guerra può allentare l’impegno nel contrastare i cambiamenti climatici.
Ora che la pura e semplice catastrofe ambientale diventa più evidente, diventa più chiara e importante la necessità di affrontarla. Quando il conflitto finirà, gli sforzi immediati per la ricostruzione non si concentreranno sull’ambiente ma sull’edilizia abitativa, sulla costruzione di infrastrutture e sul ripristino dei servizi. È comprensibile. Ma la bonifica e la ricostruzione ambientale saranno essenziali per migliorare la salute delle persone toccate dalla guerra, per tornare alla vita normale, per evitare ulteriori danni al pianeta.
Senza tenere conto della guerra ucraina, le morti indirette causate dalle guerre post 11 settembre sono state stimate tra 3,6 e 3,7 milioni [Savell, S. (2023) How death outlives war, Providence: Watson Institute at Brown University]. A questo impressionante tributo vanno aggiunti i problemi di salute provocati a milioni di persone dalla distruzione delle economie, dei servizi pubblici e dell’ambiente. Le morti indirette crescono nel tempo con una persistenza molto elevata. Sebbene nel 2021 gli Stati Uniti si siano ritirati dall’Afghanistan, ponendo ufficialmente fine a una guerra iniziata con l’invasione di 20 anni prima, oggi gli afgani soffrono e muoiono per cause legate alla guerra a tassi più alti che mai. E possiamo attenderci che la guerra ucraina, anche dopo l’auspicabile conclusione, possa seguire una traiettoria non molto diversa.
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Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
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Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Oggi il governo ha stanziato 3 miliardi di euro per fronteggiare il caro bollette". Così la premier Giorgia Meloni, illustrando in un videomessaggio i contenuti del decreto approvato oggi dal Cdm.
"Parliamo di circa 1 miliardo 600 milioni di euro per le famiglie e di 1 miliardo 400 milioni per le imprese. Con questo intervento, le famiglie con un reddito Isee fino a 25mila euro, quindi la stragrande maggioranza, potranno contare nel prossimo trimestre su un sostegno di circa 200 euro se ne faranno richiesta", ha aggiunto la presidente del Consiglio.
"È un contributo - ha sottolineato Meloni - che salirà a ad oltre 500 euro per chi ha già i requisiti per il bonus sociale, quindi i nuclei con un Isee fino a 9.530 euro. Inoltre abbiamo prorogato di due anni l'obbligo per i vulnerabili di passare al mercato libero".
Le misure contenute nel decreto legge bollette sono "ripartite tra 1,6 miliardi per le famiglie e 1,4 miliardi sul sistema imprese'', ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, il quale - confermando il bonus da 200 euro a famiglia, ha spiegato che il provvedimento ''si compone di due parti, una contingente, sulla situazione di eccezionale tensione dei prezzi dell'energia e quindi sulle bollette, e una di interventi strutturali, più di sistema''.
Con il decreto bollette "andiamo incontro anche alle imprese, in particolare tagliamo gli oneri di sistema per le piccole e medie imprese, assicuriamo così una riduzione delle prossime bollette che si aggira intorno al 20%", ha sottolineato Meloni.
Con il dl varato dal governo, "avremo finalmente delle bollette chiare grazie all'obbligo di trasparenza che imponiamo ai gestori. Oltre a un certo prezzo dell'energia, lo Stato ha deciso che rinuncerà all'Iva e destinerà l'eccesso di Iva alla riduzione delle bollette. Abbiamo inoltre costruito un meccanismo che ci consentirà di utilizzare in base all'andamento futuro dei prezzi dell'energia anche ulteriori 3 miliardi 500 milioni di euro del Fondo Sociale per il Clima", ha spiegato ancora la premier.
Il decreto legge bollette prevede ''la definizione delle condizioni tipo, ovvero contratti tipo del mercato libero, che oggi vede un fiorire di offerte, le più diverse e incomprensibili onestamente per quanto riguarda il consumatore'', afferma ancora Giorgetti. Una misura che viene messa in campo ''nella consapevolezza che la perfetta concorrenza c'è quando il consumatore è a conoscenza di tutti gli elementi per decidere''. Il ministro pensa che la ''definizione di un contratto tipo su cui far maturare il miglior prezzo possibile, potrebbe favorire il maturare di un prezzo che effettivamente risponde ai criteri della libera concorrenza''.
Nel decreto legge bollette ''ci sono misure importanti come il rinvio di 2 anni del passaggio al mercato libero dei clienti vulnerabili e micro imprese vulnerabili'', ha detto ancora il ministro dell'Economia. Nel provvedimento c'è inoltre ''un meccanismo, che riprende quello esistente per i carburanti''. In caso di aumento del gettito iva, relativamente al prezzo della componente gas elettricità superiore al 20% rispetto a quello previsto nel documento di programmazione economica, questo "affluirà in un fondo destinato ai vulnerabili''.
Roma, 28 feb (Adnkronos) - "Oggi Giorgia Meloni, per sfuggire alle domande sulle sue bugie, invece di partecipare a una conferenza stampa – come avviene in qualsiasi paese democratico, dove il capo di governo risponde ai giornalisti – ha inviato un video, proprio come si fa in Corea del Nord. Mentre Pichetto Fratin e Giorgetti illustravano i decreti in conferenza stampa, arrivava il video di Meloni che si trovava a Palazzo Chigi. Allucinante". Lo dice Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Nel suo intervento ha affermato, mentendo, che il nucleare garantirà energia a basso costo. Falso! Oggi il nucleare costa 170 €/MWh, molto più di quanto paghiamo attualmente per l’energia elettrica e molto più delle rinnovabili. Ha poi sostenuto che, con il decreto bollette, il prezzo dell’energia per le famiglie diminuirà. Falso! A pagare saranno i cittadini, non le società energetiche che hanno realizzato profitti per decine di miliardi. Inoltre, il governo si affida alla speranza che nei prossimi mesi l’energia cali. Meloni si affida alla speranza. Ecco da chi è governata l’Italia: da una mentitrice seriale”, conclude.
Roma, 28 feb (Adnkronos) - "Tre miliardi di euro messi con tre mesi di ritardo. Speriamo che siano sufficienti. Nel frattempo la Meloni scappa anche dalle conferenze stampa, non solo dal Parlamento. Ormai parla solo attraverso video registrati, è diventata allergica alle domande. Doveva essere una lady di ferro, è sempre più “l’omino di burro” di Pinocchio". Lo scrive Matteo Renzi sui social.
Roma, 28 feb. -(Adnkronos) - "Oggi sono state presentate attività e obiettivi, il governo non può che essere accanto. Per esempio, nella parte dei fondi Pnrr per quanto riguarda i porti verdi” la comunità portuale ha “presentato 6 progetti e hanno già ottenuto oltre 8 milioni di euro”. È quanto affermato dal vice ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, all’evento ‘Sblocchiamo il futuro’ organizzato da L’AdSP veneta e la Venezia Port Community.
L’obiettivo primario dell’incontro è stato approfondire e condividere i progetti e gli investimenti che mirano a rafforzare le prospettive di sviluppo sostenibile per gli scali lagunari, ragionando anche sulle modalità più efficaci, sostenibili e tempestive per superare gli ostacoli all’orizzonte per la portualità, una grande risorsa per il Veneto, per il Nord Est e per l’Italia.
“Anche per tutta la parte di autorizzazioni ambientali - riprende il vice ministro - stiamo facendo un grosso lavoro al ministero per quanto riguarda lo snellimento per ottenere le autorizzazioni e anche una serie di decreti che possono essere utili per quanto riguarda la parte dei dragaggi”, le sue parole.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Il provvedimento sulle bollette è debole e non strutturale. Il problema rimane quello delle rinnovabili iperincentivate che vendono anche quando il loro apporto è inutile, al prezzo del gas". Così Carlo Calenda sui social.
"Una follia in particolare su idroelettrico che arricchisce le imprese del settore a spese dei cittadini. Avevamo fatto una proposta chiara ma il governo non ha avuto il coraggio di attuarla. Molto positivo invece il primo passo fatto per il ritorno al nucleare, una battaglia che Azione ha condotto con forza dalla sua nascita".
Palermo, 28 feb. (Adnkronos) - "La politica di Trump di dazi mi preoccupa. Non mi sono mai pronunciato sino adesso, ma è chiaro che parlo anche da ex presidente del Senato. Sulla politica internazionale non mi compete esprimermi, potrei dire tanto ma mi taccio. Per quanto riguarda, invece, quella economica siamo preoccupati come credo lo siano tutti coloro che hanno a cuore l'andamento dell'economia italiana". Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti.
"Le politiche protezionistiche non hanno mai risolto le tematiche economiche di un Paese, anche perché determinano controreazioni, dazi contro dazi - ha aggiunto -. Ho letto oggi sulla stampa che le quotazioni delle azioni di Trump e anche di Musk crollano e questa è una prima conseguenza. Mi auguro e sono certo che la reazione dell'Europa sarà univoca, ferma e dimostri una volta tanto di essere un'Europa anche dei popoli, non soltanto della moneta".
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - La segretaria del Pd, Elly Schlein, risponderà domani a Repubblica sulla proposta, lanciata sul quotidiano da Michele Serra, per 'Una piazza per l'Europa'. Si apprende da fonti del Nazareno, interpellate sull'iniziativa.