F1 & MotoGp

Motogp, in Germania secondo trionfo di Martin. Bagnaia battuto in volata, terzo Zarco. Forfait di Marquez, buio Aprilia e Yamaha

Dopo la Sprint race, Jorge Martin trionfa anche nella gara della domenica e si prende il weekend del Sachsenring, portandosi saldamente secondo nella classifica mondiale. Lo spagnolo – che quest’anno sembra aver trovato costanza nei rendimenti dopo un avvio in sordina – vince al termine di uno straordinario duello con Pecco Bagnaia che infiamma gli ultimi otto giri. Il campione del mondo in carica arriva secondo a 64 millesimi, una manciata di centimetri, dopo aver tentato in ogni modo il sorpasso: alla fine Bagnaia, ostacolato nelle curve lente, arriva letteralmente a tamponare lo spagnolo a un giro dalla fine. Dietro di loro, in quello che appare sempre di più come un campionato monomarca Ducati, la seconda Pramac di Zarco che precede le due VR46 di Marco Bezzecchi (terzo nel campionato) e Luca Marini.

Al sesto posto Jack Miller: l’australiano merita menzione non tanto per la gara, iniziata bene e via via sempre più sbiadita, ma perché la sua Ktm è l’unica a spezzare il dominio Ducati. A seguire, infatti, c’è un monocolore di Borgo Panigale che vede Alex Marquez, Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio. Decimo Miguel Oliveira, primo delle Aprilia in una giornata terribile per i colori della seconda casa italiana: Maverick Vinales collezione il secondo ritiro in due giorni e un incolore Aleix Espargaro precipita dalla ottava posizione del primo giro alla sedicesima all’arrivo. Sul fronte Yamaha, talmente in crisi nera da non fare più notizia, da segnalare solo l’ordine di arrivo dei compagni di squadra con Morbidelli, dodicesimo, che prevale su Quartararo.

Discorso a parte merita la Honda che porta sulla griglia un solo pilota ufficiale, il giapponese Nakagami (non pervenuto per 30 giri), dopo il forfait di Marc Marquez. L’otto volte campione del mondo, reduce dalla quinta disastrosa, dolorosa e ingloriosa caduta del weekend, sceglie di non prendere parte alla gara dopo l’ennesimo highside del mattino che lo ha sbattuto a terra come un manichino. Nella scelta c’entra la microfrattura riportata a un dito, ma soprattutto la percezione di pericolo e frustrazione in sella a una moto che, quando portata al limite, si è mostrata in grado di fare molto male ai suoi piloti. Mir e Rins ne sono la prova. Marquez infine se ne è accorto e ne ha tratto le conseguenze. Resta da vedere se sarà in grado di accettarle.

LA CLASSIFICA DEL MONDIALE