In centinaia tra studenti e famiglie appartenenti a movimenti per il diritto abitativo hanno occupato all’alba l’ex istituto professionale Sibilla Aleramo al numero 967 di via Tiburtina, periferia nord est di Roma. Sul tetto e all’ingresso dello stabile sono state montate alcune tende, simbolo della protesta contro il caro-affitti portata avanti dagli studenti universitari di tutta Italia nelle scorse settimane.

L’occupazione dell’ex edificio pubblico, in stato di abbandono ormai da anni, è durata circa dieci ore prima dello sgombero ad opera di Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco. A quel punto i manifestanti si sono riversati in strada, dove si è tenuta un’assemblea. “C’è bisogno di case popolari, c’è bisogno di studentati” dice alla stampa Luca Fagiano, uno dei leader del Coordinamento cittadino di lotta per la casa. “Mentre provavamo a interloquire – con l’assessore al Patrimonio e alle politiche abitative Tobia Zevi – è arrivato un suo comunicato tombale che sembrava dire è un problema di ordine pubblico“.

Il comunicato di Zevi esprime comprensione verso le istanze espresse, ma afferma: “La nostra disponibilità a un percorso condiviso non ammette nuove occupazioni di immobili, siano essi pubblici o privati, che rischiano solamente di interrompere il dialogo fruttuoso che ha portato all’approvazione in giunta del Piano strategico per il diritto all’abitare 2023-2026″.

Alla condanna dell’assessore risponde Margherita Grazioli, dei Blocchi precari metropolitani: “Le occupazioni, vecchie o nuove, e il Piano casa, che movimenti e sindacati hanno contribuito a scrivere, nascono dalla stessa esigenza: rispondere all’emergenza abitativa che attanaglia la capitale. Una città dove centinaia di immobili pubblici e privati sono lasciati all’incuria e all’abbandono e, secondo i dati del Sunia Cgil, 250mila appartamenti non sono abitati, cioè il 14% del totale. Intanto migliaia di persone vivono una strutturale precarietà abitativa“.

Le istituzioni erano state invitate a partecipare al confronto in assemblea, ma, spiega Luca Fagiano: “Comune e Regione sono stati completamente assenti. È stato un confronto tra il movimento e la polizia e se nessuno è stato portato via non è per merito della politica”.

Le proteste di oggi hanno comunque portato ad un tavolo con il prefetto di Roma Lamberto Giannini, previsto per il prossimo 26 giugno. Prefetto che Cristina Michetelli, consigliera Pd e delegata al patrimonio della Città metropolitana ha ringraziato per l’efficace intervento di sgombero. “La stagione delle occupazioni nella Capitale è finita“, ha dichiarato.

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