“Per l’Italia è arrivato il momento di cambiare radicalmente le politiche migratorie, specie sui salvataggi in mare, e di promuovere concretamente i diritti delle donne”. Lo chiede la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatovic, a termine della sua visita in Italia. Una dura presa di posizione che scatenala reazione del governo, con il ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto che parla di “incredulità e rabbia”: “non accettiamo lezioni – aggiunge – da chi, seduto comodamente sul divano, si permette di guardare e giudicare il nostro Paese che in questi anni, spesso da solo, si è fatto carico con sacrificio ed abnegazione del salvataggio e dell’accoglienza di migliaia di migranti e continua a farlo ogni giorno, nel rispetto del diritto internazionale e della dignità di chi arriva nel nostro paese”.

“L’Italia non sta facendo quanto dovrebbe sul fronte delle operazioni di salvataggio di quanti attraversano il Mediterraneo”, evidenzia però Mijatovic. E come se non bastasse con le nuove leggi e misure, come per esempio l’indicazione su dove sbarcare i migranti, sta rendendo la vita più complicata anche alle Ong che conducono quest’attività. Un altro punto critico, secondo la commissaria, riguarda la cosiddetta esternalizzazione della gestione dei flussi migratori a Paesi non democratici. “L’accordo con la Libia ha avuto inizio molto tempo fa, ma abbiamo visto un miglioramento? No. Abbiamo visto la guardia costiera libica fare dei progressi su come tratta i migranti? No, le persone sono ancora detenute, torturate, e muoiono”, sottolinea Mijatovic. A suo giudizio “questo lavoro dato ad altri”, non solo dall’Italia ma dall’Europa, “dicendo che è per fermare i trafficanti, anche se non si tratta solo di questo”, non risolve i problemi ma “porta ad ulteriori sofferenze”.

Ma la commissaria sostiene anche che l’Italia, come altri Paesi, è lasciata sola nell’affrontare i flussi migratori. “Il modo in cui certi Paesi vengono lasciati soli e il modo in cui sono trattati i migranti che non provengono dall’Ucraina è molto problematico”, dice Mijatovic. “La solidarietà tra Stati su questo fronte manca, e manca anche un accordo sulle tratte legali e sicure, i corridoi umanitari, le operazioni di ricerca e salvataggio“. A fare da contraltare a questa situazione ci sono però gli abitanti e il sindaco di Lampedusa. “La loro umanità straordinaria deve essere un esempio per tutti noi”, osserva Mijatovic. Nonostante tutte le difficoltà, gli ostacoli, il fatto di sentirsi abbandonati “dal mondo, dall’Italia, dai diversi governi”, dice la commissaria, queste persone continuano ad accogliere chi arriva sull’isola.

Mijatovic durante la sua visita ha posto l’attenzione anche sulla condizione delle donne, chiedendo dei cambiamenti. “In Italia esiste un vero scarto tra quanto scritto nelle leggi e la realtà sul terreno” per quanto riguarda la vita quotidiana delle donne, osserva la commissaria. Una delle questioni che la preoccupano maggiormente è la disparità dei servizi offerti tra una regione e un’altra, per esempio sul fronte dei centri che accolgono chi è vittima di violenza, o dell’accesso all’interruzione di gravidanza. “Non posso accettare che su queste questioni il governo mi risponda che la responsabilità è delle regioni”, dice Mijatovic.

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