di Leonardo Botta

Dopo che la magistratura ha archiviato il procedimento nei confronti di Giuseppe Conte e Roberto Speranza nell’indagine per la gestione della prima fase Covid, mi sembrava lecito che il Parlamento pensasse di istituire una Commissione d’inchiesta su eventuali responsabilità politico-governative emerse in quei terribili giorni, anche nel rispetto delle 150 mila vittime e dei familiari. E sì che di questioni controverse se n’erano viste, nei due anni di convivenza col virus: l’attivazione delle zone rosse, le forniture di vaccini e mascherine, gli appalti per banchi a rotelle e strutture vaccinali, le norme sul green pass.

Fatto sta che qualche giorno fa la Camera ha dato il via libera alla Commissione, con il voto favorevole del centrodestra e l’appoggio di Azione e Italia Viva. La votazione si è comprensibilmente trasformata in una bagarre, con i deputati del centrodestra applaudenti al grido di “verità, verità”, il Pd asserragliato nei banchi a contestare il provvedimento, mentre gli onorevoli 5 Stelle uscivano dall’aula in segno di protesta. Inutile dire che i principali attenzionati dai lavori della Commissione saranno Conte e Speranza, all’epoca rispettivamente premier e ministro della Salute. Veniamo alle mie critiche.

Innanzitutto, sconcerta apprendere che la Commissione non si occuperà di verificare eventuali responsabilità di organi periferici come le Regioni. Non ci vuole la zingara per indovinare che tale decisione sia stata assunta per lasciar fuori dall’inchiesta la Regione Lombardia presieduta dal leghista Fontana, la cui gestione dell’epidemia nella prima fase pure aveva destato parecchie perplessità (al punto da richiedere la destituzione dell’assessore alla Sanità Gallera). Vorrei inoltre ricordare alcuni precedenti di commissioni d’inchiesta non proprio rasserenanti; mi vengono in mente quelle su Telekom Serbia e Mitrokhin, attive sotto il governo Berlusconi II e rivelatesi perlopiù delle patacche.

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’affare Telekom Serbia, nata per scovare presunte tangenti a politici girate per l’acquisto da parte di Telecom Italia di una quota dell’omologa compagnia serba, si scoprì presto avere piuttosto lo scopo di attaccare scompostamente Romano Prodi, Piero Fassino e Lamberto Dini (comicamente citati negli atti con i nomi in codice “Mortadella”, “Cicogna” e “Ranocchio”); soprattutto, articolò buona parte dei suoi dossier sulle dichiarazioni farlocche di tale Igor Marini, sedicente conte polacco e intermediario tra Prodi e Milosevic, in realtà ex facchino del mercato ortofrutticolo di Brescia, stuntman e attore squattrinato (poi condannato per calunnia).

Sorte non di gran lunga migliore toccò alla Commissione su Mitrokhin, costituita con l’intento di indagare su presunte attività di spie russe in combutta con partiti di sinistra italiani, ma anche interessata a screditare Prodi, avversario storico di Berlusconi, e altri esponenti del centrosinistra come D’Alema, Diliberto e Pecoraro Scanio, dando credito a personaggi controversi come il funzionario del Sismi Pio Pompa, l’agente “Betulla” e il consulente Scaramella.

Mi lascia perplesso, infine, pensare che i lavori di questa Commissione Covid vedano la luce in un Parlamento guidato dai partiti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini: quelli che, in piena pandemia, ammiccavano un giorno sì e l’altro pure a complottisti e no-vax e intanto spernacchiavano il “criminale” (Meloni dixit) Conte mentre questi provava, con tutte le difficoltà e le mancanze del caso, a gestire la crisi e a fare a cazzotti con i paesi europei “frugali” per varare le misure di aiuti del Recovery Fund. E si gioveranno del supporto attivo e, temo, non del tutto equilibrato di Matteo Renzi, che non fa mistero di schifare grillini e sinistra (e da essi è ben ricambiato).

Insomma, temo che, tra i tanti cazzari che affollano la nostra penisola, qualcuno pronto a giurare e spergiurare di conoscere tresche affaristiche tra “sinistri lestofanti” come Conte, Speranza, l’ex commissario Arcuri e chissà chi altri, lo si trovi facilmente. Se poi queste tresche dovessero effettivamente palesarsi, alzeremo le mani.

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