Cinema

Le star di Hollywood si uniscono allo sciopero degli sceneggiatori: da Meryl Streep a Jennifer Lawrence, già tante adesioni. E i festival tremano

Toronto, Telluride, perfino New York, ma soprattutto Venezia che a settembre rischia di essere svuotata dal glamour delle grandi star di Hollywood

Niente attori, niente film. Lo sciopero degli sceneggiatori ad Hollywood regala un ulteriore colpo di scena che sa di rivoluzione d’ottobre. La SAG-AFTRA (Screen Actors Guild – American Federation of Television and Radio Artists), il sindacato americano che rappresenta quasi 200mila tra attori e attrici di cinema e tv, ha iniziato a scioperare scendendo al fianco dei colleghi sceneggiatori. È stato l’ennesimo fallimento nelle trattative con gli studios hollywoodiani nelle vertenza iniziata oltre due mesi a far rinascere una solidarietà tra categorie ora non più solo simbolica. Il sindacato degli attori non si affiancava all’omologa sigla degli sceneggiatori (WGA) nello sciopero dal 1960. Sono di fondo due le richieste portate avanti dalla SAG, come dalla WGA: maggiore equità nei compensi e nella divisione delle percentuali degli incassi, ma soprattutto una garanzia di tutela dalla concorrenza dell’Intelligenza Artificiale. È chiaro che le nuove diavolerie tecnologiche possano riprodurre sia sceneggiature con un click, ma anche i visi ringiovaniti, invecchiati, feriti e truccati dei grandi divi o chissà crearne qualche altro a piacere. Un passaggio epocale, insomma, che trasformerebbe il mondo di cinema e tv cancellando la presenza e la creazione umana a favore dell’eterna e cieca fede nel positivismo tecnologico.

Tante le adesioni più in vista tra gli attori ci sono quelle di Meryl Streep, Mark Ruffalo, Jennifer Lawrence; ma anche clamorosi episodi di crumiraggio come quello di Kim Kardashian che si è fatta largo tra i picchetti (sono reali quelli che si vedono nei filmati e nelle foto, e sembrano immagini dei primi del Novecento) per entrare sul set di American Horror Story. La risposta degli studios alle nostre proposte è risultata “offensiva e irrispettosa rispetto all’incredibile contributo dato dagli attori alla nostra industria”, ha spiegato la presidente della SAG-AFTRA, Fran Drescher, celebre interprete del telefilm La tata. Gli studios si sono “rifiutati di affrontare seriamente alcuni punti e su altri avrebbero fatto muro. Fino a che non negozieranno in buona fede non potremo raggiungere un accordo”, ha aggiunto. Uno dei punti dirimenti è che con le piattaforme il concetto di “repliche” di un film o telefilm è stato letteralmente cancellato. Questo ha portato al crollo della percentuale che solitamente attori e sceneggiatori mettono tra i propri ricavi, a seconda del successo, e quindi delle repliche, che il prodotto audiovisivo realizza. Inevitabile, per come si è trasformato dall’alto il sistema che si debba rimettere mano alla questione.

Così come per l’uso oramai dilagante di software che riproducono fattezze e movimenti delle star o canovacci degli sceneggiatori. Insomma, per semplificare: lo sciopero WGA e SAG-AFTRA è davvero questione di sopravvivenza, non tanto per le star, ma soprattutto per la gran massa di autori e attori sconosciuti che occupano dalla terza all’ultima fila e che verrebbero sostanzialmente messi alla porta o fatti vivacchiare con ricavi irrisori. A questo punto risulterà fondamentale proprio la coesione tra fasce alte e fasce basse delle due categorie. Nelle scorse ore, tra l’altro, un deciso endorsement allo sciopero è arrivato nientemeno che dal regista Christopher Nolan che dal palco della prima londinese di Oppenheimer ha invitato tutti a scendere immediatamente in strada per scioperare. Del resto l’obiettivo finale degli scioperanti è la paralisi del sistema. E se fino ad ora con il solo sciopero della WGA le grandi produzioni avevano ovviato con sceneggiatori e troupe non statunitensi, ora sostituire facce e nomi celebri sarà pressoché impossibile. Ciò vuol dire che anche una banale promozione di un film in uscita verrà boicottata. Segnale terrificante però per tutto ciò che riguarda il mondo dei festival. Toronto, Telluride, perfino New York, ma soprattutto Venezia che a settembre rischia di essere svuotata dal glamour delle grandi star di Hollywood.

The White Lotus è disponibile in Italia su Sky e Now.