La ministra della giustizia della Nuova Zelanda, Kiri Allan, ha rassegnato le dimissioni dopo essere stata denunciata per aver provocato un incidente stradale mentre si trovava in stato di ebbrezza. Le dimissioni sono state rese pubbliche dal primo ministro Chris Hipkins tramite una nota, ripresa ora dai media neozelandesi che aggiungono dettagli sull’incidente: secondo quanto riportato, nella serata del 23 luglio la ministra Allan si è schiantata contro un’auto parcheggiata nei pressi della Evans Bay Parade, nella capitale Wellington, ed ha in seguito cercato di resistere ai controlli delle forze dell’ordine. La ministra, sempre stando a quanto riferito dai media, è stata trattenuta nella stazione di polizia per circa quattro ore prima di essere rilasciata con un mandato di comparizione in tribunale.

Il Primo ministro le ha consigliato di dimettersi e ha convocato una conferenza stampa urgente per la giornata del 24 luglio, riferisce il New Zeland Herald, in una situazione che vede da tempo la ministra della giustizia sotto i riflettori. A partire dallo scorso giugno sono infatti state sollevate preoccupazioni all’interno dei dipartimenti governativi sui rapporti di lavoro nel suo ufficio, che secondo alcune testimonianze non sarebbero stati buoni. Una notizia che ha iniziato a girare dopo che Allan aveva preso un congedo per salute mentale in relazione a a causa di “circostanze personali”: la rottura di una relazione tra l’altro già molto chiacchierata e una forte pressione lavorativa, sono state le ipotesi più accreditate nel dibattito creatosi attorno alla vicenda.

Ma Allan non è l’unico membro del governo ad essere finito al centro di scandali, casi mediatici e dimissioni, a meno di tre mesi dalle elezioni del prossimo 14 ottobre. Alcuni sondaggi indicano che l’opposizione conservatrice ha raggiunto o lievemente superato il Partito Laburista attualmente al governo. L’esecutivo di Chris Hipkins si era insediato lo scorso gennaio 2023, in seguito alle dimissioni dell’ex prima ministra Jacinda Ardern.

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