Attualità

Eva Riccobono e l’amore per Palermo: “La mia città ha un solo difetto”

L'attrice in una lunga intervista al "Corriere della Sera" parla del legame con Palermo, città da cui non si è mai mossa fino ai 19 anni, e dove ogni anno torna insieme al marito e ai figli

La mia città ha un solo difetto, cioè che la sia ama così tanto da non vederne le pecche per troppo desiderio di protezione”. Eva Riccobono in una lunga intervista al Corriere della Sera parla del legame con Palermo, città da cui non si è mai mossa fino ai 19 anni, e dove ogni anno torna insieme al marito e ai figli. Un amore viscerale, che non le impedisce però di guardare con lucidità anche quel che non va: “Penso alla pulizia. Palermo potrebbe competere con qualunque altra meraviglia se solo qualcuno prendesse in mano la situazione. Ci sono regioni e città, anche nel Sud, che si sono mosse decisamente meglio sul tema. E questo mi dispiace e non è un’offesa nei confronti dei siciliani. Perché io sono siciliana, non mi sento di nessun altro luogo, ma proprio perché io amo così tanto la mia terra che se vogliamo migliorarla, dobbiamo controllarla meglio e questo è compito delle istituzioni”.

I ricordi tornano indietro a quando, ragazzina, figlia di padre siciliano e madre tedesca, le fu insegnato dal papà a parlare il dialetto: “Eva devi parlarlo meglio di tutti noi, così non penseranno che sei una turista ma una del posto e ti tratteranno di conseguenza“, le diceva. “E così il mio dialetto è il più dialetto della famiglia. E pensate le facce quando facevo la spesa al mercato, alta e bionda e con la erre arrotolata, non appena cominciavi a parlare in siciliano stretto ma stretto, dall’altra parte del banco quasi svenivano”. Al padre l’attrice deve molto: “Era buono e disponibile: aiutava chiunque, faceva piaceri a tutti. Una cultura che mi ha sempre insegnato: ‘Ricordati che aiutare gli altri, fare un favore – mi ripeteva – significa ricevere in cambio qualcosa. Che sia solo la gentilezza’. Io sono un po’ così, ho ereditato questo da lui”.